La danza della vita

«L’avere si riferisce a cose, e le cose sono fisse e descrivibili. L’essere si riferisce all’esperienza, e l’esperienza umana è in via di principio indescrivibile. A essere pienamente descrivibile è la nostra persona, vale a dire la maschera che ciascuno di noi indossa, l’io che presentiamo, perchè questa persona è di per sé una cosa. Al contrario, l’essere umano vivente non è una morta immagine, e non si presta a venire descritto come una cosa; anzi, l’essere umano vivente può venir in alcun modo descritto. In effetti, molto può essere detto sul mio conto, sul mio carattere, sul mio atteggiamento complessivo verso la vita, e questa penetrazione e conoscenza può spingersi molto in là nella comprensione e descrizione della struttura psichica mia propria o di un altro. Ma il mio io totale, la mia intera individualità, la mia entità, la quale è unica come lo sono le mie impronte digitali, non può essere mai pienamente compresa, neppure per via empatica, perché non vi sono due esseri umani identici. Soltanto nel processo del mutuo, vivente rapporto, io e l’altro possiamo superare la barriera che ci separa, nella misura in cui entrambi partecipiamo alla danza della vita. Tuttavia mai potremo realizzare la completa identificazione l’uno con l’altro». Erich Fromm

Un commento su “La danza della vita

  1. antares666

    Carissima Tisbe, oggi è stata per me una giornata infernale. Prima la distruzione del mio sito su Altervista (per fortuna ricomparso poco dopo), poi gli insulti di uno stramaledetto troll… Sono furibondo! Solo da una persona nell’intero universo io posso accettare insulti: dalla mia adorata Arwen! Hai ragione, non si possono dimenticare gli sfregi ricevuti, mai!

    Ho molto in comune con te…

    Un abbraccio!

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