Papa Benedetto XVI

Voglio chiarire la mia posizione riguardo il nuovo Papa Benedetto XVI al secolo cardinale Ratzinger. Sono contenta per il popolo tedesco, meritava di avere un papa di propria nazionalità anche in considerazione della prossima visita del pontefice a Colonia, importante centro del cattolicesimo tedesco. Tuttavia nutro dei seri dubbi riguardo il futuro dell’influenza cattolica nella società italiana. Ratzinger è una persona coltissima, e merita stima, ma è arroccato su posizioni integraliste e poco aperte a confrontarsi con le esigenze della società post-moderna. La mia paura è che non venga affrontata la questione delle donne, ovvero della parità delle donne anche all’interno della gerarchia ecclesiastica. L’intransigenza mostrata da Ratzinger sul tema del relativismo fa intravedere un atteggiamento di chiusura verso tutto ciò che non riconosce l’assoluto come unica verità possibile. Prevedo e temo un periodo di oscurantismo e spero di sbagliarmi. Il nostro paese, che troppe volte deve tollerare le ingerenze della Chiesa in fatti di interesse sociale, ha un appuntamento da non perdere: il referendum sulla legge per la fecondazione assistita. Spero che gli italiani dimostrino la loro indipendenza dalla confessione cattolica. In ultima analisi avrei preferito un papa sudamericano, se non altro per fare un dispetto a quel dispotico del presidente Bush. E temo che la scelta di Ratzinger sia stata voluta per questioni di diplomazia internazionale.

6 commenti su “Papa Benedetto XVI

  1. deepquest

    Essere cattolici significa essere cattolici. Punto. Professare una religione non è mica un obbligo di legge! E le posizioni etiche sono da rispettare tutte, dico tutte. Perché non ci si dovrebbe astenere nel referendum? Qualche anno addietro, Bertinotti e Cossutta fecero campagna astensionistica contro il referendum per l’abolizione della quota proporzionale nella legge elettorale, e nessuno – mi pare – ebbe da ridire. Tra l’altro, mi sembra che i radicali ultraliberisti amoreggiano da parecchio con quelli che il referendum vogliono farlo fallire. O no?

  2. Tisbe

    Prima di essere qss cosa si è esseri umani dotati di intelletto e di capacità critica (almeno così dovrebbe essere). Ogni questione va valutata a sé. Ognuno di noi è chiamato a scegliere in libertà senza essere condizionato dalle indicazioni partitiche e confessionali. Prima di essere cattolico, prima di essere comunista, prima di essere radicale ultraliberista un essere umano è innanzitutto libero (ovviamente per chi ha il coraggio di esserlo)

  3. Landofnowhere

    ma alla fin fine… dovremo portare avanti istanze di libertà, chiunque sia il papa… e chissà, forse è meglio un ratzinger che un papa più “libero”. Trovarsi il papa a favore, ma metà cattolici comunuqe contro, genererebbe solo confusione

    bye

  4. antares666

    Secondo me, peggio di Wojtyla c'è stato solo Pio IX. La Chiesa non porterà mai avanti i diritti delle donne – per sua intrinseca natura – in OGNI caso. Credere che un giorno verrà un papa che ammetterà le donne nella gerarchia o che cambierà idea sulla bioetica è solo una pia illusione – ma a voler ben vedere, quale donna vorrebbe mai diventare pretessa?
    Ogni donna ha il potere in mano: è sufficiente che non voglia più sposarsi in chiesa per la vanità di una cerimonia e di un abito, che non faccia più battezzare i figli, che abbia il coraggio di opporsi al volere dei propri genitori, etc.
    Il cattolicesimo sparirebbe in due o tre generazioni, e per sempre.
    Non si vuole fare ciò? Non ci si lamenti. "Chi non vuole lottare per le proprie idee o ha idee che non valgono nulla o non vale nulla lui."
    Essere cattolici non è un obbligo: si ha la libertà di insorgere contro tutto ciò che non piace, di essere atei, agnostici, neopagani, buddhisti, di passare alla Chiesa di LaVey, ecc… E se fosse un obbligo essere cattolici, insorgere sarebbe un dovere.
    Penso che comunque Ratzinger (essendo colto e intelligente) non farà i disastri che ha fatto il dissennato Wojtyla, che non si imbarcherà in uno squallido papato mediatico o in perigliose avventure cesaropapiste.

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