Bambina accovacciata in un angolo buio

A volte mi prende una strana malinconia e penso a me quand’ero bambina. Mi rivedo in tutta la mia immensa solitudine…l’immagine prende forma nella mia mente e sento un nodo alla gola che non mi fa respirare. Sono in una soffitta impolverata, la luce filtra da destra lasciando intravedere il pulviscolo. Sono accovacciata in un angolo buio; la braccia intorno alle ginocchia e il viso nascosto. I miei abiti sono estivi, le suole delle mie scarpe consumate dall’uso…capelli corti, alla maschietta; età 9/10 anni. Sono in quell’angolo buio e piango. E io, adulta mi osservo e provo una strana tenerezza, mi viene voglia di correre al fianco di quella bambina disperata e di rassicurarla: "Non avere paura, ci sono qua io, ti proteggerò da tutto e da tutti, non avere paura. Esci, fuori il sole è alto ed è tempo che tu viva". Ancora adesso non ho compreso se mi fa più paura restare nella soffitta impolverata oppure uscire fuori per le strade del mondo.

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