La tua ombra

"La tua ombra" di Giuseppe Saggese

La tua ombra non mi ha seguito né protetto.

Tu eri stanca di tisi, di lavoro.

E finì la tua strada in una sera calda di settembre.

E a tutti lo dissero le campane.

E tu non potesti portarmi in braccio.

E non potesti mantenere la parola.

Ti portavo un cestino di fichi dalla campagna.

Mi fermavano.

Dicevano che non li volevi.

Quando giunsi al tuo lazzaretto, eri soltanto morta.

E mi facevi paura.

2 commenti su “La tua ombra

  1. RaptorHawk

    Ciao, la poesia è bellissima. Non condivido però l'attitudine dell'autore di fronte alla morte. La paura è un tentativo di fuga da essa. Sappiamo però che è assolutamente ineluttabile. Meglio accettarla. Può evocare dolorosi rimpianti, questo lo so bene. La paura dovremmo però combatterla. In fondo essa è il destino che tutti ci accomuna. Si può avere paura di un unico, comune destino, peraltro intrinseco alla vita stessa?
    Buona domenica!!

    Dubert

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  2. Tisbe

    Era solo un bambibo. Gli era morta la mamma. Ovvio che la morte…anzi la mamma morta gli facesse paura. Saggese è un poeta irpino. Ciao Tisbe

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