Nella patria dei soprusi

Nella patria dei soprusi

Compravendita di neonati al prezzo di 10mila euro, cessione di giovani donne a scopo di sfruttamento sessuale, tratta di persone ridotte in schiavitù nel alvoro nero. Questo il quadro del "bel paese" emerso da un’indagine della Squadra mobile di Catanzaro. Cinquanta le persone coinvolte tra italiani e stranieri. Questa è l’altra faccia della medaglia. Quando il veleno si versa contro gli stranieri e gli extracomunitari bisognerebbe tener conto anche di questo. Quando la cronaca fomenta l’odio xenofobo dovremmo fermarci e riflettere. Guardare all’altro, incatenato e gemente e chiederci:"se questo è un uomo". Se questo è il trattamento riservato a chi entra nel nostro confine, come si può pretendere che non abbia tanta rabbia in corpo da volersi vendicare. E se questo traffico c’è, è altrettanto chiaro che c’è una domanda. E questo sistema di schiavismo contemporaneo non è altro che una risposta alle esigenze di una società sempre più corrotta che boicotta il referendum per introdurre la ricerca sulle staminali e l’eterologa, e non si fa scrupoli nel comprare schiavi, ragazze e bambini. Complimenti all’italico popolo. Che coerenza.

4 commenti su “Nella patria dei soprusi

  1. WG

    Ti sei dimenticata gli stupri…e altro…

    Il problema sta nella tolleranza…si dovrebbero usare i metodi di Giuliani, l'ex sindaco di New York…

  2. utente anonimo

    Ola! Non ho cent sul cell x rispondere al tuo sms… Mi fa piacere e spero che sia una e-mail "interessante"…
    Bacissimi!!!
    Carmen

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