PROCREAZIONE: 110 ESPERTI A CIAMPI, PRONTI A LASCIARE ITALIA

PROCREAZIONE: 110 ESPERTI A CIAMPI, PRONTI A LASCIARE ITALIA(2) (ANSA) – ROMA, 21 GIU – Gli esperti entrano quindi nel merito della normativa, facendo tre esempi emblematici che evidenziano la contraddittorieta’ della legge 40.
”Dall’entrata in vigore della legge 40 – affermano – abbiamo tentato di applicare la legge, come abbiamo tentato di applicare le ancor piu’ contorte Linee Guida esplicative. Abbiamo tentato, Signor Presidente, perche’ dobbiamo confessarLe che spesso questa legge ci ha obbligato ad esercitare il nostro lavoro senza rispettare i 3 principi cardine che lo devono guidare: la perizia, la prudenza e la diligenza”. Poi, l’esemplificazione di alcuni casi in cui, sottolineano, ”ci siamo trovati, e piu’ spesso ci troveremo in futuro, lacerati tra il rispetto della 40/2004 ed il desiderio di non incorrere nella violazione dell’art. 43 del Codice Penale inerente il reato colposo, violentando altresi’ la nostra deontologia professionale”.
Ecco il primo esempio: ”La legge 40 non ci permette di evitare il contagio dell’AIDS dal marito alla moglie. Infatti, la legge vieta di eseguire una tecnica di fecondazione assistita in una coppia non infertile anche se il partner di questa coppia e’ sieropositivo ed un banale lavaggio del suo seme, con conseguente inseminazione nella partner, comporterebbe di minimizzare il rischio di trasmissione del virus dell’HIV. Cosa dobbiamo allora fare in questo caso? – si chiedono gli esperti – Dire alla coppia che non puo’ avere un figlio sano (se non all’estero)? Dire loro di avere rapporti non protetti rischiando il contagio della madre e del prodotto del concepimento? Violare la legge 40/2004 ed eseguire l’inseminazione, garantendo alla coppia, con una certezza pressoche’ assoluta, la nascita di un figlio sano?”. Ancora, ”la legge e le linee guida impongono di trasferire sempre tutti gli embrioni prodotti e di trasferirli in un unico e contemporaneo impianto. Quindi se si ottengono 3 embrioni, ed in rapporto all’eta’ della donna ed alle sue condizioni di salute si ritiene deontologicamente giusto, prudente e perito trasferirne soltanto 2 per minimizzare il rischio di una pericolosissima gravidanza trigemina, dovremo invece, nel rispetto di questa legge, comportarci in modo imprudente ed imperito e trasferirne comunque 3”.
Il terzo esempio: ”Come potersi considerare medici e dovere dire ad una coppia di giovani portatori di talassemia che loro potrebbero sapere, dopo qualche ora dalla fecondazione, se l’embrione e’ sano o malato e che invece, nel nostro Paese, bisogna restare incinta, aspettare il risultato della villocentesi, quando la gravidanza e’ giunta a 4 mesi, e soltanto allora, se il feto e’ malato, potere abortire”.
”Le abbiamo rappresentato soltanto tre delle tante, stridenti, insopportabili contraddizioni tra la legge 40 – affermano i medici e biologi rivolgendosi a Ciampi – e la buona pratica medica ma, ci creda, grande e’ il nostro disagio. Tanto piu’ – proseguono – che non ci e’ nemmeno consentito poter indicare direttamente ai nostri pazienti dei contatti per realizzare all’estero cio’ che e’ vietato in Italia”.
Ed allora? ”Noi siamo, e non possiamo che essere – concludono i 110 firmatari della lettera al Capo dello Stato – rispettosi del fatto che l’appuntamento referendario sia stato invalidato dall’astensione, ma crediamo, Signor Presidente, di essere ad un bivio della nostra vita e della nostra storia di medici e biologi”.
”Ci auguriamo, Signor Presidente – e’ la conclusione della lettera – che Ella voglia prestarci ascolto. Questa e’ la richiesta e l’appello di tante persone che, certe di avere lavorato una vita con impegno e dedizione e di amare tanto quello che fanno, non sono disposte, neanche di fronte ad una Legge, a rinnegare la propria storia di uomini e di medici e biologi seri”.(ANSA).

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