Il terrorismo fa comodo

Sono contro il terrorismo senza se e senza ma. Ma sono ANCHE contro la guerra senza se e senza ma, eppure i pacifisti vengono trattati come dei vigliacchi! Per quanto mi riguarda sono convinta che il terrorismo non viene debellato alla radice perché fa comodo, serve per giustificare un sacco di efferatezze eserve anche a fomentare la grande attitudine di depredare altre terre che contraddistingue l’opulento occidente. Dai tempi delle Br e di Gladio io conosco questa sistema noto come "Strategia della tensione". Quando il popolo è terrorizzato i governi riescono a dirottarne l’attenzione e a far passare sotto silenzio leggi ed azioni che in momenti normali non sarebbero passati. Non voglio vantarmi ma io sono stata una studiosa del fenomeno eversivo e dei servizi segreti deviati e non. Non fatevi incantare…la critica intelligente rende l’uomo libero!

4 commenti su “Il terrorismo fa comodo

  1. eddip51

    Purtroppo il nuovo attentato di Londra sembra renedere tutti ciechi a quantyo tui scrivi e che condivido pienamente … in Italia sembra ormai che noi pacifisti siamo quelli da combattere …

  2. JoeLondon

    Concordo appieno. Dopo l'11 settembre sembra che la parola "terrorismo" sia diventata la parola magica accolta con segreta gratitudine dagli stati con politiche estere aggressive, USA, Federazione Russa, Israele per giustificare qualsiasi azione, consolidare il proprio potere, e in generale ammantarsi di un 'plusvalore etico'. Ma se si confrontano le azioni dei terroristi classici con quelle di taluni stati, non si può non notare che la differenza sta solamente nella portata e nel fatto che i secondi possono utilizzare mezzi più sofisticati e masse di persone in uniforme. Il terrore procurato e la violenza indiscriminata sono presenti in entrambi i casi.

    Non si può non considerare un altro aspetto. Quando le notizie riguardanti certi teatri di guerra, come l'Iraq per esempio, sono filtrate, ammorbidite, cauterizzate, o addirittura assenti e trionfa solo la retorica dell' "asse del bene" contro "l'asse del male", la stessa ingiusta sofferenza patita da intere popolazioni civili è doppia, perché non riesce neppure ad arrivare su quello che, nel bene e nel male, è il piano della realtà del mondo moderno, ovvero il mondo dei media. Questo, quasi automaticamente credo, porta a forme di terrorismo globalizzato preoccupate di rendere visibili le situazioni di conflitto esistenti. Ho letto l'articolo del link sul documentario sull'Iraq: forse ci sarebbe meno ignavia e indifferenza se le azioni dell'occidente arrivassero in tutta la loro crudezza negli occhi della gente.

    E qui veniamo a un punto cruciale: le responsabilità dei media. Che responsabilità attribuire, nello scatenarsi e nel protrarsi dei conflitti, alla pavidità, al silenzio, o all'accondiscendenza dei media? Molta credo. Nel periodo che ha portato alla guerra all'Iraq i giornali effettivamente critici si contavano sulle dita di una mano. Negli Stati Uniti il New York Times si è anche scusato per non aver sufficientemente esercitato un ruolo critico. Ma anche in tempi recenti l'atteggiamento della stampa americana mi sembra sia più da servizio di "infotainment" (informazione-intrattenimento) che da "watchdog", cane da guardia che controlla il potere. E in Italia a parte la Repubblica e il Manifesto forse?

    Io condanno il terrorismo. Ma condanno anche il terrorismo degli stati. E la disperazione procurata da un assetto che nel mondo vede alcuni stati affamare interi continenti, e considerare le risorse di questi continenti come 'risorse per la sicurezza nazionale'. Più si procede su una china nella quale ci si ostina a non vedere i nessi che esistono fra una crescita sostenibile solo per alcuni e la guerra e la violenza, più le cose non faranno che peggiorare.

  3. solaria

    come ho scritto nel mio articolo, a me sembra tutto un tragico gioco delle parti, perchè il terrorismo fa troooppo comodo ai nostri potenti, e se anche è vero chi ci sono i fanatici islamici… beh, vengono tanti dubbi su quanto i "nostri" abbiano volontà e interesse a combatterli…

  4. utente anonimo

    Quando le persone saltano in aria è sempre qualcosa di orribile, che si tratti di un'autobomba o di un bombardamento militare, e secca farne una questione di numeri. A mente fredda però i conti vanno fatti. Da parte dei terroristi islamici il nostro Occidente ha subito in quattro anni quattro attacchi terroristici: USA, Spagna, e adesso Inghilterra. (Scrivo "4" perchè stamani mi è giunta notizia di un ennesimo attacco a Londra, di minore entità). La stima si mantiene sotto le 5000 vittime (la maggiorparte è caduta con le Torri Gemelle). Cinque migliaia di persone innocenti che vengono spazzate vie in un attimo sono una cosa abominevole, concordo. Si è però mai chiesto, chi s'indigna tanto nel leggere questi numeri, quanti sono i morti caduti sotto i bombardamenti aerei delle città irachene? Quanti sono i morti iracheni coinvolti nella guerra civile che l'occupazione americana ha contribuito a scatenare? E infine, quanti sono i morti dovuto all'embargo inflitto all'Iraq dagli americani negli anni precedenti il 2003? Siamo nell'ordine di milioni di persone.
    Si parla di 'guerra al terrorismo', ma le nostre perdite non arrivano neanche lontanamente -ringraziando il cielo- alle cifre tipiche di un conflitto bellico. Il terrorismo è sì un fenomeno da combattere e da tenere sotto controllo, ma per favore, smettiamola di voler detenere a tutti i costi il monopolio della vittima.
    Per proteggerci nel miglior modo possibile dagli attacchi di uomini 'disperati' e strumentalizzati, la prima cosa che dovremmo fare è piantarla di farci partecipi delle cause della loro disperazione. Per il resto, che aumentino pure le misure di sicurezza, ma non si azzardino a sospendere le libertà civili di 50.000 persone perbene residenti sul suolo italiano.
    Francesca

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