Perché scrivere

Rispondo un pò a tutti con questo post. Innanzi tutto ringrazio i blogger che tengono viva la conversazione su tematiche non superficiali e sicuramente interessanti. Vorrei chiarire che ciò che scrivo nasce da un tentativo estremo di comprensione dei "fatti" umani. Quando un argomento mi appassiona, ci metto l’anima, e questo aspetto credo sia percepito dal lettore. Vorrei aggiungere che riguardo al nichilismo sono stata descrittiva, nel senso che ho preferito trascrivere il messaggio del film…la mia angoscia nasce dal fatto che faccio fatica ad accettare la stessa conclusione a cui sembra giungere il film. Io non mi arrendo: continuo a cercare una possibilità di fuga dal sistema, senza rinunciare alla vita. Sono individualista, e fin quanto mi sarà dato di ragionare difenderò sempre l’individualità e la libertà, da ogni tentativo di omologazione da parte dei sistemi che tendono a generalizzare e ad assolutizzare. "Dal sistema non se ne esce", questo è ciò che è adesso! io continuo a credere che da qualche parte c’è una via di fuga, e voglio trovarla…alla fine potrò sempre dire che ne è valsa la pena perché conta più il viaggio che la meta…anzi…il senso della meta è nel viaggio stesso.

8 commenti su “Perché scrivere

  1. utente anonimo

    Non posso far altro che dirti che concordo!

    " perché conta più il viaggio che la meta…anzi…il senso della meta è nel viaggio stesso. "

    Bye ?!? ENIGMA ?!?

  2. Landofnowhere

    dal sistema non si esce, ma il sistema non è eterno e non è immobile….

    tutto sta nel saper interpretare il ruolo che possiamo giocare attivamente per cambiare lo stato delle cose…… capire come essere rivoluzionari…

    bye

  3. Pilgram

    È troppo grande. Ormai la bestia è diventata così orrendamente grande che con le nostre sole forze non possiamo più nemmeno pensare di combatterla. Era già cosa vana sperare di riuscirci qualche tempo fa, in non si sa bene quale modo. Utopisticamente forse, ricorrendo a qualche compromesso, attingendo alla forza che solo la disperazione può dare.Ci siamo lasciati distrarre dalla bestia, abbiamo osservato le sue opere, abbiamo ammirato la sua potenza per un attimo, ci siamo fatti irretire dalla medesima sua logica e siamo stati convinti, per un breve attimo di tempo, che avremmo potuto imitarla nell’ascesa della potenza, così da poterle opporre, un giorno, la giustizia all’ingiustizia, l’amore all’odio, la speranza alla disperazione: non per noi, e neanche per i nostri figli, ma per qualcuno, forse, un giorno lontano.
    Ma ora anche il respiro della speranza ci viene a mancare, ora abbiamo raggiunto una certezza assoluta: ci è impossibile alcuna cosa contro di essa.

  4. utente anonimo

    Pilgram ti rispondo con questa frase:

    "Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel
    modo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un'opinione. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre. Impossible is nothing."

    MAI darsi per vinti…

    Bye ?!? ENIGMA ?!?

  5. Pilgram

    Le parole alle quali hai dato risposta, caro enigma, non rappresentano affatto il mio modo di vedere le cose, o di affrontare la realtà, oggi. Sono invece la descrizione di una cosa intravista in una calda notte d'estate, una visione, passami il termine, dell'ormai lontano anno 1992 (e non farai fatica ad afferrarne il riferimento, credo). Tale descrizione, però, continua con le parole che dal profondo sono ascese quella stessa notte:“Aspetta, non cedere alla disperazione. Ascoltami solo per un momento, mentre ti parlerò di cose che conosci molto bene, cose che sono radicate nel tuo profondo, che hai ereditato di generazione in generazione. Ascoltami. Ti ricorderò il suono di una voce che da tempo non avevi più sentito, una voce che per tanto tempo la bestia è riuscita a coprire con il clamore della sua potenza.Senti? Nel silenzio della tua camera interna, prima ancora che io abbia detto una sola parola, tu cominci a ricordare.Tanto, tanto tempo fa, c’era una leggera brezza che ti scompigliava i pensieri, che rimuoveva le foglie morte e ossigenava le radici del tuo essere. Eri giovane, allora, di un’età indicibile…”

  6. Tisbe

    Nel silenzio troveremo la strada per vivere dignitosamente fuori dal sistema, troveremo la strada per riappropriarci della nostra individualità…Non attenderemo la morte per ricongiungerci con l'assoluto ma ci sentiremo pieni di noi stessi e completi VIVENDO…Ciau

  7. utente anonimo

    Belle parole le vostre.

    Peccato che non afferri, allora, non ero che un marmocchio…

    Bye ?!? ENIGMA ?!?

  8. Pilgram

    Infatti, cari Tisbe ed enigma, il racconto che scorre sul mio blog (di cui i due interventi sopra sono l’introduzione) è proprio la storia di una lotta contro il sistema: la mia, vissuta con intensità e combattuta con la forza della disperazione, fino a questo giorno. È l’affermazione della certa certezza di una possibilità di vivere fuori dal sistema (non di attendere la morte come una liberazione o come il ritorno verso l’assoluto). È molto bella questa tua espressione, Tisbe: “Nel silenzio troveremo la strada per vivere dignitosamente fuori dal sistema, troveremo la strada per riappropriarci della nostra individualità…”, tu dici un sacco di cose belle.
    &Egrave proprio ciò che mi propongo di trasmettere a coloro che sanno leggere il vuoto tra le parole, che sanno ascoltare il silenzio…

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