Prigione temporale

«Nella società industriale (aggiungo anche post/industriale), il tempo domina sovrano. […]Tramite la macchina, il tempo è divenuto il nostro sovrano, e soltanto nelle ore libere abbiamo, ma solo in apparenza, una certa scelta. Infatti, di regola organizziamo il nostro tempo libero esattamente come organizziamo il nostro lavoro, oppure ci ribelliamo alla tirannia del tempo dandoci all’assoluta pigrizia. Non facendo null’altro che disobbedire alle esigenze del tempo, abbiamo l’illusione di essere liberi, mentre in realtà siamo soltanto in libertà condizionata dalla nostra prigione temporale». trtto da "Avere o essere?" di Erich Fromm

6 commenti su “Prigione temporale

  1. sefossistato

    Nel periodo di “società industriale” vi era una sorta di corsa collettiva verso l’inserimento. Oggi,società “Post/industriale” la tendenza è notevolmente modificata.

    Come ri-qualifichiamo l’ozio costretto ed il “tempo libero” che è quello predominante?

    Saluti da chi da sempre ha deciso di non omologarsi nei possibili limiti della “dipendenza sociale”.

    Ciao

    (abbiamo più tempo per “guardarci l’ombellico”)

  2. Landofnowhere

    la cosa bella che nota marx nei manoscritti del 44, che alla base di tutto questo rapporto col tempo, sta l'alienazione da se stessi intrinseca nel lavoro…
    mentre lavora l'uomo,non si sente se stesso ed infatti quando può fugge il lavoro come la peste… eppure il lavoro è il principe di tutti gli atti sociali e politici ed è il modo con cui si entra in contatto con gli altri….
    Fromm fu un attento lettore dei manoscritti del 44….

    bye

  3. Roboris

    Nel suo Avere o essere Fromm fa un'analisi esaustiva della modalità in cui si manifesta la società moderna: è un libro che vale veramente la pena di leggere, per chi non lo ha mai letto, e di rileggere (…).Fondamento di questa situazione aberrata e aberrante, nella quale viviamo nel contesto del sistema (eccolo che ritorna…) è, secondo Fromm, e i fatti gli hanno dato ragione, se pensiamo che il suo testo risale al 1976, l'etica che si annida nel cuore stesso del sistema. Dice Fromm, tracciandone una breve storia: "Lo sviluppo del sistema economico in questione non venne più condizionato dalla domanda: «Che cosa è bene per l'uomo?», bensì dalla domanda: «Che cosa è bene per lo sviluppo del sistema?»Alla luce di questa considerazione si capisce molto meglio il senso degli interventi di "democratizzazione" che stanno compiendosi, e sempre più si compiranno, sotto i nostri occhi…E questa è anche la ragione per cui l'uomo vive il lavoro, in questa società, come un'alienazione,esattamente come dice Landofnowhere.

  4. Tisbe

    Il lavoro fintanto che è compiuto a contatto con la natura non è mai alienante, ma educativo. Lo sviluppo mostruoso del sistema è avvenuto per facilitare il controllo sulle masse anche attraverso il lavoro che viene svuotato della sua carica vitale. In altre parole la libido è castrata con conseguenze devastanti per l'individuo. E' ovvio che ogni lavoro dovrebbe essere compiuto con passione, perché solo in questo modo nutre l'essere interiore e permette una vita serena e reale. Io sono per l'individuo e detesto il sistema, anche quello democratico, perché è cmq una tirannia e niente di più

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