Oriente & Occidente

Oriente & Occidente

Nel profondo siamo sempre scontenti, comunque le cose siano, siamo scontenti. Intrecciamo continuamente sogni per cambiare le cose: una casa più bella, una moglie migliore, una cultura più vasta, più denaro, avere questo o quello…Pensiamo continuamente in termini di come rendere migliore la vita. Continuiamo a vivere nel futuro che non esiste. Vivere nel futuro è un sogno, perché non esiste. Chi vive nel futuro si basa su una grande insoddisfazione per il presente. […]Vi attaccate a tutto ciò che avete affinché nessuno ve lo porti viae, tuttavia, vi sentite insoddisfatti e sperate che un giorno le cose vadano meglio. Chi vive nelle passioni, nei desideri, vive una vita futile: sempre insoddisfatto e sempre sognando. Insoddisfatto della realtà e sognando cose immaginarie. Osho

Gli individui cauti, che fanno propria la modalità dell’avere, godono della sicurezza ma sono per forza di cose assai insicuri. Dipendono da ciò che hanno: denaro, prestigio, il loro io, ma che ne è di loro se perdono ciò che hanno? Ed è un’eventualità niente affatto remota, perché qss cosa si abbia può essere perduta, e ciò vale soprattutto per le proprietà, oltre che per la posizione sociale e per gli amici; senza contare che in ogni momento si può perdere la propria vita. Se quindi sono ciò che ho, e se ciò che ho è perduto, chi sono io? Null’altro che uno sconfitto, frustrato, patetico testimone di un modo di vivere errato. Dato che posso perdere ciò che ho, per forza di cose sono costantemente preda della preoccupazione di restare privo di quanto possiedo. […] Il protagonista è pieno solo di sé e, nel suo esasperato egoismo, ritiene di essere se stesso per il fatto di essere "un fascio di desideri". Erich Fromm

4 commenti su “Oriente & Occidente

  1. Roboris

    I Diari segreti di Wittgenstein sono la testimonianza di questa tensione e di questo invasamento nel raccogliersi in se stesso per autodeterminarsi. Questa autoconcentrazione gli appariva come l'unica via per poter superare la pressione intollerabile della vita e per poter raggiungere quello che non gli era mai riuscito di afferrare, e cioè l'individuazione del proprio carattere, spogliato dalle interferenze esterne, e la capacità di vivere nello "spirito" e nel "presente". Due termini che sono significativamente coniugati insieme perché "vivere nello spirito" significava per Wittgenstein pervenire alla trasparenza del proprio carattere, quale uomo egli fosse, e il "presente" era il punto nel quale l'uomo raggiunge il centro si sé e dal quale soltanto allora può volgere uno sguardo limpido e fresco sulle cose e sui dintorni della propria vita.Aldo G. Gargani

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