Le radici antropologiche dell’antiabortismo

E’ necessaria una premessa. Non sempre chi è favorevole all’aborto abortirebbe, come non sempre chi è antiabortista rispetta davvero il principio vitale. In questo breve post voglio dimostrare come molti atteggiamenti siano causati da retaggi antropologici che il genere umano si trascina dietro da secoli.
Tutto ebbe origine nella notte dei tempi, quando gli uomini erano guerrieri e le donne raccoglitrici. Allora i maschi umani si allontanavano per lunghi periodi per garantire al proprio gruppo di appartenenza l’approviggionamento di proteine necessarie alla sopravvivenza, ai carboidrati ci pensavano le femmine. Le gravidanze delle donne e le figliolanze numerose garantivano al guerriero che la propria donna non si desse ad altri uomini. Questo modo di fare ha continuato ad appartenere al genere umano anche mentre le civiltà si evolvevano in sedentarie creando i grandi imperi storici. Gli uomini continuavano ad abbandonare il tetto coniugale, per combattere e portare nuove terre e ricchezze alla propria gente. Così il sistema di ingravidare la propria compagna serviva a garantire l’assenza di tradimenti. Una donna incinta non è appetibile sessualmente, e se deve badare ad una decina di pargoli ha davvero poco tempo per correre dietro ai desideri del bassoventre. Il controllo maschile sulla donna quindi avveniva attraverso le nascite. Ma alcune pioniere cominciarono a sperimentare la soppressione del neonato perché avevano necessità di trovarsi un nuovo compagno, soprattutto se il vecchio non si faceva vivo da anni e non se ne conosceva la sorte. Il controllo maschile in questo caso risultava fortemente compromesso.
Ecco perché, in un momento storico in cui la vita umana era considerata carta straccia, l’aborto e l’infanticidio divennero un peccato abominevole. Non contro la vita, ma contro la patria potestà maschile. L’antiabortismo contemporaneo ha cambiato d’abito, in un momento in cui la dignità della vita è stata ampiamente riconosciuta veste il feto di sacralità senza accorgersi delle proprie radici tutt’altro che nobili. Con questo non voglio dire che gli antiabortisti siano in cattiva fede, ma intendo far sorgere un dubbio. Anche in Alta Irpinia, fino a qualche decennio fa c’era l’abitudine di lasciare le mogli incinte e cariche di figli prima di affronatre lunghi viaggi di lavoro (leggesi emigrazione)…e sappiano bene con quale scopo, anche perché non veniva affatto taciuto. Parlare con qualche anziano è davvero illuminante. E una donna, nella suddetta alta irpinia non aveva altro valore che come fattrice. E poi si giudica l’Islam…io mi nasconderei dalla vergogna.

11 commenti su “Le radici antropologiche dell’antiabortismo

  1. utente anonimo

    con tutto il rispetto per l'Alta Irpinia, Ti ha mai detto nessuno che nel diritto altogermanico (che essendo meno evoluto di quello romano è, verosimilmente, più vicino a quello delle prime comunità protoeuropee) il delitto di aborto e infanticidio era gravemente punito perchè colpiva chi non poteva difendersi in alcun modo. Così al pari di ogni altro genere di omicidio sleale (detto MORD: veneficio, prodizione etc.)rispetto all'omicidio semplice (detto todschlag : duello rissa etc.).
    Non sempre le semplificazioni socioeconomiciste all'amatriciana colgono nel segno.
    comunque, senza polemica, e pronto a ricredermi davanti a veri argomenti interpretativi

  2. Flydreamer

    Cè sempre una cosa che sfugge – e, io non so perchè, sfugge nella maggiortanza dei casi ai maschi – ed è la frase che hai scritto all'apertura del tuo post, molto vera e molto bella.
    Non sempre chi è favorevole all'aborto abortirebbe, come non sempre chi è antiabortista rispetta davvero il principio vitale
    Quanto inizia la vita?
    Nessuno lo sa, in fondo. Io posso avere una mia idea dalla base scientifica, chi crede può appoggiarsi alle parole della Bibbia, al "golmì", ma il fatto è che nessuno lo sa veramente.
    E dare la vita è una cosa troppo grossa, troppo sconvolgente (nel bene e, che gli uomini ci credano o no,anche nel male) per essere imposta dalle leggi, che sono quanto di più asettico esista. Tutti sono bravi a parlare… ma al momento di scegliere, nessuno ci garantisce si sarà davvero coerenti con i propri proclami. Proprio per la delicatezza della materia, per la mutevolezza della nostra umana esistenza, è giustissimo che la legge tuteli invece la libertà di scelta con delicatezza e rispetto, perchè qualunque cosa una persona scelga sia davvero frutto di sé stessa.
    E mi chiedo, a questo punto, cosa porti gente come Ferrara, o altri (insomma, persone che dovrebbero avere una cultura, non essere più o meno dei neanderthal contemporanei) a cercare di imporre con tanto fervore e livore la propria ideologia, una propria opinione, o un dogma corollario di una fede…D'altronde io che sono atea non impongo a nesusno il mio pensiero, chiedo solo lo stesso rispetto e la stessa libertà che tributo a chi crede in qualsiasi dio.

    Anonimo, sarei curiosa di riprecorrere la storia dell'aborto nel diritto pre-del cristianesimo, se puoi mandarmi qaulche link al recapito in firma ti ringrazio: conosco il diritto greco-romano, già influenzato dalla scienza alessandrina, ma quello germanico mi manca (credo che all'università, nei corsi storici, finisca sempre schiacciato tra il diritto romano e i writs anglosassoni). Sarebbe un discorso lungo, fuori tema nel post, ma mi incuriosirebbe sapere se può esserci un retaggio del famoso e antico cambio di Pantheon: divinità maschili-celesti nordiche e ctonie terreste nel bacino mediterraneo.
    Però, in fondo, io non farei così affidamento sui diritti antichi, considerando che se anche oggi ognuno ha una sua opinione sull'inizio della vita, nell'antichità c'erano idee mediche quantomeno balzane e fantasiose a volte…
    Fammi, però, spezzare una lancia con tutto il cuore a favore delle donne irpine.
    Leggi questo post di Floreana .http://floreana2.splinder.com/home?from=10 Purtroppo è vero, in alcuni casi (di arretratezza non solo culturale, ma anche di scarsa sensibilità) i figli sono sentiti dall'uomo come un modo per legare la donna… fortunatamente i tempi cambiano e la sensibilità si affina, ma ci sono delle sacche di arretratezza nel sentire, tra profondo nord e profondo sud, che a volte mi lasciano perplessa.

  3. Leslie

    L’esempio del diritto altogermanico è un esempio legislativo, mentre il post mi sembra interessante perché indaga su qualcosa d’altro: sulla mentalità, sul meccanismo che faceva scattare, in quelle società, il bisogno stesso di fare figli. Non si concepiva in base ad un comune progetto, ma perché il maschio, attraverso l’ingravidamento della donna, la poteva controllare. E non mi sembra una “semplificazione”, ma il porre l’attenzione su un meccanismo mentale che ha radici molto profonde e che, forse (dico forse), non è del tutto scomparso, tutto qui. Al di là di tutto, rimango convinta che l’evoluzione vera sia nella netta distinzione tra aborto e infanticidio e che i problemi maggiori stiano proprio laddove si avanza la pretesa – come già alcuni fanno – di mettere tutto sullo stesso piano (infanticidio, aborto, finanche la pillola del giorno dopo).
    Ps.
    Sottoscrivo l’ottimo commento di Flydreamer. 🙂

  4. Tisbe

    X l'anonimo. In primo luogo gradirei interagire con una persona che si firmi, anche con un nick, ma che si firmi. In secondo luogo, anche se non ho dimestichezza con il diritto germanico, io ho voluto sottolineare, appunto, come le leggi spesso mascherano motivazioni diverse. Il fatto che si voglia difendere chi non può farlo da sé, non implica che il vero motivo sia diverso da quello pubblicamente ammesso. Cmq vedo con piacere che sono le donne quelle più aperte mentalmente in fatto di aborto. Ciò significa che io potrei avere ragione.

  5. utente anonimo

    cara Tisbe,
    scusami, ma la scarsa dimestichezza con il blog ha fatto sì che il nick non fosse visibile.
    quello che volevo dire è che la motivazione della punibilità di un certo evento è più facilmente ricavabile da un sistema di norme (non necessariamente scritte) che lasciano facilmente trasparire – proprio attraverso la sistematizzazione formatasi spontaneamante – i valori posti a base di quella regola
    (esempio : la dura repressione del furto e della violazione di domicilio sono posti a tutela del diritto di proprietà – tipico delle codificazioni borghesi)
    Ti confesso che mi sembra assai poco credibile la versione del cacciatore guerriero che punisce l'aborto solo per evitare un bel paio di corna.
    E' proprio impossibile che a qualcuno stesse (stia) a cuore quello che capita a chi non può difendersi (leggasi non vota, non appartiene a gruppi organizzati e non fà nemmeno ahi!)
    i fratelli De Merode

  6. Tisbe

    Ciao fretelli De Merode, ti assicuro che è possibilissimo. Il controllo della donna è stato sempre un pensiero ossessivo del maschio. Basta dare un'occhiata alla storia e alla caccia alle streghe. Ritornando alla vecchia cara Irpinia, voglio raccontarvi una cosa. Mia madre mi racconta che negli anni 60 (dico anni 60), gli uomini irpini, suffragati da certa chiesa, lanciavano anatemi e maledizione alle donne che (pensa un pò) avevano la sconsideratezza di scoprire…il GOMITO, o di andare in giro senza "lo maccaturo". Altro che Islam, "lo maccaturo" equivale al velo, cioè le donne non potevano mostrare i propri capelli altrimenti erano considerate figli di satana. E queste sono cose vere!Personalmente io credo che la donna debba essere l'unica a poter decidere se portare o meno avanti una gravidanza, per il semplice fatto che è solo lei a pagarne le conseguenze, è solo lei che dovrà affrontare le difficoltà quotidiane che un maschio non può nemmeno immaginare. Solo questo! Ciao

  7. utente anonimo

    cara Tisbe,
    non vorrei essere stato equivocato, volevo semplicemente esprimere la mia perplessità in merito alla possibilità di effettuare ricostruzioni così agili di processi mentali che hanno interessato migliaia di generazioni.(non mi convince infatti nessuna ricostruzione troppo meccanica, nemmeno quando sia accettata quasi universalmente, penso che il fluire della storia non si possa ricondurre a una specie di modello matematico)
    per quanto riguarda l'atteggiamento nei confronti dell'aborto condivido quanto Tu dici in merito al peso della maternità , ma non puoi risolvere una questione del genere in termini di semplice difficoltà (e leggendo quanto scrivi si capisce che questo lo pensi anche Tu …)
    infine, una nota più lieve , l'ossessione di certe società mediterranee per il sesso e, conseguentemente, per la sua rimozione emerge in maniera aggressiva proprio quando il modello tradizionale entra in crisi vedi sud italia anni 60 vedi attuale società islamica (ma in questo credo che la religione c'entri poco, semmai c'entrano certi religiosi, a loro volta succubi del modello culturale)

  8. WebLogin

    Molto interessante questa ricostruzione, dovrebbe fare riflettere chi è contro l'aborto.

    E' assurdo quello che sta accadendo ora contro l'aborto. Innanzitutto bisognerebbe riflettere sul fatto che questa campagna contro l'aborto è iniziata come risposta alla Moratoria sulla pena di morte: "visto che è stata fatta la Moratoria sulla pena di morte perché non fare anche quella sull'aborto?". Quindi c'è chiaramente l'intenzione di criminalizzare l'aborto ed eliminare la legge 194, una legge che in questi anni, invece, ha dimostrato di essere una buona legge.

    Inoltre chi sta criticando l'aborto ha coniato slogan come "Aborto? No, grazie".
    Come altri hanno già fatto notare: "Che significa? Che senso ha? Chi è che domanda, chi è che risponde? Signora, gradisce un po' di aborto? No, grazie."

    Oppure, altro delirio, hanno pubblicato manifesti dove si afferma "Luca avrebbe voluto fare l’astronauta. Ma… Non è mai nato. Qualcuno ha scelto per lui."

    Tutto questo mi fa schifo e mi sembra pura pazzia. Oggi la scelta dell'aborto può arrivare a causa di comunicazioni dolorose come "il bambino nascerà con un grave handicap", oppure perché il bambino che sta per nascere è frutto di uno stupro, ma ci sono anche scelte dettate dall'età della donna e dalla condizione economica. Sono diversi i motivi che possono esserci dietro questa dolorosa scelta. L'aborto, secondo me, è una scelta dolorosa soprattutto per la donna ma anche per il suo compagno e cmq sia la prima e ultima parola spetta alla donna. Ritengo che di fronte a problemi così grandi e così personali la donna merita rispetto qualunque sia la sua scelta, perché qualunque scelta farà sarà sempre a favore della vita.

    PS: Tis, questo tuo post è sfuggito alle mie tante ricerche all'interno del tuo archivio e alla lettura del tuo bellissimo libro 🙁 Ti chiedo scusa, ci sono rimasto male e ho ripreso il tuo libro per controllare se c'è un altro post che è sfuggito alla mia lettura. Ho letto il tuo libro insieme ai commenti che hanno ricevuto i rispettivi post nel tuo blog, ma credo che il post mi sia sfuggito a causa del fatto che non ho letto i post in modo sequenziale. Mi perdoni? 🙁

    Ciao mitica, un caro abbraccio rosso

    Giuseppe

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