Niente Ici, ma solo per la Chiesa Cattolica.

Niente Ici per gli edifici di proprietà della Chiesa anche se si tratta di strutture utilizzate per uso commerciale. Un pò di articoli illuminanti. Leggete qua , qua e qua. Ma vi sembra una cosa giusta? Solo per i cattolici…ovviamente…a quando la dichiarazione che siamo in teocrazia?

9 commenti su “

  1. stefano2005

    cara tisbe..a parte che gli immobili ecclesiastici mai hanno pagato l'ici, quindi parlare di regalo elettorale alla chiesa e di danno gravissimo ai comuni è del tutto falso, ma vorrei in particolare segnalarti che l'esenzione ici non è per la solo chiesa cattolica, ma per ogni confessione che abbia siglato un accordo con lo stato italiano..il decreto di cui si parla in questi giorni si riferisci alla chiesa cattolica solo perchè è una norma di interpretazione autentica che corregge una contraversa sentenza della cassazione e ribadisce quanto scritto nella legge istitutiva dell'ICI del 1992. saluti

  2. utente anonimo

    cara tisbe hai perfettamente ragione: lo scandalo è tutto nel fatto che ammessa solo la chiesa Cattolica in quanto l'unica concordataria e con questa finanziaria non solo si esentano i luoghi di culto ma anche le loro pertinenze a prescindere che poi abbiano finalità commerciali o meno (oratori, bar, cineforum ecc. ecc.)-
    Se questo si aggiunge ai 2000 miliardi di vecchie lire di 8 per mille capirai che al di là delle belle parole per la gerarchia ecclesiastica come diceva Ernesto Rossi "gratta gratta c'è sempre la roba".

  3. Tisbe

    Per Stefano Faccio un copia incolla da un articolo dell'Osservatorio sulla legalità. Vorrei capire chi è che dice la verità. "La commissione Bilancio aveva in precedenza dato parere negativo ad un emendamento del sen. Lucio Malan, di Forza Italia, che mirava ad estendere questo privilegio a tutte le confessioni riconosciute dallo Stato.

    L'opposizione lamenta come il governo sottragga risorse agli enti locali per favorire la Chiesa cattolica. In rivolta i Comuni, che si vedono defraudati di una entrata a volte consistente. Secondo Enrico Morando, dei DS, solo per Roma ci sara' un perdita di 5 miliardi l'anno.

    Si ripropone la controversa questione del privilegio accordato alla Chiesa cattolica, gia' esistente nel caso degli insegnanti di religione assunti dalla pubblica amministrazione, e dell'8 per mille, che le altre confessioni riconosciute percepiscono solo ove esplicitamente indicate dai contribuenti nella denuncia dei redditi, mentre al Vaticano va anche una parte consistente della quota non assegnata".

  4. blindfury

    Stefano2005 o è male informato ed è in buona fede oppure è semplicemente fazioso.

    In ogni caso aspettiamo l'approvazione alla camera, leggiamo i nomi dei favorevoli e voteremo di conseguenza.
    Ciao Tisbe.

  5. MindPrison

    mmh, anche io conosco una versione leggermente diversa. Da quello che ho capito, l'esenzione dell'Ici è destinata a tutte le strutture finalizzate all'esercizio del culto ed all'istruzione scolastica. Ne deriva che tutte le scuole private, sia che siano gestite dalla chiesa, sia da privati, verranno esonerate dal pagare la tassa. Naturalmnete nn saranno certo i buddisti o gli induisti a godere più di tanto di questa legge. Ma d'altronde… libera chiesa in libero stato, un paio di coglioni… viviamo in uno stato dove la chiesa fa leggi (spesso davvero vergognose) e poi critichiamo i paesi musulmani dove la religione è di stato… beh, perlomeno loro lo fanno in maniera ufficiale, invece di sostenere il contrario come facciamo noi…Ruini docet

    Via le truppe dall'Iraq (e i preti dalle balle)!

  6. Leslie

    Già, ne ho scritto anch'io. Posso solo aggiungere che se si fosse trattato di una semplice "esplicazione" della legge del 1992 sarebbe bastato fare un decreto attuativo invece di una nuovo disegno di legge. E, ancora, aggiungo che è stato bocciato l'emendamento del senatore Malan che voleva estendere lo stesso tipo di esenzione alla chiesa valdese, per mancanza di copertura finanziaria. E, particolari tecnici a parte, rimane il fatto che se io voglio aprire un "bed & breakfast" devo pagare l'Ici, se lo aprono le suore non lo pagano: questa si chiama concorrenza sleale. Almeno su questo credo abbiamo il diritto di discutere.
    Ps. Bello il nuovo template! 🙂

  7. Tisbe

    Bene, almeno chiarezza è fatta. A questo punto bisogna stare attenti a non generare leggende come quella del "pianista smemorato". Fa piacere, tuttavia, che la correzione sia venuta da un deputato Ds.

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