Questa notte non sono riuscita a dormire, mi ha assalito un senso di angoscia che non provavo da molto tempo. Risultato, sono a pezzi! Non si può spiegare il genere di sensazioni provate perché la lingua non può rendere conto di tutto (l’indigenza linguistica di cui parla Gadamer). Mi sono sentita, per così dire, perduta, ma non è paura, è qualcosa di diverso. Si potrebbe definire con il termine tedesco ANGST, ciò che ha provato il giovane Hans Castorp davanti alla visione del "banchetto cruento".

Il Figlio Prodigo

Cambiando argomento, ieri sera ho assistito alla lezione di Cacciari sul tema del Figlio Prodigo. Finalmente i miei neuroni hanno festeggiato dopo un lungo periodo di astinenza filosofica. E’ solo nel mondo delle idee che io sto bene, la contaminazione con il reale mi uccide. Vorrei essere solo pensiero. Non ho preso appunti, ma cercherò di trascrivere fedelmente ciò che il professore ha interpretato con tanta passione.

Il punto di partenza è il distacco del Figlio del Padre. Non c’è una motivazione psicologica a questo evento: il Figlio semplicemente richiede la sua eredità e va via. Sceglie un luogo dove non c’è traccia delle usanze e della religione paterna. In questo modo compie un distacco RADICALE. In realtà il Figlio uccide il Padre, infatti l’eredità si percepisce dopo una morte. Un altro aspetto importante è la reazione del Padre: Egli non si oppone, lascia che il Figlio segua il suo percorso, non tenta di trattenerlo, non lo dissuade, non lo minaccia. Il Figlio dissipa tutta l’eredità e in questo viaggio tocca il fondo, si apre per lui l’orizzonte della deiezione. Perde se stesso. Perdendo il Padre, uccidendo il Padre, in realtà perde se stesso. Tocca con mano la miseria della propria umanità e a questo punto non può far altro che risalire. In fondo in quale circostanza si cerca se stessi? quando si è perduti, ed è quello che accade al Figlio. Da uno stato di radicale insalvabilità si passa alla ricerca del se stesso perduto, alla NOSTALGIA del Padre. Questo passaggio è fondamentale perché oltre ad una valenza esistenziale, ha una portata più squisitamente ontologica (ma questo aspetto non è stato approfondito da Cacciari). Il Figlio torna. E il Padre lo accoglie. Qui entra in scena un nuovo elemento: l’altro Figlio, quello maggiore che rappresenta la COSCIENZA  GIUDICANTE di cui parla Hegel. Il Padre festeggia il ritorno del Figlio minore ed invita quello maggiore a partecipare ai festeggiamenti, ma costui si rifiuta e si offende. "Ma come, io ti ho servito per tutti questi anni…?". Il Figlio Maggiore rappresenta l’altra faccia dell’essere Figlio. Rappresenta l’ipocrisia, la staticità del DOVERE esclusivamente per ottenere qualcosa in cambio (in questo caso la riconoscenza del Padre). Il comportamento del Figlio maggiore, ligio al dovere ha da fare con il DIRITTO. Alla dinamicità del Figlio minore, quello maggiore oppone la staticità di chi non sceglie, di chi non ha il coraggio di rischiare. Ma il Padre VUOLE che i figli scelgano. La parabola del Figlio prodigo è la parabola del libero arbitrio. La possibilità che il Padre offre ai Figli è di scegliere di rimanere con Lui in un atto di libertà e non per un senso ipocrita del dovere. Il cerchio si chiude con la conciliazione dei due modi di essere Figlio. L’invito del Padre a partecipare alla festa rivolto al Figlio maggiore, rappresenta proprio la volontà di superare il dualismo. E anche in questo possiamo trovarci tracce di portata esistenziale e di portata ontologica. Questa parabola non indica come va a finire, ha un finale aperto, quindi non sappiamo se la conciliazione sarà realizzata.

Il viaggio del Figlio è un viaggio di scoperta che permette di avvertire la necessità del Padre attraverso il sentimento di nostalgia (ovviamente il Padre è Dio e il Figlio è l’umanità). Per me rimane una domanda aperta. La scelta che il Padre impone ai Figli (infatti non è soddisfatto della non-scelta del Figlio maggiore) non è forse un peso insopportabile? Questo tema si può trovare abbondantemente sviluppato da Dostoevskji nel poema "La Leggenda del Grande Inquisitore".

6 commenti su “

  1. utente anonimo

    buongiorno Tisbe…mi auguro che la prossima notte sia il silenzio e la pace ad avvolgerti….comunque noto che Cacciari ti piace parecchio…e come darti torto? i seguaci di nietzsche hanno sempre un grande appeal…baci
    camelotdestraideale

  2. Tisbe

    Infatti Nn ti ho visto! anche se in mezzo a tanta gente sarebbe stato difficile individuarti…Peccato davvero. Cacciari ha un grande carisma

  3. MindPrison

    Mi piacerebbe intervenire sul dibattito. Ma il mio livello culturale in materia non me lo consente. Perciò mi limito ad augurarti di dormire bene stasera…

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