Il caso del quindicenne romano, ma la famiglia è necessaria?

Ieri mi è arrivata una news che mi ha particolarmente colpito. Un quindicenne romano, dopo aver ucciso i genitori ha minacciato di togliersi la vita. Sembra un nuovo caso di malessere familiare, sennonché, l’adolescente soffre da tempo di depressione, e solo per la bravura di un agente di polizia si è riusciti a farlo desistere dall’insano gesto. E’ troppo presto per trarre conclusioni, ma ancora una volta vengono in luce i problemi profondi dell’istituzione familiare. E’ in essa che si forma l’individuo, è in essa che si sviluppano i futuri comportamenti sociali, e spesso le tragedie si consumano al suo interno. Non sempre è così, cioè non sempre i problemi rimangono al suo interno, spesso l’individuo leso da un ambiente familiare apparentemente sano, una volta adulto crea problemi nel sociale.  Ecco perché è necessario un monitoraggio preventivo dell’ambiente familiare senza scadere nella prevaricazione e nella violazione della privacy. Ciò che non deve accadere, invece, è l’istigazione all’ipocrisia, cioè a tenere in piedi la famiglia anche quando non è più sana, e non rappresenta più un rifugio ed un luogo educativo d’eccellenza. Non è la costituzione familiare il collante sociale, ma la qualità dei rapporti che il bambino e l’adolescente costruiscono nei primi anni di vita, e non sempre la famiglia è la migliore deputata a questo scopo. In altre parole, non credo che la famiglia sia intoccabile, ed è giunto il momento che il suo "mito" venga ridimensionato e venga attribuita la priorità all’individuo come singolo.

2 commenti su “

  1. utente anonimo

    domanda come è possibile che una famiglia ed un personaggio simile possedessero un'arma?
    altro che america il far west sta proprio qui, leggi da azzeccagarbugli che no servono a niente ma solamente a disarmare (in tutti i sensi)il cittadino onesto.
    ai tempi miei questo non succedeva.
    BENITO

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