Questa è stata una di quelle giornate in cui l’unica cosa che sento di fare è maledire il momento in cui sono venuta al mondo. A dire il vero adesso sto meglio, ed è forse per questo che riesco a scrivere, ma sento ancora vaghi i segni della somatizzazione: un senso di nausea e un’insofferenza alle persone. Ho un solo desiderio, essere stata davvero un’orfana adottata da una coppia gay. Credo che sarei stata più felice e mi sarei sentita più amata. Io credo che Dio non avrebbe dovuto concedere a mia madre di mettere al mondo dei figli. La sua vicinanza mi ha destabilizzato di nuovo. Impiego mesi, anni per raggiungere un precario equilibrio interiore e poi, basta un attimo, e sono di nuovo perduta. Stamattina sono stata malissimo. Ho cercato, come sempre, di ottenere il massimo controllo degli effetti sul mio corpo, ed in parte ci sono riuscita. In alcuni momenti il senso di nausea e i conati di vomito sono diventati così forti da indurmi alla sudorazione. Non vedevo l’ora di arrivare a casa mia. Mentre ero sull’autobus credevo di non riuscire a trattenere il vomito, e poi mi è sopraggiunta un’emicrania terribile. Una volta giunta a casa (…mi sembrava di non arrivarci mai) ho fatto una doccia decontaminante e mi sono barricata dentro, assalita da un desiderio ossessivo di quiete e solitudine. Vorrei solo sapere quando finirà…quando potrò guardarmi allo specchio e leggere nei miei occhi un briciolo di serenità…quando. Perché non ho diritto a questo, perché sono condannata a vagare in eterno alla ricerca delle mie radici, ed ogni volta che mi sembra di averle trovate devo riconoscere che non era quello che cercavo. Perché sono così inquieta, perché tutto quello che c’è intorno non mi basta

3 commenti su “

  1. utente anonimo

    E' sempre difficile commentare cose così intime, ma credo che nel tuo precedente blog tu possa trovare, se non risposte, almeno dei motivi di speranza.
    Crescenzo

  2. Tisbe

    @ Gaetano & Crescenzo: grazie siete così cari! in ogni caso mi rialzerò, ma è difficile andare avanti non avendo nulla a cui aggrapparsi…soprattutto non avendo una famiglia di supporto…

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