di Sigfrido Ranucci
SPK MASCHILE:
Ecco come una foto può raccontare una guerra, quella del Vietnam, Kim Fuk, 9 anni, il corpicino nudo straziato dal napalm lanciato dagli americani, corre, le braccia allargate per scappare dalla morte. È il 1972 la sua immagine farà il giro del mondo a testimoniare una guerra che nessuno ha vinto e che molti non hanno dimenticato. 

Napalm!! Una specialità di quella guerra, queste sequenze a più di 30 anni di distanza, vengono dagli archivi americani. I cameraman militari hanno ripreso l’effetto di questi micidiali ordigni.  Le bombe erano lucide, al momento dello sgancio l’attrito le avvolgeva con una specie d’aurea blu, ma questi oggetti brillanti scatenavano a terra una tempesta di fuoco. I piloti sorvolavano a bassa quota boschi e villaggi guardando avanti mentre alle loro spalle tutto bruciava uomini, animali, piante e capanne. 

Questa sequenza non fa parte di un film è la realtà.  Anche l’effetto al rallentatore è stato predisposto dai cameraman militari per poter documentare meglio l’azione delle bombe. E anche la musica è quella che i marines ascoltavano dalle loro radio, descrive il sogno di un paese bellissimo: la California… mentre la guerra devasta un paese non meno bello il Vietnam…. cambio musica….

Queste immagini impressionanti sono uscite dagli archivi solo dopo decenni per paura di scatenare reazioni pacifiste: soltanto il 3 per cento dei servizi televisi provenienti dal Vietnam mostravano scene di violenza, ma fu sufficiente a scatenare molti americani contro la guerra.   le nazioni unite  nel 1980,  proprio dopo   quelle orrende immagini   vietarono l’uso del gas napalm contro i civili . 

Noi siamo qui invece per cercare di raccontarvi una battaglia di oggi, che nessuno ha potuto vedere, quella più imponente, sanguinosa e misteriosa: quella che gli americani hanno condotto a Fallujah, si è detto che quella in Iraq fosse la prima guerra in presa diretta, che tutto il mondo ha potuto vedere! Falso l’occidente l’ha vista dal buchi della serratura e anche dal un solo punto di vista.

MARINE: VOCE MASCHILE:  JEFF  EGLEHART  (EX MARINE)
“Ero in missione a fallaujah all’interno della ranger zone.  Ero a 150 metri da dove si svolgeva l’attacco. Abbiamo ricevuto l’ordine diretto che qualsiasi individuo che camminava o si muoveva era un obbiettivo.”.
 

Domanda voce maschile: È vero che avevate ordine di sparare anche a ragazzi di dieci anni?

Risposta marine: “Quando siamo arrivati in irak c’era uno Standard di combattente : dai 18 ai 65 anni , ma quando siamo giunti a Fallujah il targhet è sparito perché effettivamente in città c’erano ragazzi di 10 anni che usavano il mitra”
                                            
D: A suo figlio cosa racconterebbe della battaglia di Fallujah ?

Risposta marine : “Che è stato un genocidio, è stato bombardato tutto il bombardabile. Non è stata una guerra ma un omicidio di massa”

VOCE MASCHILE SPEAK

Di quest’omicidio di massa noi non abbiamo potuto vedere nulla. Sono pericolose le informazioni che escono da Fallujah i pochi che hanno cercato di diffonderle ne sanno qualcosa. Due giornalisti  di  Al Arabya  sono stati arrestati dalla polizia irachena nel marzo scorso,  le loro  video cassette sono state sequestrate.  Il collaboratore di Diario morto in Iraq,  Enzo Baldoni, nelle ultime settimane stava lavorando su Fallujah, così come la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena è stata rapita proprio mentre stava realizzando un’inchiesta sui profughi della città . Viene il sospetto che la storia di come è stata esportata la democrazia a Fallujah  non deve essere raccontata.          

 
D. voce maschile:   lei aveva raccolto informazioni particolari su Fallujah?

VOCE FEMMINILE : GIULIANA SGRENA (GIORNALISTA “IL MANIFESTO”)

R: “Non solo su Fallujha , avevo ascoltato  racconti da parte degli abitanti sull’utilizzo di armi particolari, tipo napalm,  a Baghdad durante la battaglia dell’aeroporto nell’aprile del 2003,  e poi avevo raccolto,  poco prima di andare a intervistare i profughi  della citta’, testimonianze  da altri abitatnti di Fallujah su l’uso di armi al fosforo bianco.  In particolare delle donne che avevano cercato di rientrare nelle loro case  avevano trovato delle polveri particolari disperse su tutta  la casa, gli stessi americani gli avevano detto di pulire la casa con detergenti, perché  quelle polveri erano molto pericolose. Infatti  loro avevano avuto degli effetti  sul loro corpo, sanguinamenti e cose molto strane. Io avrei voluto intervistare  queste persone, ma purtroppo i miei rapitori che si dicevano  appartenere alla resistenza di Fallujah  mi hanno impedito di raccontare  quello che avevo saputo di Fallujah  rapendomi.

Questa guerra non può avere testimoni!  Non può avere testimoni perché si basa sulle menzogne. Gli americani hanno concesso di andare  a Fallujah  solo ai giornalisti embedded.
Nonostante questo, per esempio è uscita l’immagine del marine che spara  sul   combattente ferito  e disarmato all’interno della moschea  di Fallujah. Ma proprio perché questa immagine è uscita, non si bene come,  ed è stata diffusa in tutto il mondo , il giornalista dell’ Nbc che l’aveva ripresa,  è stato immediatamente  espulso dal corpo degli embedded.  
           

SECONDA VOCE FEMMINILE : PAOLA GASPAROLI  ONG. “UN PONTE PER” 

“C’è anche la storia inquietante di un   giornalista indipendente,  che entra a Fallujah a gennaio, rimane  per 10 giorni, intervista persone, filma. Esce dalla città, esce  dall’Iraq, dalla Giordania e arriva negli Stati Uniti , si ferma in un albergo e va in spiaggia, quando rientra scopre che la porta della camera è stata forzata, le cassette del  suo girato trafugate, le uniche  sparite quelle riguardanti il lavoro fatto a Fallujah. Il suo nome è  Mark Manning,  anche questo può  far parte del tentativo di  non far dire esattamente cosa è successo a  Fallujah. “

 

SPK VOCE MASCHILE :
Fallujah è il cuore del triangolo sunnita, l’area più  ostile all’occupazione americana. Crocevia tra Baghdad e la Giordania. è… anzi era la citta’ delle moschee e della scienza.  La distruzione  descritta in un  rapporto del gennaio del 2005   dell’Unami, l’ufficio dell’Onu in Iraq , rimasto a lungo segreto,  è definita “scioccante”. Le case colpite sono  circa  37 mila . Gli americani  segnano con una x rossa le case ripulite o disinfestate, come scrivono sui loro rapporti. Sui morti ancora oggi non ci sono cifre ufficiali.  “Posso onestamente dire  che non sono a conoscenza di alcun civile ucciso” ha detto il generale  dei marines  John Sattler, il 18 novembre. Queste immagini girate i giorni seguenti all’attacco sembrano smentirlo: le vittime civili furono a centinaia.  Vivere da quelle parti non è certo facile  se si spara anche a chi ha un drappo bianco in mano in segno di resa …qualcuno riesce a scappare altri no…
Negli ospedali  si raccolgono queste testimonianze :

Donna  di Fallujah  : (parla in modo concitato) 

“ Questo bimbo ha perso una gamba, è stato ferito con la sua mamma !  Sono dei mujaheddin ? E’ forse lui al Zarquawi ?”
 
Voce maschile: 
“Questo è mio figlio … dopo il primo bombardamento degli americani in  aprile il suo corpo è cominciato a cambiare, il cranio è cresciuto”  

SPK: VOCE MASCHILE

Il dott. Mohammad Hadeed con una sua equipe  entra a Fallujah autorizzato dagli americani, con il triste compito di riconoscere e seppellire i morti. Il filmato girato, come si vede dalla data , dopo i bombardamenti di novembre,  mostra  i corpi  di civili uccisi, di donne sorprese a pregare con il misbaha in mano, il  rosario islamico,  i corpi  mostrano strane ferite, alcuni  sono consumati fino alle ossa, altri hanno la pelle staccata dalla carne …

Ma non si vedono segni di proiettili.  I volti sono letteralmente fusi, così come alcune parti del corpo, i vestiti incredibilmente intatti, e  così  si riescono a distinguere gli  insorgenti  che indossavano giubotti  da combattimento, dai  civili…
Anche gli  animali  sono morti senza segni apparenti di ferite. 

Nel filmato c’è documentata anche l’inquietante storia del’Imam Hassan   Nuymy (Noaimi’), di Baghdad, ricercato e arrestato dalle nuove  milizie irachene, addestrate dagli americani, perché  sospettato di essere  troppo vicino alla resistenza di Fallujah, viene trovato  morto con altre 5 persone. Sui corpi i  segni  di una tremenda  tortura: la pelle ustionata  di chi  è stato  messo  su una graticola, i buchi praticati  probabilmente da un trapano. Metodi tremendi, usati ci dicono, dai servizi segreti di alcuni paesi mediorientali per estorcere informazioni.

Mohamad Tareq Al-Deraji, laureato in biologia, è direttore del centro studi per i diritti umani, un’organizzazione nata a Fallujah nel 2004. Mohamad  è  stato invitato al parlamento europeo da alcuni deputati della sinistra, per raccontare ciò  che accade nella sua città.  

SECONDA VOCE MASCHILE : MOHAMED

“Signori e signore vi vorrei ringraziare per il vostro invito al parlamento europeo, io sono partito dalla mia città  per denunciare la situazione  in Iraq, c’era stato detto che sarebbe stata portata la democrazia, invece c’è un  aumento della violenza, della violazione continua dei diritti umani,  non solo a Fallujah, ma in tutte le città  dell’Iraq.”

Domanda  voce maschile : si aspettava più parlamentari presenti ad ascoltarla …?

Risposta Mohamed : “Non so… spero molto in voi giornalisti per raccontare ciò che accade nella mia città. 

SPK: VOCE MASCHILE

Mohamed apre il suo pc e ci mostra la foto di una vittima di Falluja: una donna coricata sul fianco, i vestiti  intatti che nascondono un corpo bruciato,  un  velo che copre come una sindone un volto fuso dal calore.  

Voce Mohamed:  “Nel quartiere di  Al Skarj  ( si pronuncia  cosi’)  ci sono stati corpi di persone uccise sicuramente da armi particolari, non c’erano proiettili, si sono bruciati solo i corpi, solamente i corpi, non i vestiti…è strano! Le ferite erano particolari… quale tipo di armi abbiano usato non lo sappiamo esattamente …”

D: In quale stato avete trovato i morti?

R:“In differenti modi, molti sono stati uccisi nel sonno altri mentre cucinavano, altri ancora mentre pregavano…
Quando  siamo entrati a Fallujah  ci hanno detto che i soldati americani  hanno dato fuoco a  corpi di iracheni morti per coprire  le prove dell’utilizzo di armi  chimiche e dei loro effetti.  
Testimoni  hanno visto una  pioggia di sostanze incendiarie  di vario colore, quando colpivano la gente  i corpi cominciavano a bruciare e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà  a respirare”

D: Perchè tanta  durezza in questi bombardamenti?

R:“Nella battaglia di aprile  cercavano chi aveva ucciso i  4 contrattor americani.  Nella battaglia di novembre  hanno cercato Al Zarqawi,  per me è stata una scusa per distruggere Fallujah. Io abito a Falluja ne io ne altri hanno mai visto Al Zarqawi, i suoi luogotenenti, nè ne abbiamo mai sentito parlare.
Hanno distrutto più di cento case dove dicevano che c’era Al Zarqawi. Ebbene, perchè non è stato ucciso Al Zarqawi? “

VOCE MASCHILE SPK

Il Colorado è un grande stato, uno di quelli che ha dato più uomini all’esercito americano  nella battaglia in Iraq , a circa 150 chilometri  a ovest da Denver  tra le montagne , incontriamo  Jeff e  Garret, due marines,  insieme hanno gestito un sito web che dava informazioni sulla guerra dall’Iraq, ma quando l’intelligence l’ha scoperto, l’ha subito chiuso.  Ci mostrano del materiale filmato a Falluja girato da un compagno. 

D: Garret, lei faceva il cecchino ha mai ucciso civili ?

R: Si, li ho uccisi !

D: Quando ?
 
R: Durante gli scontri, la gente cercava di scappare anche con le macchine, nel panico venivano verso di noi, e io ho sparato.
L’orrore provato per aver ucciso degli innocenti  mi ha dato la spinta definitiva  a raccontare quello che stava avvenendo in Iraq.  

D:Jeff , invece lei ha  partecipato all’attacco nel  novembre del 2004, quello più terribile, sono state usate armi chimiche a Fallujah ?

JEFF  EGLEHART  (EX MARINE) ALTRA VOCE MASCHILE

R: Da parte degli Stati Uniti? Assolutamente si. Sicuramente  il fosforo bianco, probabilmente  il napalm, chiamato mk 77

D: Ne è sicuro? 

R: Si

D: Come fa ad esserne certo?

R:“ Ho sentito per radio l’ordine  di fare attenzione perchè veniva usato il fosforo bianco, nel linguaggio militare viene chiamato Willy Pete .” 

SPK VOCE MASCHILE

Contrariamente a quanto detto dal dipartimento di stato americano il fosforo non è stato usato  in campo aperto per  illuminare le truppe nemiche:  per quello sono stati usati i traccianti,  questa pioggia di fuoco  scaraventata  dagli elicotteri  americani sulla città di Fallujah,  la notte dell’  8 novembre, che vi mostriamo in questo documento eccezionale,  sta a provare  che l’agente chimico  è stato usato in maniera massiccia e indiscriminata sui quartieri di Fallujah   …

Nei giorni seguenti, la foto  di un satellite americano così riprendeva Fallujaha: una città annerita ,  bruciata ! 

VOCE JEFF:  JEFF  EGLEHART  (EX MARINE)

R:“Il fosforo bianco… quando esplode si disperde come una nuvola.  Se colpisce un essere umano lo consuma fino all’osso, ma non necessariamente brucia i vestiti, perchè agisce sulle molecole   che contengono acqua.  Brucia  l’ossigeno e inalandolo si muore”

D: Lei ha visto l’effetto di queste armi ?

R:“Si, ho visto dei corpi bruciati. La differenza tra le altre armi e il fosforo bianco  si vede. Brucia sciogliendo la carne e deformando il corpo, lo scioglie…
Durante i bombardamenti  sono stati colpiti sia civili che combattenti sono stati uccisi… donne e bambini.  Anche gli animali. L’effetto di questa nuvola  colpisce  fino a 150 metri di diametro e chi è  in quel raggio è spacciato.”

D: Alcuni filmati testimoniano violazioni all’interno di moschee,  di croci nere dipinte sui muri e sul corano,  lei sa qualcosa in merito ?

R:“Ho sentito di molti vandalismi da parte di  soldati  frustrati  da molti mesi di combattimento, soprattutto  a Baghdad, Mosul….
Anche  questo fatto di dipingere le croci e del corano  buttato in terra è molto comune. Un nostro giornale militare, l’Army Times, parlava di questo.”

D: E’ vero che avete aspettato il risultato delle elezioni, la conferma della vittoria di Bush  per bombardare  Fallujah ?

“Sono contento che mi abbia fatto questa domanda , perchè è andata esattamente così. Abbiamo avuto direttamente ordine dal Pentagono di non attaccare fino al risultato delle elezioni. Questo ha fatto innervosire molto i militari”

SPK VOCE MASCHILE

Alice Mahon è stata parlamentare laburista  dal 1987 fino a pochi mesi fa, fino a quando ha deciso di abbandonare i banchi di Wenstmister, la Mahon aveva presentato fin dal 2003 numerose interrogazioni parlamentari chiedendo al ministero della difesa inglese se fosse vero che gli Stati Uniti  avevano utilizzato armi  chimiche, e il ministero dopo aver negato più volte, nella risposta del 13 giugno 2005 risponde cosi’…..

Voce maschile  diversa  su documento:

“Ho il rammarico di dirvi che sono sinceramente dispiaciuto, che questa non è la verita’ e che ora dobbiamo correggerci.
gli usa  hanno distrutto il loro arsenale di napalm  usato in vietnam nel 2001,  ma dai rapporti dei marines in servizio in Iraq nel 2003 si legge che è stato usato il mk77
la bomba incendiaria  mk 77,  non ha la stessa composizione del napalm ma  ha lo stesso effetto distruttivo.  il pentagono ci ha informato che questi ordigni   non vengono generalmente usati in aree dove sono presenti civili.  “

VOCE DONNA MATURA: ALICE MAHON ( EX DEPUTATO LABOUR PARTY)

“ Ho deciso di non  ricandidarmi  perchè non volevo più  appoggiare un governo, un primo ministro, che secondo me si è reso protagonista di crimini di guerra…  All’inizio avevamo sentito che l’esercito americano aveva usato sostanze simili al napalm, alla fine lo hanno ammesso .”

D: voce maschile spk: Una convenzione dell’onu, che gli stati uniti non hanno firmato,  aveva messo al bando il napalm.  L’ mk 77 è così diverso ?

 (voce femminile) 
“No, no è per niente diverso ha esattamente lo stesso effetto del napalm, ha solo cambiato nome,  brucia ugualmente i corpi delle vittime. Addirittura li scioglie . E’una vergogna che  gli Stati Uniti lo usino,  è una vergogna che il nostro  governo li copra"                 

D voce maschile spk:  Questa guerra è cominciata perchè si era alla ricerca di armi di distruzioni di massa. Non è paradossale  sapere che le armi chimiche sono state usate proprio dagli stati uniti ?  

(voce femminile) 
“E’ assolutamente così, l’ipocrisia  di questa guerra è sempre stata  puzzolente. Era cominciata con la scusa di cercare le armi di distruzione di massa… Gli Usa volevano solo controllare il petrolio di quella regione.
Però non si può scappare dalla verità  primo o poi il governo americano e quello inglese dovranno rispondere  di questi crimini.”    
 

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5 commenti su “

  1. deborahD

    Io ti appoggio sempre e cmq e specialmente apprezzo il coraggio di dire le cose come stanno visto che molte volte le cose vere non vengono dette…un abbraccio e tanta stima! Deb

  2. utente anonimo

    E tutto ciò, sempre e solo per esportare libertà e democrazia. Grazie per questa controinformazione. Ciao Beppe

  3. Tisbe

    @Deb, grazie:-)
    @Beppe, pare che in nome di termini astratti quali libertà e democrazia si possa distruggere qualcosa di vero e concreto come la VITA

  4. dozzo

    io ho un atteggiamento di rassegnazione contro queste cose.

    sono meccanismi perversi dove ogni singolo anello della catena può limitarsi a dire:"ho solo eseguito gli ordini"

    o peggio condannare il tutto dopo esserne stato protagonsita. come quel soldato

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