Perché temere l’Islam – La debolezza è dentro di noi

Meglio indossare uno chador visibile piuttosto che uno invisibile e prendersi in giro sull’essere realmente liberi. Il problema non sono loro, il problema siamo noi. La loro cultura non ci farebbe così paura se non avessimo già perduto la nostra. Noi non abbiamo identità e non è colpa dell’Islam. Se abbiamo fame di spiritualità è perché il nostro modello occidentale ce ne ha defraudato, ed ha ucciso, con il consumismo, le nostri radici cristiane. Abbiamo già perduto tutto sul piano dell’umanità, macchiarci di genocidi non ci restituirà la nostra anima!

10 commenti su “

  1. utente anonimo

    Anche Pasolini lamentava i danni del consumismo…però poi ostentava la sua costosissima Alfa Romeo….come Berlinguer la sua Harley Davidson….il problema non sono le cose in sè…ma l'importanza che si dà loro…e se non abbiamo più anima è perchè siamo vecchi…stanchi…all'alba della fine…e forse non è poi un gran danno…
    baci e dolce notte
    camelot

  2. utente anonimo

    Il consumismo non è comprarsi una bella macchina (se piace) o una moto, se queste corrispondono alla personale idea di gusto e di bello… Io sono contrario al consumismo eppure comprerei tutti i libri del mondo, specialmente se antichi e rari. Consumismo è invece cedere alla dittatura del superfluo, all’ostentazione dei disvalori, all’esaltazione del possesso (e non della proprietà). Sono d’accordo in pieno, stavolta, con Tisbe. Il cristianesimo è minacciato e ferito non dal comunismo (che se davvero esistessero veri comunisti il cristianesimo sarebbe pienamente realizzato, e viceversa), ma da questo capitalismo senza etica.

    Crescenzo

  3. utente anonimo

    Certo,e non bisogna abboccare alla propaganda dello scontro di civiltà…che poi è il DIVIDI ET IMPERA…. bisogna ripensare a un nuovo sistema di società veramnete democratico

  4. ilnojoso

    Non credo che il problema sia la distruzione delle nostre radici cristiane… anche perché a ben guardare le nostre vere radici non sono quelle cristiane!
    La nostra cultura(anche quella cristiana, o meglio cattolica) si fonda sulla cultura classica greca e romana.. sulla filosofia, sulla "res publica" e la "virtus"..

    La civiltà islamica estremista (non quella vera,raffinata che attira per la bellezza delle forme e delle arti) ci spaventa perché pone le leggi religiose sopra tutto, quasi anche al di sopra dello stesso Dio.

    E' una cultura che non ha mai avuto un illuminismo, non ha mai avuto una rivoluzione scientifica che utilizzasse veramente gli strumenti dati da Dio per capire il mondo…

    Per questo ci fa paura. Perché ci fa capire che ci siamo allontanati dalla nostra strada maestra, fatta di volontà pura di capire il mondo.

    Allontanàti, però. Non sono pessimista come te. Non credo che abbiamo perso tutto sul piano dell'umanità. Ci sono molti che continuano per la strada giusta. Ma non fanno notizia.

    Ciao!

  5. Bisqui

    Ilnojoso,
    sono in accordo con la tua filosofia, possiamo aggiungere che la spiritualità è da ricercare in noi stessi?

    che il consumismo esiste solo se noi lo usiamo?

  6. ilnojoso

    Ilnojoso,
    sono in accordo con la tua filosofia, possiamo aggiungere che la spiritualità è da ricercare in noi stessi?

    che il consumismo esiste solo se noi lo usiamo?

    Purtroppo no.

    Purtroppo il consumismo logora la spiritualità di chiunque.
    Perché ci siamo intrisi.
    Perché quando guardi un bel panorama cittadino ti scontri con quattrocento cartelloni pubblicitari.
    Perché bisogna mangiare e preoccuparsi che non ti prendi un cancro per il profitto altrui.
    Perché bisogna andare di corsa.
    Perché ciò che era naturale oggi è rarità e spettacolo.
    Perché se vogliamo avere un rapporto con la società dobbiamo corromperci di consumismo.

    Certo si può fare molto se si ricerca una propria spiritualità, ma per farlo occorre in continuazione confrontarsi con l'esterno.

    E' un problema sociale. Poco si può da soli. Altrimenti si ricasca nell'induzione più pericolosa del consumismo: l'egotismo.

  7. Leslie

    Ti avevo già scritto qualcosa da Bisqui, ma lo riscrivo qui:
    Personalmente non ho "fame di spiritualità", e certo non sono alla ricerca di "paradisi perduti", né tantomeno di "radici cristiane" per dirla alla Pera o alla Ratzinger. Non ho mai avuto problemi nel rapportarmi con le problematiche dell'era moderna, sono conscia che viviamo in un sistema di "bisogni indotti", ma non è certo di una pubblicità che ho paura, e se non mi va di rincorrere uno "status simbol" sono liberissima di non farlo, anzi a ben vedere chi opta per uno stile di vita alternativo viene ammirato, considerato una persona profonda e che sa affrancarsi dai cosiddetti "modelli di vita" che la società moderna "impone" (impone fra virgolette, perché io non l'ho mai vissuta come imposizione e anzi mi fa sorridere chi le definisce tali, le imposizioni e le schiavitù sono ben altre). Riguardo al velo e al chador, anche qui: la "scelta" non è fra un chador che si vede e uno che non si vede, messa così sembra che le donne in medio-oriente siano libere e tenute sul palmo della mano! Le violenze sulle donne avvengono sia in occidente che nei paesi medio-orientali, ma la matrice culturale è la stessa (e non ha nulla a che fare col consumismo o la mancanza di radici cristiane, anzi…). L'imposizione del velo è parte di questa oppressione nei paesi medio-orientali, ma non la sola, il resto sono botte, costrizioni, violenze domestiche e… lapidazioni e impiccagioni. Io no parlo di preservare una "cultura", ma uno modello di convivenza e una forma di governo che io ritengo i migliori ad ora conosciuti e gli unici in grado di essere ulteriormente migliorati (sempre se non si fanno passi indietro, magari alla ricerca di quei paradisi perduti di cui sopra…), ovvero la democrazia liberale e lo stato di diritto e, soprattutto, uno stato laico dove la sfera religiosa sia rigorosamente separata dalla sfera pubblica e dove ogni cittadino si possa riconoscere. Certo, abbiamo tante, tantissime cose da migliorare e da correggere modelli di integrazione, etc.), ma quello che difendo è la nostra possibilità di autocritica interna, che altri sistemi, per esempio le dittature, le teocrazie, non hanno.

  8. Tisbe

    @Leslie, il mio ricorso all'esempio dello chador voleva essere una provocazione. Avrai capito che personalmente temo molto di più le CATENE INVISIBILI di quelle visibili, perché dalle seconde è facile difendersi. Credimi, è molto più facile essere liberi in una teocrazia, o dittatura piuttosto che in uno stato democratico liberale. E' solo un'apparenza di libertà! Non siamo affatto liberi. Ma io non sono mai stata una materialista, per questo le soluzioni materiali di vago benessere non mi soddisfano, e non sono nemmeno alla ricerca di paradisi perduti. Io cerco solo un luogo o un tempo dove rimanga intatta la dignità dell'essere umano, non solo come corpo, ma anche come mente e come anima!

  9. bhikkhu

    Ché poi la devono smettere con 'sta menata che se i musulmani saranno la maggioranza, un giorno, forse obbligheranno tutti a seguire la legge islamica… stronzate!

    Guardiamo noi, invece, qui e adesso: leggi dello Stato create seguendo i dettami del fondamentalismo cristiano. Ma dove cazzo siamo finiti? Perfino nell'era Dc lo Stato italiano era più laico!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *