Secondo post ispirato al commento di Leslie

Secondo post ispirato al commento di Leslie

Il mio ricorso all’esempio dello chador voleva essere una provocazione. Avrai capito che personalmente temo molto di più le CATENE INVISIBILI di quelle visibili, perché dalle seconde è facile difendersi. Credimi, è molto più facile essere liberi in una teocrazia, o dittatura piuttosto che in uno stato democratico liberale. E’ solo un’apparenza di libertà! Non siamo affatto liberi. Ma io non sono mai stata una materialista, per questo le soluzioni di vago benessere materiale non mi soddisfano, e non sono nemmeno alla ricerca di paradisi perduti. Io cerco solo un luogo o un tempo dove rimanga intatta la dignità dell’essere umano, non solo come corpo, ma anche come mente e come anima!

14 commenti su “Secondo post ispirato al commento di Leslie

  1. elektraNatchios

    Credimi, è molto più facile essere liberi in una teocrazia, o dittatura piuttosto che in uno stato democratico liberale.

    perchè? al di là delle polemiche, hai invitato qui chi volesse delle risposte e, bè io le vorrei.

  2. Tisbe

    @elektraNatchios, non mi sottraggo, oggi ho più tempo del solito. Farmi capire è un pò difficile, anche perché ho un concetto della libertà un pò filosofico. Chi è oppresso, e sa da cosa è oppresso, è libero di pensare, ed è quest la forma di libertà che oggi è in pericolo. Voglio dire che sotto una teocrazia o sotto una dittatura è facile trovare la propria ragione e cercare sostegno negli altri perché le colpe sono visibili ed evidenti, non è così in uno stato democratico liberale, dove la libertà è solo per burla e le menti semplici non riescono a vedere le grandi catene che hanno nell'anima. Ecco, io preferisco perdere la libertà del mio corpo piuttosto che quella della mia mente p della mia anima. Io mi muovo su un piano diverso. Se non si capisce che è molto facile indignarsi verso la barbarie e non è altrettanto facile indignarsi verso il condizionamento occulto io non riuscirò mai a farmi comprendere

  3. Filemazio

    Ciao, bella Tisbe, come va ????

    In parte concordo, però le due libertà (della mente e quella del corpo) spesso, anzi direi quasi sempre, vanno di pari passo…quindi…..
    .
    .
    .

    o.t. : scivilo tu questo soggetto però più che un film , penso si potrebbero prestare per un fotoromanzo, tipo quelli che andavano di moda una volta, che ne dici ????? Poi lo realizziamo…….

    ciao

    filemazio

  4. Leslie

    Ops, è partito senza volere, comunque…
    "le menti semplici non riescono a vedere le grandi catene che hanno nell'anima"
    Mi riesce difficile capire su cosa tu ti basi per asserire che le persone non siano libere, ma prigioniere di catene invisibili, a me interessa che vi sia stato di diritto, libertà di culto e d'espressione, e mi pare che, con tutto che si tratta di una società certo perfettibile, nei paesi occidentali vi siano queste garanzie. Il resto, come tentavo di spiegarti sotto, è compito del singolo e fa parte della responsabilità individuale, altrimenti torniamo al reato di "plagio" e questo toglierebbe ulteriore importanza alla capacità di discernimento del singolo.
    Io credo che si dovrebbe avere un po' più di fiducia nelle persone e nella loro capacità di autoregolarsi…

  5. elektraNatchios

    ok, tutto chiaro.però qui ci muoviamo sempre su un piano filosofico. intendo dire che le oppressioni del corpo, spesso ti tolgono anche la possibilità di formarti un pensiero autonomo: se nn hai di che mangiare o coprirti è ben difficile che tu possa studiare filosofia. magari odi il tuo oppressore, ma più spesso tale oppressore è molto più furbo di te e riesce a farti credere che magari la tua sventura è voluta da dio, oppure che ti stai sacrificando x un bene superiore e che ribellandoti otterrai solo ancora + sventura.
    sono le madri e le nonne ad accompagnare le ragazzine a farsi infibulare!

  6. Tisbe

    @elektraNatchios, allora ti pongo una domanda. Vedi come è facile indignarsi per l'uso dell'infibulazione? secondo te è altrettanto facile indignarsi per la mercificazione dei corpi?

  7. utente anonimo

    Passo di qui per caso, ma credo che ci tornerò spesso.
    Haii pienamente ragione su tutto:

    Credimi, è molto più facile essere liberi in una teocrazia, o dittatura piuttosto che in uno stato democratico liberale

    Mi viene in mente ciò che scriveva Pasolini negli scritti corsari a proposito di "nuovo fascismo"… e NON E' solo un discorso filosofico!!
    Ci sono miloni di ragazzine, adolescenti e non, pronte a mercificare il loro corpo per un sacco di ragioni (dalla noia al successo) tutte legate al fatto che vivono in uno regime liber(istic)o.
    E' una provocazione, ma rivalutiamo il burka?!

  8. Leslie

    Ossignur…
    Questo è il discorso alla "Livia Turco": meglio il burqa della minigonna.
    La differenza sta sempre lì, ovvero il confine tra una scelta personale e un'imposizione forzata!
    Il burqa è un'imposizione forzata, la minigonna è una scelta della persona: nessuno ti obbliga a portarla, nessuno ti picchia, ti pare poco?
    Io mi indigno a sentire simili paragoni, non di fronte ad un programma televisivo con veline seminude o vedendo una pubblicità che punta sulla bellezza (femminile o maschile che sia) per rendere appetibile un prodotto.
    Al massimo posso sorridere, ma indignarmi no, sempre per lo stesso discorso di prima: dove c'è scelta, seppure "mercificazione" (termine che non fa affatto schifo, nè mi indigna), intesa come scambio all'interno del libero mercato, tra persone adulte e consenzienti, io non mi indigno, laddove c'è imposizione, laddove ci sono violenze fisiche, tra cui l'infibulazione è la peggiore in assoluto, io non solo m'indigno, ma pretendo che si faccia qualcosa!
    E non mi sembrano situazioni nemmeno lontanamente paragonabili.

  9. Tisbe

    @Leslie, ecco non t'indigna, perché ti sembra libero, ma non lo è! che è costretto a vendere il proprio corpo non è libero! ho dimostrato quello che volevo … ciò che non indigna è più pericoloso di ciò che indigna!

  10. Flydreamer

    Ho seguito il dibattito, molto interessante. Io, devo dire, mi pongo un po' nel mezzo delle posizioni.
    Io non ho una casa, non ho un lavoro: sono laureata e faccio le pulizie per pagarmi un affitto improbo. Ho visto cosa sucecde nella società del successo se qualcosa ti va storto, magari un padre resta invalido, magari perdi il lavoro: resti solo.
    Però, quando un fotografo di Roma mi disse che per aiutarmi avrebbe fatto anche fare delle pose di nudo pagate profumatamente, l'ho mandato aff… perchè io ero da lui per un posto da segretaria. Non volevo la sua elemosina,e non volevo vendermi. Ero, si, indignata. MOlto indignata: e che, se una donna non è tro** non va bene in questo mondo?! Ma ho potuto dire di no. Insomma, non ero obbligata, anche se la mia libertà di scelta era sicuramente vincolata dalla ristrettezza economica (300€ di stipendio vs 500€ di affitto: come dicono molti "A Roma va così"). Ma c'era un fattore in più, cioè il mio arbitrio.
    Sicuramente la vera libertà e la vera ricchezza sono dentro di noi, sono nell'armonia con cui viviamo nel mondo, con cui esplichiamo il nostro essere. Esternamente, socialmente e anche materialmente siamo piuttosto lontani dal migliore die mondi possibili. ma sicuramente sono stata fortunata. Non dirò mai una sola parola contro gli immigrati, mi sentieri ipocrita perchè se fossi nata in paesi dove anche la libertà di pensiero è un reato mi sarei venduta un rene e un polmone pur di andarmene via.
    E' un mondo, il nostro, per tante cose sbagliato,un mondo che mi fa incazzare profondamente per le sue ottusità, per il suo squalismo, non sto a ripetere tutto perchè ci riempio già indecorsamente il mio blog. Ma può essere una base su cui costruire, certamente uan base più valida rispetto alle situazioni teocratiche dove la libertà di pensiero o dissenso è un crimine e un peccato.
    C'è tanto da fare, tantissimo: però ci troviamo a un bivio. O mandare al macero tutte le possibilità di creare una vita dignitosa e libera, oppure, invece, iniziare ad esplicarle. Gli ostacoli sono molti, è una lotta quotidiana. Ma forse se generazioni di giovani si innamoreranno dell'idea di Libertà (con la L volutamente maiuscola) si potrà cambiare qualcosa
    E credo che già vedere due ragazze che, pur di idee opposte, argomentano con cognizione e convinzione e rispetto, sia una bellissima cosa.
    Parlare e confrontarsi è il primo passo, per capirsi e fare.
    Un saluto a tutte e due.
    Tisbe, scusmai se approfitto del blog per una microscopica comunicazione di servizio, ma sono di corsa e credo che lei passerà di quì: Leslie, sto per prendere il treno,domenica ti mando l'articolo promesso.

  11. Leslie

    @Flydreamer: Grazie. :*

    @Tisbe: non sai quanto mi ricordi quella persona di cui ti ho accennato! ;-)))
    Non è che "mi sembra" libero, o meglio frutto di libera scelta, è che proprio lo è! Dimmi, chi sarebbe costretto a "vendere il proprio corpo"? Le modelle? Le veline? Chi posa per una pubblicità? Cos'è che ti fa percepire queste persone come non-libere? Io credo che ognuno debba essere giudice di se stesso e responsabile delle proprie scelte, ognuno pensi per se e reputi se si sente libero, se è felice in quella determinata scelta, non può esserci un giudice superiore che determina cosa devi o non devi fare per essere libero, altrimenti è lo Stato Etico, e non importa se il "male" da proibire è la pillola del giorno dopo o la "mercificazione del corpo", il principio è il medesimo, ed è quel mettersi a dettare regole sulle scelte altrui. E' facile dire: "lo faccio per il tuo bene, perchè così non sei libera…", ma lascialo decidere a me. Tu hai giustamente la tua concezione, ma è giusto che tu la applichi a te stessa, come io applico la mia concezione di libertà a me stessa. Finchè non si sorpassano i confini della libertà altrui, è responsabilità della persona, se si cominciano a fare i distinguo dicendo che quella scelta non è una "libera scelta" perchè sotto c'è un condizionamento subliminare, è come se si ritenessero le persone dei MINUS HABENS, incapaci di discernere e di decidere con la propria testa, e questo è gravissimo, perchè è il primo passo verso la negazione della libertà altrui (sempre con la scusa che lo si fa per il bene dell'altro). Ecco, questi sono iragionamenti che mi fanno davvero paura, che reputo davvero PERICOLOSI e che sono subdoli, questi sì…

  12. Tisbe

    @Leslie, non parlo delle veline ma di quelle poverette costrette a prostituirsi in questo sistema. Cmq nn preoccuparti, io ti capisco e sul mio blog potrai scrivere sempre ciò che ritieni opportuno 😉 Un giorno posterò i miei motivi per cui non amo il liberismo Adesso vado di fratta Baci baci

  13. elektraNatchios

    Tisbe, nessuno viene a prendermi nel cuore della notte, trascinandomi contro la mia volontà a farmi dolorosamente (molto dolorosamente, immagino, e anche anti-igienicamente) mostrare nuda per farmi fotografare così le mie tette vanno su panorama! il mio decolletè decido io se e quando mostrarlo, e nè mi faccio intimorire dagli anatemi chiesaioli che mi promettono stridor di denti se lo faccio, o al contrario nè mi lascio sedurre da chi invece promette ascese facili.
    Di quale mercificazione del corpo saremmo così tanto vittime da giustificare un paragone con l'infibulazione?

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