"Io sono il mare, così coraggioso e forte. Rido e gioco tutto il giorno. Niente mi può far paura, perché sono completamente libero." Con queste parole traboccanti di gioia di vivere, scritte da Derek Rocco Barnabei all’età di soli cinque anni, si apre questo volume. La vicenda del giovane statunitense di origine senese accusato dello stupro e dell’omicidio di una ragazza e condannato a morte nello stato della Virginia è interamente ripercorsa in questo scritto avvincente ed amaro, che costringe alla riflessione. La prima parte del libro ricostruisce il caso che ha turbato l’opinione pubblica del mondo intero dal 22 settembre 1993, data del ritrovamento del corpo di Sarah Wisnosky, alla reclusione dell’imputato nel braccio della morte del penitenziario di Boydton, in Virginia. La seconda parte, scritta in prima persona, è tratta in parte dal diario di Derek Rocco Barnabei ed è una toccante e drammatica testimonianza dell’esperienza del carcere e della lunga, estenuante attesa dell’esecuzione. Particolarmente commoventi risultano le poesie e le lettere scritte dall’imputato ai familiari nel periodo della sua condanna, fino alla morte avvenuta, nonostante le raccolte di firme, le veglie ed i ripetuti appelli di milioni di persone per ottenere la grazia, il 14 settembre del 2000. (Anch’io ho vegliato quella notte) Una storia vera che documenta l’inaccettabile anacronismo della pena di morte, attraverso il ritratto profondamente umano di un condannato.
(22 marzo 2001, David Taddei)

4 commenti su “

  1. ilfastidio

    una di quelle cose di cui andare fieri è proprio il fatto che in italia almeno ci siamo riusciti a estirpare questa piaga! ormai non esiste piu da noi nemmeno nei codici penali militari (ne di pace, nè di guerra)

  2. utente anonimo

    "Cari amici, vicini e lontani, mi sono svegliato con la luna storta e dopo aver letto i quattro giornali del nostro grande paesone dell’Irpinia, mi son sentito ancora più depresso e avvilito. Ho letto di tutto e il contrario di tutto, annotando la presunzione ormai decennale di qualcuno, le presunte estemporaneità di qualche donnina in carriera e come al solito, tra le virgole, mi son convinto che la responsabilità è anche mia, se in nome del pluralismo, concedo spazio alla mediocrità piuttosto che volare alto. (…)". Luca Guarracino in Sale e Pepe di oggi (domenica 13 novembre 2005).

    Scusa il post a sproposito… ma so che ti procurerà un sorriso!
    Spero tutto bene ieri a Na.
    Ci si sente in settimana.
    Baci!
    Carmen

  3. Tisbe

    @Carmen, donnina in carriera? e chi è TL? ihihihihih; il pluralismo? quale? quello delle sue censure? e noi due ne sappiamo qualcosa! Baci a Na è andato tutto benissimo, sono stata BENE. TVB

  4. Tisbe

    Esco fuori seminato e tra le righe ringrazio chi ma ha mandato l'email scrivendo: una volta sui quotidiani dell'Irpinia c'erano pagine di Cultura … Ringrazio Maria per avermi detto:"ll'ultima volta che ti ho vista ti ho trovato così serena" … E' vero! la tecnica l'ho compresa: allontanare le persone negative che ti derubano dell'energia vitale!

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