due provocazioni

2 provocazioni rapide rapide (ispirate da notizie Tg)

1) La dx ha sempre accusato la sx di VIPPERIA, e allora … che cosa ci faceva Capello a Sorrento tra i "belli ragazzi" del premier?

2) Si è sempre affermato che i kamikaze sono fanatici religiosi che si lasciano saltare in aria per guadagnarsi il paradiso e gli amplessi idilliaci con 99 vergini. E le donne allora? anche loro aspirano alle vergini? Questa è bella, le musulmane discendenti di Saffo! :-))))))

 

19 commenti su “due provocazioni

  1. squitto

    no, è vero. Hai ragione. I kamikaze sono benefattori dell'umanità. E la democrazia da quelle parti è tale e tanta che anche le donne hanno conquistato il diritto a farsi saltare (solo quello, però).

  2. Tisbe

    Cara Squitto, non decido io chi è eroe e chi no, lo farà sua maestà la STORIA. Chi vince è EROE, chi perde è TERRORISTA. L'etica non c'entra nulla. Purtroppo

  3. squitto

    Dai Tisbe, per favore… dalle tue parole sembra che tu legittimi gli attentati! Vincitori o vinti, quelli che si fanno saltare cos'altro sono se non terroristi? Mica si bruciano in piazza come Ian Palach, si fanno saltare in mezzo alla gente. E non me ne frega un accidente del perché lo fanno, se per crisi mistica o calcolo politico, sono terroristi e basta.

  4. Tisbe

    @Squitto, ti sbagli e di molto, il nominalismo ha il suo peso. La storia la scrive chi vince, ed è chi vince che decide i termini da utilizzare per definire chicchessia. Es: riv francese, brigantaggio meridionale, partigiani … ecc ecc

  5. bhikkhu

    Mah… il cannibalismo è visto maluccio dalle nostre parti, ma certe popolazioni africane o asiatiche lo praticavano.
    Quando vennero colonizzati, reagirono e si mangiarono qualche viso pallido. Orrore!!!
    Ma non è che potessero processare i colonizzatori, trattarli secondo la convenzione di Ginevra, ecc.
    Ché poi non lo fanno neanche gli USA, oggi…

    Voglio dire, tutto è relativo. Checché ne dica il dittatore del libero stato della Chiesa Joseph "Benedict" Ratzinger XVI, il relativismo vive ed è tra noi.
    Per noi la figura del kamikaze è aberrante (a me personalmente fa schifo! Anche chi si dà pacificamente fuoco mi lascia perplesso…), ma per i giapponesi prima, e i palestinesi poi, non è così.
    Anche per i liberiani, probabilmente, noi siamo un popolo maschilista… è questione di punti di vista, di cultura.
    Magari per alcuni di noi è giusto fare una guerra per esportare la democrazia (anche se è chiaro che non è l'obiettivo di Bush, la democrazia!). E per alcuni di loro è giusto farsi esplodere in mezzo ai civili.
    Sono punti di vista, entrambi aberranti, ma sono punti di vista: magari a noi fanno più schifo i kamikaze e a loro schifano di più i guerrafondai della democrazia…

    Comunque, in quanto "occidentale", mi sento in dovere di criticare certe politiche occidentali. E penso che limitando certe "esportazioni", si limiti anche la risposta di questi odiosi, fottutissimi kamikaze. Non risolviamo tutto, ma un bel pezzetto sì…

    E siccome tutto è relativo, ci sarà sempre qualcuno che vorrà risolvere la questione a suon di bombe. Ormai mi sono rassegnato…

  6. roccobiondi

    Ciao Tisbe, dai tuoi commenti lasciati sul nio blog ho capito che della vita e del mondo (e di berlusconi) la pensiamo allo stesso modo. Da oggi divento un lettore del tuo blog. L' ho inserito fra i miei link; mi piacerebbe che tu facessi lo stesso.

  7. LaVoisin

    Ciao Tisbe (complimenti per il nick… adoro la favola di Piramo e Tisbe ^_^) come ho potuto constatare venendo qui, non abbiamo soltanto i commenti imbecilli sulle "divise da comunista" in comune! Sui kamikaze… se il problema fosse solo quello di qualche pazzo che in nome della religione si fa saltare in aria… purtroppo le ragioni che spingono un sedicenne, che ha la vita davanti, a compiere un simile gesto devono essere un filino più serie. Che poi si voglia discutere se siano o meno terroristi, questa è veramente la parte meno importante del problema, ritengo! Che ne dici? ^_^ Magari ti linko, mi piace molto qui da te!

  8. squitto

    e cambiandogli nome cambia la sostanza? posso condividere quello che dite sulla relatività dei concetti, e sono certa che per loro sarà davvero eroico farsi saltare, ma cosa cambia quando dal piano semantico si scende al piano pratico e storico? Scusa, sai, sono un po' pragmatica, e rinnovo la domanda che ti ho già fatto da Bisqui: stando così le cose, che facciamo? Stiamo qui buonini buonini ad aspettare che arrivi qualcuno a farci saltare? Bhikkhu continua a sostenere che la guerra ha portato ad un intensificarsi degli atti terroristici; io non sono d'accordo, o per lo meno la cosa non è così semplice. Io tendo a separare le due cose, credo che sia un errore sia pensare che la guerra risolva il problema terrorismo sia pensare il contrario. Ma ne abbiamo già straparlato ovunque, credo che potremmo continuare in eterno… non ci convinceremo reciprocamente.
    Sul mio voto ci hai preso 😉 (mica hai avuto qualche dritta, vero?? ;)) – bhikkhu è una vecchia conoscenza, una volta abbiamo anche fatto una guerra insieme!! (da alleati, intendo!) ;))

  9. Tisbe

    @Squitto, non ho avuto nessuna dritta, ma dicono che io sia una sensitiva! (a dire la verità ho una sensibilità spropositata rispetto alla media) e forse è vero. E' chiaro che nella sostanza non cambia nulla … il terrore è terrore, ma a questo punto è bene chiarire che tutto è terrore, anche quello di matrice statunitense ed europea, su questo non faccio sconti. Ad ogni modo le ribellioni sono sempre esistite, pensa ai romani, quante rivolte tra gli schiavi … anche quelli erano terroristi, no? E' chiaro che le vessazioni fomentano odio, e quindi voglia di rivalsa tramite atti di terrore. Noi occidentali non riusciamo a capirlo perché abbiamo molto da perdere e quindi ci sembra un abominio farci saltare per aria. Ma chi non ha nulla da perdere, e odia il mondo che lo ha reso ULTIMO, perché non dovrebbe farlo?

  10. Tisbe

    @LaVoisin, effettivamente discutere se siano o meno terroristi non riguarda tanto me, quanto chi li considera tali. Personalmente io non condivido gli atti di terrore, ma cerco di capire le origini di un sacrificio così estremo e così incomprensibile, e mi dà fastidio che gli altri possano scambiare questa mia volontà di comprendere come una sorta di tifo per chi uccide! Ok linkiamoci 😉

  11. desiderio947

    Concordo sul valore relativo da attribuire al termine terrorista, come non resco a concepire i termini di guerra preventiva. I Vietgong, finchè conducevano lla loro guerriglia per imboscate, anch'essi erano considerati dei terroristi, ma nel momento in cui hanno avuto la meglio sull'esercito amerikano, sono diventati gli eroici liberatori. La prima guerra x esportare la democrazia. Non credo la moderna traduzione in guerra preventiva della vecchia e millenaria pratica pragmatica SI VIS PACEM PARA BELLUM, rappresenti davvero un progresso. Sono convinto che ci potremo incamminare sulla strada di un autentico progresso, solo quando riusciremo ad adottare PAX PARA PACEM. Beppe.

  12. Tisbe

    @Beppe, un altro esempio: ricordate il caro Cossiga? definì assassini e terroristi i partigiani; eroi e patrioti i gladiatori (immischiati in gravi fatti di sangue e di terrore, a tal proposito è bene dare una lettura a LO stato violato di Casson)

  13. Leslie

    Nel merito, anche se era una battuta (ma è un'obiezione che ho sentito sollevare altre volte)…
    Così come gli uomini vengono indottrinati con la promessa delle 99 vergini, per le donne è ancora più facile. Nel loro caso, l'indottrinamento avviene se vogliamo in maniera diversa, ma sempre di indottrinamento si tratta. Spesso vengono convinte che un loro sacrificio ad Allah sia il solo modo per "lavarsi" di colpe che hanno commesso, vere o presunte, sempre secondo la legge islamica, per esempio leggevo qualche tempo fa del caso di una ragazza convinta al sacrificio perchè violentata e quindi non più vergine (vado a memoria, comunque era una "colpa" sempre legata al sesso). Quindi, no, per le donne non ci sono le 99 vergini, nè un corrispettivo maschile, ma più semplicemente il dover scontare una pena, e forse, semplicemente, la "colpa" di essere donne. Per il resto, sono d'accordo con Squitto e quindi non mi ripeto.

  14. Tisbe

    @Leslie, credo che se non si debba ricorrere alle generalizzazioni per altri fatti, è giusto non generalizzare anche sulla scelta del suicidio/omicidio, io concordo con LAVOISIN I motivi sono troppo complessi e vano ben oltre l'indottrinamento. Se così non fosse anche noi dovremmo considerarci indottrinati. In altra maniera ma pur sempre indottrinati

  15. Tisbe

    @Mind, mi avevi tenuto nascosto tutto questo? cmq tutte le esperienze artistiche mi affascinano da morire! è il mio punto debole…niente scienza, solo arte, Arte e Catarsi Ciao

  16. Leslie

    Ok, ma la volontà di comprendere non l'hai solo tu. Anche la mia analisi dell'indottrinamento è una comprensione, una lettura del fenomeno, e non è certo uno sminuirlo, nè un liquidare la cosa facilmente. Vi pare che l'indottrinamento religioso sia poca cosa? L'indottrinamento comprende l'incitamento all'odio verso l'occidente che viene perpetuato usando la religione ed è questo, unito alla mancanza d'alternative, che fa scattare la molla. Molto spesso i terroristi sono giovani, perchè psicologicamente i giovani sono meno attaccati alla vita e più pronti a queste forme autodistruttive estreme. Guarda che non sto negando la complessità del fenomeno, è che il non chiamare le cose col loro nome, quindi evitare di parlare di assassini e terroristi, può solo peggiorare le cose, almeno se vogliamo far diminuire il fenomeno, che non mi sembra un obiettivo di secondaria importanza.

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