«Il terremoto non lo manda né Dio, né lo Stato»

25 anni fa. Alle 19.30 del 23 novembre 1980, una scossa sismica di un minuto e venti secondi, di magnitudo 6,8 della scala Richter, sconvolse una vasta area dell’Appennino meridionale, a cavallo tra l’Irpinia, la Puglia e la Basilicata.

36 paesi rasi al suolo

3.000 morti, all’incirca

10.000 feriti, oltre

77.000 edifici distrutti

687 comuni devastati

60mila miliardi del vecchio conio per la ricostruzione

Memorie. Ricordo la nebbiolina spettrale che ha avvolto l’Irpinia per qualche giorno, dopo il terremoto. Ricordo la Ss 303 trafficata all’inverosimile dagli automezzi dei soccorsi e degli aiuti umanitari. Si dirigevano nel cuore del disastro: Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora. Ricordo il cioccolato caldo distribuito dai militari, l’elicottero atterrato dietro casa. Ricordo gli occhi compassionevoli di tutto il mondo, sulla nostra terra. Piove sul bagnato, in questa gelida giornata, che ricorda molto il 23 novembre di allora, non posso non pensare, che questa tragedia colpì una provincia poverissima, tra le più povere d’Italia. La mia terra! (Ringrazio Carmen per i dati e la significativa frase d’apertura)

9 commenti su “

  1. utente anonimo

    Cara Tina, ti ringrazio per avermi citato a proposito dei dati del terremoto del 1980 in Irpinia. La frase virgolettata è di una delle protagoniste del cortometraggio di Gianni Amelio "La terra è fatta così".

    Il mio contributo in termini di testimonianza può essere modesto visto che all'epoca avevo appena tre anni, ma ricordo quel pomeriggio tardo di domenica: io e la mia famiglia (allora vivevamo in provincia di Napoli) eravamo qui ad Avellino da alcuni parenti… i grandi guardavano "90° minuto" in soggiorno, le mamme chiacchieravano in cucina… noi piccoli cugini giocavamo…
    Poi la scossa INTERMINABILE.
    Il panettone della nonna cadde dal tavolo. IL BUIO.
    IL FUGGI FUGGI GENERALE.
    Ricordo le grida delle donne in strada e i pianti dirotti dei bambini. Ricordo la forza e la compostezza degli uomini. Fummo costretti a rientrare a casa, a Nola, perchè mio padre fu chiamato al dovere. Io, mia sorella e mia madre dormimmo per molti notti nella Mini Minor rosso fiammante, nel cortile del palazzo insieme a tutti gli altri condomini. Ci dissero che era meglio così… per le scosse di assestamento. Ogni volta che avvertivo un movimento mi sembrava di vedere oscillare il grande stabile che avevo davanti ai miei piccoli occhi di bambina.
    Per settimane non vidi mio padre.
    Di lui conservo alle pareti il "Diploma di Benemerenza con medaglia a testimonianza dell'opera prestata in favore delle popolazioni della Campania e dela Basilicata colpite dal sisma del 23 novembre del 1980" a firma del Commissaruo Straordinario, Giuseppe Zamberletti.

    Carmen

  2. Barcollando

    Scusa l'invadenza … ma hai detto che volevi essere informata. Oggi è uscito il 1° numero di Rosso Malpelo, il giornale del circolo di Rifondazione di Avellino. Lo trovi nei bar , in biblioteca … gratuitamente. Lo abbiamo aperto citando Pertini "Mi chiedo : dove è andato a finire questo denaro ? Chi è che ha speculato su questa disgrazia ? Costui è in carcere come dovrebbe essere ? Perchè l'infamia peggiore è quellla di speculare sulle disgrazie altrui"

  3. Tisbe

    @Carmen, grazie per la tua testimonianza cara collega!Baciotto
    @Neo, l'ultimo template proprio non mi piaceva, era solo di passaggio!
    @ThePacky, la verità è che dovremmo ricordarlo più spesso, invece l'uomo si sente invincibile!
    @Barcollando, grazie provvederò a cercarlo!

  4. antares666

    Carissima Tisbe, mi fa sempre piacere sentirti. Scusa il mio umore più cupo del solito, ma ho ricevuto una tremenda ferita interiore…
    L'Amore è l'Inferno.
    Buona serata anche a te
    Un bacio

  5. utente anonimo

    Un terremoto lungo un quarto di secolo: una ricerca di Savino, Belfiore e Grasso

    In concomitanza con il venticinquesimo anniversario del sisma del 23 novembre 1980 sarà pubblicato un libro dal titolo “Un terremoto lungo un quarto di secolo. Soldi, ricostruzione e sviluppo: storie e sfide dell’Irpinia”. Il lavoro, realizzato dal sociologo Nicola Savino e dai giornalisti Stefano Belfiore, Marco Grasso e Rocki Gialanella, si sofferma, partendo da una fotografia della provincia prima del sisma, sui processi socio-economici messi in moto negli ultimi 25 anni. Popolazioni e saldo demografico, agricoltura, industria, edilizia e credito sono le aree tematiche e i settori analizzati nel testo con il supporto di dati, fonti statistiche e testimonianze qualificate. Il libro individua descrive il cambiamento della provincia irpina e i prossimi scenari. L’analisi si propone come strumento utile per riflessioni e valutazioni di natura propositiva.
    Da Il Denaro del 23-11-2005

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