Proprietà Privata, a lezione da Erich Fromm

Secondo grendel00 io avrei frainteso alcuni autori, cominciamo da Fromm, che lui cita, secondo me senza conoscerlo. Fromm è un grande studioso della società contemporanea, e proviene da due grandi scuole di pensiero europee: marxismo e freudismo. E’ facile comprendere, come la sua preparazione di base gli permetta di leggere tra le righe del sociale con il doppio occhio dell’economista politico e dello psicoanalista sociologo. Di seguito propongo una bella lettura tratta da Avere o Essere?, uno dei suoi capolavori.

La società avida fondamento della modalità dell’avere.

«I giudizi che formuliamo sono in gran parte precostituiti, perché viviamo in una società che si fonda sulla proprietà privata, sul profitto e sul potere, considerati i pilastri della sua esistenza. Acquisire, possedere e realizzare un profitto, costituiscono i sacri ed inalienabili diritti dell’individuo: quali siano le fonti della proprietà è cosa priva d’importanza, né il possesso impone obblighi di sorta a chi possiede i beni. […] Questo tipo di proprietà può essere definito privato (dal latino privare, portar via ad altri), perché la persona o le persone che ne sono i titolari ne sono anche gli unici padroni, investiti della piena facoltà di privare gli altri del suo uso e godimento. La proprietà privata è considerata alla stregua di una categoria naturale e universale, ma in effetti costituisce un’eccezione anziché la regola, se si considera l’insieme della storia umana, includendovi la preistoria (e soprattutto le culture extraeuropee, nelle quali l’economia non costituiva l’interesse principale dell’esistenza). A parte la proprietà privata si hanno anche: la proprietà autoprodotta (Aggiunta di Tisbe, l’unica riconosciuta da Locke), che è esclusivamente il risultato del proprio lavoro; la proprietà limitata, che trova restrizioni nell’obbligo di aiutare i propri simili, la proprietà personale o funzionale, consistente di oggetti di lavoro o di oggetti di godimento; la proprietà comune, che un gruppo condivide secondo lo spirito comunitario, come nei kibbutzim israeliani. Le norme secondo cui la società funziona, plasmano anche il carattere dei suoi membri (carattere sociale). nella società contemporanea le norme sono: l’aspirazione ad acquisire proprietà, a conservarla e ad aumentarla, vale a dire a realizzare un profitto, e coloro che hanno proprietà  sono oggetto di ammirazione e invidia, quasi si trattasse di esseri superiori. Tuttavia, la stragrande maggioranza della popolazione non gode di proprietà nel senso effettivo, cioè di capitali ed impianti, e non si può non porsi, sorpresi la domanda: come accade che questa gente realizzi la propria aspirazione ad acquisire e conservare proprietà o conviva con essa?Oppure: come possono costoro sentirsi detentori di proprietà, quando non ne hanno neppure una degna di tale nome?Naturalmente, la risposta ovvia è che anche coloro i quali hanno scarse proprietà, tuttavia possiedono qualcosa, e al pari dei titolari di grandi proprietà, i poveri sono ossessionati dall’idea di conservare ciò che hanno e di accrescerlo, sia pure in misura infinitesimale. Inoltre la soddisfazione massima non consiste nel possedere oggetti materiali, bensì esseri viventi, [disquisizione sulla società patriarcale e sul possesso del pater familias della moglie e dei figli]Con il lento crollo del tipo tradizionale, patriarcale di proprietà di persone, come potrà il cittadino medio soddisfare la propria passione per l’acquisizione, il mantenimento e l’incremento della proprietà? La risposta consiste nel dilatare la sfera del possesso, includendovi amici, amanti, salute, viaggi, oggetti d’arte, Dio, il proprio io. Max Stirner fornisce un quadro esemplare dell’ossessione borghese per le proprietà. Le persone vengono trasformate in "COSE". L’individualismo, che in positivo significa liberazione dalle catene sociali, in senso negativo significa "possesso di sé", cioè il diritto/dovere di investire le proprie energie nel successo personale».

«La proprietà è un furto». Ludwig Andreas Feuerbach padre dell’umanesimo naturalistico

Per quanto concerne Croce, c’è da dire una cosa importante. Secondo il filosofo di Pescasseroli l’unico modo di conoscere la verità ci è dato dallo studio della storia e della filosofia, e non solo in termini epistemici e gnoseologici. L’unica vera scienza riconosciuta da Croce è la Logica, le scienze esatte sono pseudoscienze, ed hanno la sola funzione di UTILITà, ma attenzione, non di conoscenza. Un grande filosofo tedesco, recentemente scomparso, Hans Georg Gadamer riprende le idee di Croce e le sviluppa nel suo capolavoro "Verità e Metodo". La verità è dialogica.

grendel00 la prossima volta è meglio che tu stia zitto, eviterai di fare pessime figure

11 commenti su “

  1. utente anonimo

    tisbe ancora, ma allora sei masochista, tesi da era jurassica superata dalla scoperta della cina capital-comunista. mi sembrate un circolo di sfigati jettatori che continua a perversare. aspettiamo con ansia il programma dell'unione(?) per farci delle risate.
    p.s. pregasi leggere rapporto dell'economist sull'italia per chiarirvi le idee.
    benito

  2. ruckert

    letture giovanili… avere o essere … già … ricordo la metafora del fiore c'è chi lo vuol cogliere (avere) chi vuole guardarlo (essere). Ricordo poi i ritratti psicologici di Stalin e Hitler in "anatomia della distruttività umana", davvero interessanti. Alcune cose sostenute da Fromm forse hanno perso attualità, altre invece – penso ai discors sulla società dei consumi – forse non del tutto. Da rileggere.
    Ciao

  3. grendel00

    Veramente parlavo di "Fuga dalla Libertà", della quale tu sei un esempio lampante. BTW, parlami della frizione tra Fromm e la Scuola di Francoforte, se sai cos'è e cosa è successo (dubito) e se sai perchè è importante (anche alla luce della sbrodolata lì sopra).

    Ti conviene ripassare Locke, anzi studiarlo, visto che dimostri di non sapenre un tubo (in part. concetto di "proprietà" e acquisizione della stessa, cfr.: "Concerning Civil Government"). Si parlava di liberalismo, è questa la tua preparazione? Da orecchiante?
    Cosa c'entra "verità e metodo" con il discorso che si faceva nell'altro post? Non trovavi più specchi dove arrampicarti?
    In ultima analisi, che cosa c'entra questa sbrodolata con il liberalismo sul quale farneticavi pochi post fa?

    P. S.: Tu definisci i sunniti "un'etnia" e poi pretendi di dare lezioni? Torna a scuola, và…

  4. grendel00

    HOHOHO!!! "Non nominerai il nome di Fromm invano!"
    E tu chi caxxo ti credi di essere, Mosè con le tavole?
    Piuttosto cancella la puttanata che hai scritto su Locke e STUDIA!

  5. Tisbe

    @grendel00, spero almeno che tu ti renda conto che ti stai squalificando da solo! Prima di tutto il tuo modo di fare è una palese violazione di un altrui diritto, e in secondo luogo, se ho detto una puXXanata sul Locke, pretendo che tu me lo dimostri con fonti alla mano. Non hai un barlume di autorevolezza per confutare ciò che ho scritto.

  6. grendel00

    Voi che ti posti l'intero capitolo VI di "Concerning Civil Government"? Temo che sia inutile però, hai dimostrato di non saper leggere figuriamoci se leggi l'inglese.
    Torna a scuola, va'…

  7. grendel00

    Se "parole tue" vuol dire travisare i fatti, spiacente, quello è il tuo metodo. Io preferisco "the real thing".

    "Proprietà autoprodotta" tu dici. Bene, sentiamo: per quanto riguarda la terra, che non è prodotta da nessuno ma esiste anteriormente all'umanità? Quella non è oggetto di proprietà, secondo Locke?
    Rifletti bene sul termine "autoprodotta" che hai scritto, e vediamo se hai dato da mangiare ai criceti.

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