Identikit del violentatore di donne Non è lo straniero, di solito si annida nelle quattro mura domestiche

Questo mio post fa eco a quello di Walter Giannò e presenta il problema stupro da un’altra angolazione. Pubblico le statistiche che qualche buon tempone mi aveva chiesto tempo fa.

La violenza sessuale

Quali donne sono a rischio: tutte

Dove: la casa propria e di amici; l’auto; il luogo di lavoro; la strada;

gli autori della violenza: lo sconosciuto (in genere per strada) amici, conoscenti, parenti (casa ed auto) colleghi, superiori (il luogo di lavoro)

Le violenze meno diffuse e più denunciate: per strada, gli estranei;

Le violenze più diffuse (83%):inattese, compiute  in un rapporto fiduciario; da amici, conoscenti partners ed ex partners. 

Dalle indagini nazionali ed internazionali emerge che la violenza contro le donne è un fenomeno complesso; quando si parla di violenza contro le donne ci si riferisce a più tipi di violenza: dalla violenza sessuale (stupro, tentato stupro, molestie), alla violenza fisica, (botte, ferite, omicidio), a quella economica ( privazione di fondi e risorse), alla violenza psicologica e verbale (minacce, ricatti, denigrazioni, svalutazioni). Le ricerche svolte negli ultimi anni mostrano che la violenza contro le donne è frequente. Nei paesi industrializzati, tra il 25 e il 30% delle donne subiscono, nel corso della loro vita adulta, violenze fisiche e/o sessuali da un partner o ex-partner; tra il 5% ed il 15% subiscono queste violenze nei 12 mesi precedenti la ricerca; la prevalenza delle violenze psicologiche è ancora più elevata (Gillioz et al., 1997; Romito e Crisma, 2000). La violenza domestica sembra essere altrettanto frequente in gravidanza (Ballard e Spinelli, 2000). Negli Stati Uniti, tra il 13% e il 20% delle donne subiscono uno stupro almeno una volta nella vita (Kilpatrick et al., 1997); questa proporzione, sia pure meno elevata, è alta anche in Italia (Sabbadini, 1998; Romito e Crisma, 2000). Tra il 20 e il 30% delle bambine e adolescenti subisce violenza sessuale, il più delle volte da parte di un uomo o di un ragazzo che conosce bene (W.H.O., 1997; Romito e Crisma, 2000). Queste violenze sembrano essere ancora più frequenti in paesi meno industrializzati (WHO, 1997).

La violenza contro le donne ha come autori gli uomini ma nessuna ricerca finora ha rilevato specifici fattori come indicatori di rischio  per quanto riguarda la tipologia del violento e del  maltrattattore: nè la etnia, nè l’età, nè lo status sociale e le condizioni economiche e culturali; nè una specifica condizione psico-patologica: in definitiva  non è possibile giungere ad un identikit; si tratta infatti di una situazione trasversale che colpisce da un lato donne di ogni condizione  e dall’altro è perpetrata da uomini di ogni tipo e condizione. Ciò significa, e questo è l’aspetto più inquietante della violenza contro le donne,  che essa non presenta quei chiari confini che altri tipi di violenza hanno; essa infatti non è come altre violenze (quella criminale ad esempio) individuabile e circoscrivibile in ben precisi luoghi e contesti sociali, o addebitabile a ben precisi processi socio-economici. A conferma di ciò le statistiche indicano l’ambito domestico e le relazioni di coppia con partner ed ex partners quelle maggiormente a rischio di violenza per le donne. 

Fonte

 

2 commenti su “

  1. Loreanne

    Come ha scritto Packy, per lo stesso efferato crimine, viene data più enfasi se a commmetterlo è un extracomunitario.

    Sarà stata extracomunitaria anche la donna che ha tentato di violentare Castelli?

    Non ha chiarito questo punto nella sua patetica rivelazione, ma potremmo aspettarci che la lega apra la crociata contro le assatanate islamiche che vanno in giro a violentare i padri di famiglia italiani!!!

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