Bellissima, sconvolgente riflessione di  Hermann Hesse

Di fronte all’Africa

Aver casa è un bene
dolce il  sonno sotto il proprio tetto
figli, giardino e cane.
Ma certo appena ti sei riposato dall’ultimo viaggio
la lontananza t’insegue con nuove lusinghe.
Meglio è patire di nostalgia di casa
e sotto le alte stelle, solo,
riposare con la propria melanconia.
Avere e riposare può soltanto,
chi ha il cuore tranquillo
,
mentre il viandante sopporta fatiche e difficoltà
con sempre delusa speranza.
In vero più lieve è il tormento di andare,
più lieve che trovar pace nelle valli di casa,
dove tra le gioie e le solite cure
solo il saggio sa costruire la propria felicità.
Per me è meglio cercare e mai trovare
che legarmi
, caldo e stretto a quanto mi e’ accanto,
perché anche nel bene, su questa terra
sono solo ospite, mai cittadino
.

Gegenüber von Afrika

Heimat haben ist gut,
Süß der Schlummer unter eigenem Dach,
Kinder, Garten und Hund. Aber ach,
Kaum hast du vom letzten, Wandern geruht,
Geht dir die Ferne mit neuer Verlockung nach.
Besser ist Heimweh leiden
Und unter den hohen Sternen allein
Mit seiner Sehnsucht sein.
Haben und rasten kann nur der,
Dessen Herz gelassen schlägt,
Während der Wandrer Mühsal und Reisebeschwer
In immer getäuschter Hoffnung trägt.
Leichter wahrlich ist alle Wanderqual,
Leichter als Friedefinden im Heimattal,
Wo in heimischer Freuden und Sorgen Kreis
Nur der Weise sein Glück zu bauen weiß.
Mir ist besser, zu suchen und nie zu finden,
Statt mich eng und warm an das Nahe zu binden,
Denn auch im Glücke kann ich auf Erden
Doch nur ein Gast und niemals ein Bürger werden.

6 commenti su “

  1. Filemazio

    Ciao bella Tisbe,

    belle queste parole di H.H. di fronte all’Africa……

    ..è vero il viandante sopporta fatiche e difficoltà, ma ne vale la pena (si spera!!!)

    ciao

    filemazio

  2. estrangedworld

    su questa terra
    sono solo ospite, mai cittadino.

    viandante senza una meta precisa,
    a metà strada fra una utopia di vita recisa,
    perennamente in bilico,
    fra lo stazionare e l'andar per stazioni,
    quello che mi accingo ora a fare
    è cercare le mie case
    lontano da queste cose,
    nuove lingue e possibili fraintendimenti,
    ma la lingua del cuore è una sola
    e solo uno
    è l'inno di speranza che mi costringe all'evacuazione,
    una peana di empatia.

    guerrillaradio

  3. Tisbe

    @Riky05, per Kierkegaard l'angoscia è lo scotto che bisogna pagare alla libertà di scelta…se non fossimo liberi di scegliere non proveremo angoscia, e così la pensa anche il Grande Inquisitore di Dostoevskji
    @Filemazio, non l'ho fatto apposta.Giuro 😉
    @vistodalsud, ebbè abbiamo molti interessi in comune 😉
    @ga976, finalmente hai un pò di tempo per frequentare assiduamente questo blogguccio
    @estrangedworld, Beh, in realtà c'è una sorta di compiacimento nell'evidenziare la condizione di viandante

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