Legittima difesa? Uno slogan pericoloso

di Riccardo Bagnato
Non così per la Lega, che nel territorio lombardo ha la sue roccaforti elettorali e che per bocca del ministro Castelli si è da sempre schierata per la modifica della legittima difesa. E tanto ha detto e tanto ha fatto, che il 24 gennaio scorso il Parlamento ha aggiunto alcuni commi all’articolo 52 (cfr. "Legittima difesa: è legge") del codice penale. Soddisfatto, il ministro ha potuto finalmente affermare: “Lo Stato è dalla parte di Abele”.

Casi della vita, e della morte: passa un giorno e a Verona, Michelangelo Rizzi, 41 anni, ex assessore comunale leghista, sorprende un ladro nella sua proprietà, spara e uccide l’intruso. La legge, però, già approvata in Parlamento, non è ancora uscita in Gazzetta e per quello che ne può sapere il giudice, l’ex assessore viene accusato di omicidio volontario d’ufficio.

Fatta la legge, trovato l’inganno? Non proprio, più che di inganno si tratta di problemi, seri e irrisolti.

Il primo. Se nella ricca Lombardia sono infuriate le polemiche per alcuni casi isolati, in Campania si registrano rapine, estorsioni, e relative sparatorie con morti e feriti, ogni giorno. Basti sfogliare la prima pagina di un quotidiano locale da il Mattino al Corriere di Caserta per rendersene conto. Così, quello che nasce per difendere il benzinaio di Lecco è lo stesso strumento che può usare il tabaccaio di Portici a Napoli. Cambia però il quadro di riferimento. Nel primo caso siamo in un contesto di bassa criminalità, nel secondo di alta, e soprattutto, organizzata criminalità. D’altra parte, di quello che può succedere fuori dai propri collegi, alla Lega interessa sì e no.

Secondo. Il messaggio che è passato in questi giorni è molto semplice “se qualcuno vi minaccia con o senza arma da fuoco, nella vostra casa o nel vostro negozio, nel caso non desista dal farlo a seguito dei vostri probabili ultimatum, potete sparargli”. Ora, per comprovare tuttavia che tutto ciò corrisponde esattamente a quanto è accaduto non basta la propria parola. Ed ecco che rientrano in campo – come nel recente caso veronese – quei tribunali, quei giudici e quegli avvocati che, fatti uscire dalla porta rientrano dalla finestra. Conclusione? Non si è risolto nulla, si è solo procrastinata e complicata la soluzione. Come chi, volendo dipanare una matassa, ha tentato la fortuna tirando di forza l’estremo sbagliato, col risultato di ingarbugliare ancor più il gomitolo.

Il terzo problema. Cui prodest? Alle fabbriche d’armi leggere? Le statistiche dicono che in Italia sono 36mila circa gli italiani con porto d’armi per la difesa personale (in calo dal 1999 ad oggi). Cosicché qualcuno potrebbe intravedere dietro al provvedimento l’azione pressante delle famose lobby delle armi per rianimare un mercato in flessione. Tutto lo farebbe pensare. Basti dire, ad esempio, che il 90% delle aziende di armi corte si trova a Brescia, in territorio lombardo. Sbagliato. Beretta & Co. hanno le bocche cucite. Forse qualche fabbrica minore potrebbe vedere rialzarsi di qualche numero dopo la virgola il proprio fatturato annuo. Sta di fatto, però, che in Italia non c’è una cultura dell’arma personale come nei paesi anglossassoni, e che un arma non è una forchetta: quando ci si fa male, il male è irrevocabile.

Tanto più che questo provvedimento potrebbe risultare un vero e proprio boomerang per l’industria armiera italiana. Fra maldestre sparatorie, sceriffi improvvisati, disinformazione, e incidenti domestici, l’arma potrebbe presto entrare nell’occhio del ciclone di un Micheal Moore all’italiana, diventare un simbolo negativo: nocivo proprio per chi, viceversa, le armi le vende e ne vende a milioni agli eserciti di tutto il mondo. E’ quindi verosimile che una tale industria rischi un mercato plurimiliardario, sicuro, lontano da occhi indiscreti, per qualche migliaio di pistole?

Quarto (e forse) ultimo problema. Siamo in campagna elettorale e quindi dovremo purtroppo abituarci a slogan e facilonerie programmatiche. Ma quello che dice il ministro Castelli è semplicemente sbagliato, o almeno, incompleto. Perché vede, egregio ministro, nella Genesi (4,1-16), laddove si parla di Abele e Caino "il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!»".

11 commenti su “

  1. antares666

    Carissima Tisbe, non so quanto potrò resistere. Terribili nubi di sventura si stanno addensando sul mio capo. Affronterò in mio fato senza hybris.
    Un fortissimo abbraccio!

  2. Todomodo

    Articolo interessante, e bagni di sangue purtroppo annunciati, sia da parte di caino che di abele (che poi son semplificazioni da quattro soldi per quelli che devono usare slogan ad effetto). Mi sa che Charles Bronson avrebbe dovuto fare qualche film in meno, o quelli della lega vedere anche altro, nella loro fanciullezza…

  3. carlo2222

    gìa Tisbe è proprio così
    l'art. 52 del codice penale è stato riformulato e se ne capisce meno di prima (in decenni la giurisprudenza non era riuscita a trovare un accordo su cosa significasse legittima difesa figuriamoci ora!). Si tratta poi di una legge che non tiene conto delle diverse realtà italiane, e sul fatto che giovi all'industria bellica non ci piove!
    ciao

  4. grendel00

    Non serve essere Keynes per sapere che del mercato civile le industrie d'armamenti si fanno un'emerita pippa. Da che mondo è mondo le industrie d'armi i soldi veri li fanno con le commesse statali, e la Beretta non fa eccezione, da Napoleone in poi. Le pistole o le doppiette che si vendono nelle armerie sono solo briciole.
    Inoltre, rileggiti la legge e dimmi dove, esattamente, viene giustificato l'omicidio.
    Ahi ahi, Tisba, errare è umano, perseverare…

  5. alexperry

    non mi piace il paese in cui sono finito in questi 5 anni…proprio no…farò di tutto per farlo cambiare, a partire da questa legge, trionfo indiscusso dell'ignoranza più squallida che esista

  6. utente anonimo

    obbiettivamente, non si capisce dove sta la razionalità di questo discorso.
    l'errore principale di tisbe è pensare che tutti gli italiani (lei non fa parte) si precipitino in massa a comprare armi (che poi senza porto sono assolutamente illegali, e poter avere un porto d'armi è difficilissimo) e poi comincino a girare come tanti cow-boy con la mano sulla fondina…
    ricapitolando…
    o crede veramente queste cose (delirio?) o non ci crede e vuole alzare del polverone…
    che sia demente mi sembra la soluzione più innocentista…
    se ci trovi da ridere, dopo aver prospettato situzioni addirittura genocide, o sei una sadica (che si diverte guardando i filmati sui campi di sterminio nazista) o sei una demente.
    spero che tu sia demente.
    un mau indifferente

  7. sefossistato

    @mau: non sembri proprio "indifferente", il tuo tremore è così visibile che riesci a far ballare tutta la tastiera. Calmati figliuolo e togliti di dosso la maschera di carnevale; manca ancora tanto tempo alla tua ricorrenza.
    Ti manca parecchio il tuo lavoro di schedatura dei deportati vero?
    Vabbè, potrai sempre fare la lista della spesa ora.

  8. desiderio947

    Fin dalla notte dei tempi, in tutte le civiltà, il primo provvedimento preso negli aggregati umani, è stato quello di attribuire all'autorità pubblica la facoltà di comminare delle pene a carico di chi si rendeva colpevole di delitti verso la comunità.Questa legge cancella semplicemente le basi di ogni convivenza civile.

  9. bhikkhu

    Una cosa: con questa legge sembra si voglia ammettere il fallimento della politica del governo in fatto di sicurezza. Hanno toppato anche su questo punto, e come contentino danno ai cittadini questa legge. "Armatevi e partite"…
    Spero nel buonsenso della gente. Mah…

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