Il Premier, le Giunte Rosse e la malavita organizzata

Il Premier, le Giunte Rosse e la malavita organizzata

Durante la sua apparizione da Vespa, il Premier ha tirato fuori la storia delle giunte rosse con presunte infiltrazioni di malavita organizzata. La sua è stata un’uscita politicamente scorrettissima. E’ vero che nella sola  provincia di Napoli, 83 Comuni su 92 sono sotto indagine (o sono stati sciolti) per infiltrazioni camorristiche (fonte blogger Camelot), ma questo è un problema di territorio e non di colore politico. Voler far credere all’italiano medio che la camorra, o la mafia, o qualsiasi altra organizzazione mafiosa viva per merito della sinistra, è una scorrettezza senza precedenti. A questo si aggiunge il fatto che, anche, molti esponenti politici del centro/dx sono indagati per questo genere di reato. La collusione mafiosa è sicuramente trasversale. Oltretutto l’Unione ha lasciato, proprio di recente un suo uomo sul campo, Franco Fortugno. E in sua memoria il Premier avrebbe dovuto guardarsi bene da utilizzare lo spettro della malavita organizzata per la sua spudorata campagna propagandistica. Qui non si vuole giustificare l’asservimento al sistema mafioso, ma per un assessore comunale che occupa un ruolo appetibile (ad esempio chi controlla le gare d’appalto) per l’organizzazione di affari mafiosi non ci sono che tre strade da percorrere: 1) abbandonare il campo; 2) cedere cercando di contenere i danni; 3) uscire di scena dentro una bara. E questo perché nella guerra alla mafia, non ha perso la Giunta Comunale, ma ha perso lo Stato che ha lasciato macellare persone carismatiche quali Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, ecc. Non è con le giunte di destra che si fronteggia la malavita organizzata. Il problema è di natura sociale e storico, e finchè non si prenderà atto di questo, non vi sarà mai soluzione. Il primo ringraziamento va agli statunitensi che per garantirsi lo sbarco in Sicilia hanno regalato ai mafiosi anni di impunità (la Prima Repubblica). Il secondo ringraziamento va all’Unità d’Italia, per realizzare la quale, il Mezzogiorno ha pagato un prezzo altissimo, ed ancora lo sta pagando. I libri di storia dedicano all’argomento pochi trafiletti perché sono scritti nell’ottica di esaltazione dell’Unità d’Italia, ma nel Sud ci fu una vera e propria guerra di occupazione da parte delle forze sabaude che ricorsero addirittura ai mercenari. In quegli anni prese vita il fenomeno del brigantaggio che, erroneamente è stato bollato come una sorta di status delinquenziale diffuso. La verità è un’altra. Il Brigantaggio è stato una rivolta legittimata dalla stupidità legislativa del governo piemontese che non tenne mai conto delle esigenze del territorio. A tal proposito consiglio la visione del film "…e li chiamarono Briganti" di Squitieri, un lungometraggio passato, molto ovviamente, sotto silenzio. Dopo la repressione della ribellione nel sangue, che vide la distruzione di interi paesi della Lucania e dell’Irpinia, il meridionale dovette adeguarsi al nuovo sistema creando una sorta di stato nello Stato. Se non si tiene conto di questo, non si può comprendere come il fenomeno mafioso sia tanto radicato nelle comunità meridionali. L’azione necessaria non è sostituire le giunte rosse con quelle di destra, ma creare le condizioni sociali per cui venga meno quell’humus sul quale l’organizzazione malavitosa fiorisce. Ed anche in questo caso consiglio la visione di un film, anch’esso del genere "neorealista" aborrito da Andreotti, "Vento di terra" del regista napoletano Marra. In questo lungometraggio è descritta mirabilmente la condizione di vita degli abitanti di quartieri come Scampia e Secondigliano. Il regista ha l’abilità di fotografare, alla maniera verista, una realtà rendendola per quello che è, e lasciando intravedere l’ineluttabilità del destino di chi nasce, cresce e vive in un determinato contesto. Il Governo Berlusconi non ha fatto niente per il Sud, e non ha scuse. In questi anni abbiamo asssistito all’approvazioni di leggi che non tengono conto della realtà meridionale. L’ultimo e drammatico esempio è la legge Far West, costruita ad hoc per la realtà dell’opulenta Padania, dove gli eventi criminosi sono centellinati e si limitano a rapine portate a segno da delinquenti di basso calibro. Non si tiene conto della realtà meridionale, dove gli omicidi sono molto più frequenti e rispondere al fuoco significherebbe firmare lo sterminio della propria famiglia, altro che protezione dei beni.

12 commenti su “Il Premier, le Giunte Rosse e la malavita organizzata

  1. GIALIO

    IL NANO MALEFICO CON LA MAFIA CI E'COLLUSO SIN DAGLI INZI DELLA SUA AVVENTURA.. LA DC E'STATA COLLUSA E QUALCOSA DI PIU'….PURTROPPO A MONTE COME DICEVI TU C'E L'INGLOBAZIONE DI UN TERRITORIO DOVE STORICAMENTE SI E' SVILUPPATA UNA CULTURA PROFONDAMENTE DIVERSA NEI SECOLI PASSATI E CHE DALL'UNIONE D'ITALIA CI HA GUADAGNATO SOLAMENTE DI ESSERE DIVENTATA LA DISCARICA DEL NORD DEL PAESE UN PO' COME IL SUDAMERICA E' PER GLI USA… PER CAPIRCI…
    SICCOME NELLO SCACCHIERE POLITICO MONDIALE COMUNQUE UNA COLLOCAZIONE CE L'ABBIAMO.. PENSARE DI AVERE UN GOVERNO DEMOCRATICO E DI SINISTRA VERO CHE FINALMENTE BUTTI UN OCCHIO AL MEZZOGIORNO LO TROVO ARDUO… IN PASSATO QUANDO CI SONO STAI PRESUPPOSTI PER UN GRANDE CAMBIAMENTO E' ARRIVATA LA STAGIONE DEL TERRORISMO(AMERICANO)

  2. KingPattume

    Sentire Berlusconi che parla di camorra associata al centro-sinistra fa davvero sorridere. Il tutto mentre con la legge "Pecorella" sull'inappellabilità persone come Calogero Mannino potranno salvarsi da accuse come 'concorso in associazione mafiosa'

  3. cretaefaci

    Come non condividere. Bene, la tua disamina sul brigantaggio sembra uno dei miei discorsi contro i "mulini a vento". La gente non vuole capire. Questo è il dramma.

  4. desiderio947

    Ma di cosa va cianciando lo spergiuro di arcore, quando fin dall'inizio del suo governo un ministro
    invitava a saper convivere con la mafia.
    Trovo interessante la tua disamina storica sul fenomeno del brigantaggio, sono meno d'accordo invece sul legame sia pure indiretto tra brigantaggio e mafia. Secondo me, la mafia è da ascrivere al sistema di blocco di potere di cui, la borghesia meridionale post-unitaria, si è servita per favorire la politica di annessione e di svendita degli interessi meridionali, in contrapposizione direi al brigantaggio.

  5. Tisbe

    @GIALIO, c'è necessità che la gente viva in condizioni migliori, solo così è possibile sottrarre manovalanza alla criminalità…io nn credo sia un fatto genetico 😉
    @KingPattume, lui è capace di tutto, ma il problema più grave è che la gente ne viene imbonita
    @ruckert, chissà perché i giudici gli stanno così antipatici…
    @cretaefaci, non ti credere. C'è un forte movimento di recupero storico riguardo il fenomeno del brigantaggio
    @desiderio947, mi dispiace che probabilmente non si capisca, ma ciò che volevo esattamente dire è che la sconfitta del brigantaggio ha permesso l'attecchimento di un sistema mafioso…e che probabilmente il brigante che agiva in nome di un ideale più nobile si è trovato, suo malgrado a fare da manovalanza al malaffare: poco da scegliere…

  6. Loreanne

    Se solo minimamente la teoria di Berlusconi fosse stata applicata sul suo governo……
    A quest'ora (rapportata a tutti gli scioglimenti di consigli comunali) ci saremmo liberati della sua ingombrante e fastidiosa presenza.
    Farebbe meglio a parlare dei suoi procedimenti penali, delle sue prescrizioni e delle leggi ad personam per evitare di finire dove dovrebbe democraticamente essere.
    L'unica cosa che mette paura è il pensiero che qualcuno possa ancora credere a questo venditore del nulla e che questo bombardamento di pagliacciate televisive possa veramente portargli voti.
    Ma, a rigor di logica, che bisogno hanno gli italiani di quell'individuo che spiega l'operato del governo?
    Lo sfascio prodotto dall'operato del governo è da cinque anni sotto gli occhi di tutti!

  7. desiderio947

    #6 – Perfettamente d'accordo. La trasformazione dei briganti in picciotti, ha rappresentato un fenomeno di nemesi politica che per disgrazia ha continuato a identificare il nemico con la divisa dello "sbirro".

  8. pazyryk

    Cara Tisbe, grazie per avermi dato l'opportunità di dire ancora qualcosa su questo argomento di cui ho scritto sul mio blog per sopperire alle, chiamiamole così, lacune di ulteriore blog. Ripensando alle rapine di questi giorni, come tu ben dici, perpetrate da delinquenti di basso profilo, chi ci dice se queste rapine non possano servire a rastrellare fondi per la campagna elettorale di qualcuno? Come testimonia tutta l'opera di Don Ciotti, è necessario togliere alla criminalità organizzata l'opportunità di accedere agli appalti. Come? Domanderebbe qualcuno. Beh, modestamente, io commissarierei tutti quei comuni a rischio e svolgerei le trattative a Roma, rispettando l'autonomia locale, ove scevra da infiltrazioni. Se si vuole, il terreno ai mafiosi si può togliere. Bisognerebbe anche cominciare a detronizzare i partiti nella scelta dei candidati da eleggere e permettere ai cittadini di autogovernarsi. Bisogna crescere nella pratica della legalità e non in quella del malaffare e dell'omicidio. Parole al vento? Speriamo di no… Un abbraccio

  9. camelotdestraideale

    Primo: Squitieri è di Destra, An
    Secondo: Berlusconi e il suo governo, per la prima volta nella storia repubblicana hanno reso definitivo il 41bis, il carcere duro per i Mafiosi, dove erano i Ds, Rifondazione Comunista, perchè non lo hanno fatto loro?
    Terzo: tutti i quartieri rossi di Napoli, Barra, Ponticelli, S. Giovanni a Teduccio, "casualmente" sono i centri di potere della Camorra
    Quarto: La Iervolino è sindaco abusivamente, grazie al “colpo di Stato bianco” fatto dall'allora Ministro dell'Interno Enzo Bianco, che ridusse il numero di sezioni in cui votare.
    c'è gente che è stata in fila per 8 ore…gli elettori di Antonio Martuscello al secondo turno non sono andati a votare perché erano rimasti inorriditi dalle file di ore, mentre al secondo turno nei quartieri della Camorra, che come ho detto sono anche quartieri rossi è aumentata l’affluenza al voto, “casualmente” è aumentato il voto alla Iervolino.
    Quinto: il centrosinistra in Campania ha il peggio della vecchia partitocrazia camorristica, si veda Carmelo Conte che sta con i Ds e si veda De Mita, si veda Fantini dell’Udeur.
    Sesto:l’attuale assessore al Bilancio, ex Psi, ex sindacalista della Uil, ed ex europarlamentare del Psi, oggi Ds, area Cesare Salvi, quando venne eletto parlamentare europeo (io allora facevo politica) comprò i voti dalla Camorra, come sa tutta Napoli, ed infatti oggi è l’uomo forte della Iervolino
    Settimo: Napoli è governata dalla Camorra, e dalla borghesia delle Tangenti e delle raccomandazioni….tu puoi fare tutta l’analisi storica che vuoi Tisbe, ma è una barzelletta comunque….perché giustifica lo status quo….
    E non elimina il fatto che il centrosinistra campano sia organicamente colluso con la Camorra….tutto il resto è aria fritta….ultimo, Tisbe, la fonte non sono io, ma il Corriere della Sera, e il Corriere del Mezzogiorno….quindi non confondere i tuoi lettori, non pigliarli per i fondelli….racconta la verità….e soprattutto raccontala a te stessa….

  10. Tisbe

    Primo: lo so che Squitieri è di destra! Ancora meglio, vuol dire che tutto possiamo dire fuorché che sia fazioso o pro/sx, intanto Squitieri è irpino! Però tu il film non lo hai visto, io sì…guarda un po'
    Secondo: Berlusconi, visto i suoi precedenti, farebbe bene a mangiarsi la lingua e non una ma cento volte
    Terzo: io credo che il vero inganno consista nell'addebitare ad una sola parte politica un problema che è di natura sociale e storico, voi fareste lo stesso se non addirittura peggio…
    Quinto: questa è una conseguenza per non aver consentito alla nostra regione di emanciparsi da una millenaria cultura medievale, e la responsabilità non è dei comunisti…e anche questo sai bene
    Sesto, a me di questo Salvo non m'interessa nulla, cambia solo il nome non la sostanza, o lui o un altro sarebbe lo stesso…e non mi pare che la camorra faccia la guerra alla dx
    Settimo: Napoli sarà sempre governata dalla camorra e tu lo sai bene, ma non sei onesto né con te stesso, né con i lettori. Sai bene che ho ragione quando affermo che bisogna intervenire nel sociale e non con l'esercito. Ma se vuoi che Napoli venga rasa al suolo accomodati, fortunatamente nel mio territorio la delinquenza organizzata è solo d'importazione…e sai chi l'ha portata, vero?!

  11. Tisbe

    Ops, ho saltato il Quarto punto. Senti, io a Napoli ci sono stata spesso. Più prima che adesso, perché il suo caos mi fa venire mal di testa. E ti dico che mi è sembrata migliore rispetto al passato. Ma questo solo con gli occhi di un osservatore esterno. Ad ogni modo la Jervolino avrebbe vinto cmq

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