avvoltoi

AVVOLTOI

A quel tempo

tra gli inni alla civiltà,

aspergendo d’acqua santa le fonti assoggettate,

celando le unghie nel buio,

gli avvoltoi alzarono l’edificio di sangue

dell’epoca coloniale.

A quel tempo il sorriso dell’uomo morì nell’inferno ferrato delle strade

e i monotoni ritmi delle preghiere coprirono

il lamento degli schiavi nelle piantagioni.

Che amaro ricordo, conservi

i baci briganteschi

e le promesse spazzate via dal vento delle  mitraglie.

Stranieri, non eravate uomini!

Conoscevate tutti i libri del mondo ma non l’amore.

Non sapevate che le vostre mani

fecondano il seno della terra,

non  sapevate che le vostre mani

hanno radici profonde, come la rivolta.

Non sapevate, macellai, che sotto le vostre boriose canzoni

nei villaggi negri che predavate,

nell’Africa squartata

maturava la speranza, nostra sola fortezza.

Non sapevate che dalle miniere di Svasilenda

alle officine d’Europa, ove scorre il nostro sudore,

sotto il nostro passo chiaro

nasce il corpo della primavera.

David Diop – Senegal

13 commenti su “avvoltoi

  1. utente anonimo

    “… come la rivolta …”

    No, non sapevano, non comprendevano, non conoscevano! Morivano per servire i Potenti che li sfruttavano, quando avrebbero potuto morir per … “la rivolta” che, forse, rimuovevano mentre andavano perdendosi in un distinto ma unico “lamento”!

    Grazie, Tisbe,

    gauche

  2. alexperry

    una poesia molto bella, l'autore mi è abbastanza sconosciuto ma forse mi meraviglierei del contrario…tu allarghi sempre i miei orizzonti!

    ciao!

    Alex

  3. pazyryk

    Come certo saprai e avrai potuto immaginare, le deportazioni ed il colonialismo sono stati egregiamente sostituiti dalle multinazionali. Concorderai sicuramente…

  4. desiderio947

    IL GIORNO
    DEL GIOVIN SIGNORE

    IL MATTINO

    Ma il damigel ben pettinato i crini
    ecco s’inoltra; e con sommessi accenti
    chiede qual più de le bevande usate
    sorbir tu goda in preziosa tazza.
    Indiche merci son tazza e bevande:
    scegli qual più desii. S’oggi a te giova
    porger dolci a lo stomaco fomenti
    onde con legge il natural calore
    v’arda temprato, e il digerir ti vaglia,
    tu il cioccolate elegge, onde tributo
    ti diè il Guatimalese e il Caribeo
    che di barbare penne avvolto ha ilcrine:
    ma se noiosa ipocondria ti opprime,
    o troppo intorno a le divine membra
    adipe cresce, de’ tuoi labbri onora
    la nettarea bevanda ove abbronzato
    arde e fumica il grano a te d’Aleppo
    giunto e da Mosca che di mille navi
    popolata mai sempre insuperbisce.
    Certo fu d’uopo che da i prischi seggi
    uscisse un regno, e con audaci vele
    fra straniere procelle e novi mostri
    e teme e rischi ed inumane fami
    superasse i confin per tanta etade
    inviolati ancora: e ben fu dritto
    se Pizzarro e Cortese umano sangue
    più non stimàr quel ch’oltre l’Oceano scorrea le umane membra; e se tornando
    e fulminando alfin spietatamente
    balzaron giù da i grandi aviti troni
    re Messicani e generosi Incassi,
    poi che nuove così venner delizie
    o gemma de gli eroi al tuo palato.

    Giuseppe Parini, da Il Giorno ( de il giovin Signore ),
    Il Mattino, La Biblioteca di Repubblica,
    Antologia della Poesia Italiana, vol. 3,
    Edizioni Gruppo Editoriale l’Espresso S.P.A. –
    – Divisione La Repubblica, 2004

  5. Tisbe

    @gauche, la questione della mancata rivolta risiede nel fatto che spesso i deportati appartenevano a tribù miti e non bellicose. Certo non avrebbero mai potuto fare lo stesso con i nordafricani che hanno un'altra tempra
    @Orson, l'unico vero problema è che Atlantide esiste come community di Virgilio…questo è un vero peccato
    @alexperry, è un poeta senegalese (popolo molto mite) che ha scritto molte poesie contro il razzismo ed è molto apprezzato nella sua terra
    @pazyryk, ovviamente concordo. Basta leggere "Ricordando Guillen" per capire che è così.
    @desiderio947, grazie per la poesia, non la conoscevo. Però va fatta la parafrasi 😉

  6. utente anonimo

    Scusami, Tisbe, mi spiego meglio: io mi riferivo soprattutto alla composizione del cantore Senegalese che ad un certo punto recita “Stranieri, non eravate uomini”! Son costoro, secondo me, che avrebbero dovuto comprendere e …! Ecco, perché, concludevo, dicendo, “… unendosi nell’unico lamento anche se distinto nella figura del “mite” che patisce e che muore e nella figura del “servo del Potere” che si ribella e che muore, pur esso, perché si ravvede e vive “la rivolta” contro!

    ciao, gauche

  7. stefko

    … Una volta a Varsavia tenni una conferenza sull'Africa a dei bambini. A un certo punto un bimbetto si alzò e choese: "Hai visto molti cannibali?". Non sapeva che quando un africano torna a Kariakoo dall'Europa e parla di Londra, di Parigi e di altre città abitate dai mzungu, anche il coetaneo africano del ragazzo di Varsavia si alza e dice: "Hai visto molti cannibali?"

    Ryszard Kapuscinski (Ebano)

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