Un mattino di primavera

E così lei mi accettò in un mattino di primavera, sulla spiaggia. Passeggiava silenziosa e intorno a lei sentivo aleggiare i suoi pensieri. Li visualizzavo in modo così colorato quasi in contrasto con il suo andare sconsolato. Ad un tratto si lasciò cadere distesa sulla sabbia, e le sue mani la raccoglievano e la lasciavano filtrare tra le dita, lasciandola ricadere in un pioggia chiara. Pensai che quello fosse il momento giusto per propormi. Pensai che il suo voler svuotare la mente significasse uno  spazio vitale per me. Così lei mi vide, ero distesa a pochi metri di distanza e non seppe ignorarmi. Avevo incontrato la mia autrice, sarebbe stata lei a dare una forma alla mia pura essenza. Lei mi avrebbe descritta, avrebbe raccontato la mia storia, perché era pura dentro, e mi avrebbe lasciato vivere così com’ero, senza limature, senza aggiustature. Da tempo cercavo un essere così. Qualcuno che potesse prendermi senza pregiudizi, raccontando la mia storia senza enfatizzarla per renderla appetibile al lettore, e senza tagliare pezzi di vita che mi avrebbero fatto sanguinare dal dolore. Nacqui in quel giorno di primavera nella mente della mia autrice che seppe riconoscermi tra mille personaggi  mentre osservava, con occhio nostalgico, le onde del mare accarezzare la spiaggia deserta. Se io esisto, lo devo a lei, perché mi ha tirato fuori dal nulla quando nessuno lo avrebbe fatto.

3 commenti su “Un mattino di primavera

  1. utente anonimo

    Nel Post precedente dichiaravi che uno dei Tuoi desideri è … scrivere la Tua autobiografia: beh, l'inizio mi sembra molto OK!
    Come dice un grande della letteratura mondiale: "bisogna viverla … per raccontarla"!
    Ciao, Tisbe, e spero di non esser stanco a tal punto da non aver compreso!
    gauche

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