Lettere a Teresa

«Ti assicuro che sono profondamente scoraggiato. Ho il cuore mortalmente ferito: non posso sopportare la vita; innanzi a me non c’è nessun avvenire, nessuno scopo, e non ho nemmeno la forza di seppellirmi nel mio passato e di evocarlo; mi considero un uomo morto. […] Passo la più parte del tempo a dormire o a fantasticare sciocchezze. […] Vivo nel vuoto e nell’indeterminato. La solitudine mi pesa e non fo alcuno sforzo per uscirne. Odio la gente sino al punto, che per l’inverno prossimo ho preso in fitto una casa distante tre miglia da Zurigo. Così l’inverno o dovrò morire di noia o dovrò lavorare per forza. […] Ti confesso, Teresa, che fra le diverse ragioni, con le quali cercavo di spiegarmi il tuo silenzio, non m’era venuta innanzi la più naturale, i divertimenti del carnevale. M’hai tolto un gran peso di dosso. Potevi scrivermi una riga per tranquillizzarmi. Mentre ti abbandonavi alla gioia del ballo, e ti pareva di staccarti dalla terra e levarti in paradiso, non ti venne mai innanzi l’immagine di un poveretto, che per cagion tua menava giorni d’inferno?».

Francesco De Sanctis

10 commenti su “Lettere a Teresa

  1. stefko

    Tisbe, sembra che tu abbia pescato dalla mia anima questo brano…
    Non auguro nemmeno ai miei nemici di soffrire in questo modo, ma è soprattutto sconcertante sapere che mi devo "muovere", e non averne voglia, sentirsi vecchio "dentro"…

  2. Tisbe

    @stefko, non "devi" muoverti…"puoi" muoverti…coraggio!
    @Esimio.Dott.Bugher, ha avuto la fortuna di non conoscerlo 🙂
    @camelotdestraideale, ma certo che puoi, anzi devi 😉
    @Marysamba, eh no, cara, io il giochino già l'ho fatto, perciò non vale 😉

  3. smemorato

    insomma, il tempo passa ma l'amore fa soffrire sempre allo stesso modo: è proprio una malattia come ho sentito affermare in questi giorni da Piero Angela…

  4. lacolf

    Bella, ma mette tristezza il giorno di San Valentino, fa ricordare anche la solitudine di chi invece vive sotto lo stesso tetto, ma ormai non si parla più… ma io sorrido, ho avuto il mio giorno speciale, mi sono sentita di nuovo molto amata… il tempo dirà se ho avuto ragine. :-)))

  5. utente anonimo

    "… o dovrò morire di noia o dovrò lavorare per forza. […] "!
    Chissà perché l'uomo si innamora di chi non l'ama! Per fortuna, v'è … il lavoro, … la scrittura …
    gauche

  6. saganne

    ti piace come critico letterario?….era un poeta con la penna…ah…buon s. valentino…in ritardo..ma spero che lo accetti.
    ciao.
    :))

  7. Tisbe

    @smemorato, io credo che piacere e dolore siano legati indissolubilmente per questo piace tanto soffrire!
    @lacolf, anche queste lettere, per quanto tristi, fanno aprte dell'amore. Il futuro non ci appartiene, ci appartiene solo il presente. L'importante è credere in ciò che si fa, non ingannare gli altri e non ingannare se stessi 🙂
    @gauche, un pizzico di masochismo c'è in ognuno di noi. A volte ci compiaciamo della nostra sofferenza. In periodi di abulia ci fa sentire VIVI.
    @saganne, sì che mi piace. Tanto più che De Sanctis era irpino, come me 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *