Un post in 10 righe

Ecco i miei due post con i quali ho partecipato all’iniziativa di InEdita "Un post in 10 righe" pubblicati nel libriccino edito da La Lontra.

Dove vai mio dolore vagabondo? Perduto per sempre per le vie dell’universo… dove vai, lontano da me, da occhi troppo asciutti da sorrisi mai spenti…dove vai? Quanta luce alberga in te… Quanta smisurata luce che occhi asciutti non riescono a vedere …quanto amore in te, dolore, quanto dolce sospiro di sollievo! Ritornerai a me, perché io viva, perché io senta… Dolore vagabondo ti aspetto Ritornerai a me con il tuo carico di amore. 

La carenza affettiva è un buco nero. Passi la vita a cercare di riempirlo ma non trovi mai niente nel fondo. La carenza affettiva è il cancro dell’anima, ti consuma lentamente E trascorri i tuoi giorni a cercare l’introvabile e l’inesistente. La carenza affettiva può fare di te un mostro oppure può fare di te una persona sensibile. Puoi essere duro come una roccia e voler trasferire la propria “damnatio” sugli altri, e così amare e ricercare la sofferenza altrui, o puoi avere il corpo cosparso di cicatrici vive, ed ogni tocco con la realtà è un dolore personale indicibile…puoi scegliere se amare oppure odiare.

9 commenti su “Un post in 10 righe

  1. desiderio947

    STELLE
    Giuseppe Ungaretti, 1927

    Tornano in alto ad ardere le favole.

    Cadranno colle foglie al primo vento.

    Ma venga un altro soffio,
    Ritornerà scintillamento nuovo.

  2. utente anonimo

    Navigando qua e là…
    "E' morto Luca Coscioni. La notizia data alle 11.20 da Marco Pannella a Radio Radicale. Luca Coscioni era da anni malato di scelrosi laterale amiotrofica".

    Un mio piccolo, grande pensiero è per lui.

    Baci.
    Carmen

  3. Tisbe

    @gauche, sempre troppo gentile:)
    @desiderio947, grazie, apprezzo molto Ungaretti
    @Lastlion, ti prego…mi confondi…anche se sotto sotto mi fa piacere.
    @Carmen, l'ho saputo questa mattina. Mi unisco al tuo pensiero. Cià

  4. ManualediMari

    Scrivevo tempo fa…

    Come al solito… Taci
    Non dici più niente…
    Ma una solitudine profonda
    Si stende fra di noi
    Che rimbomba nelle nostre anime
    Come una vasto mare sotterraneo…

    E’ come se avessi
    Dentro di me
    Tutta l’energia del mondo
    E non potessi esprimerla
    Un lungo fiato universale
    E non potessi respirare…

    Così quel che implode in me
    E’ molto più che la morte…
    Sofferenza indicibile…
    Come un immenso buco nero
    Non un puro vuoto
    ma un pieno assoluto e disperato…

  5. Tisbe

    @manualedimari, Robert le nostre sono sofferenze di natura diversa. La tua è di natura sentimentale, la mia è di natura esistenziale…tu potrai trovare la pace fra due braccia, io no…e non ti arrabbiare per questo che ho scritto 😉

  6. utente anonimo

    La seconda che hai detto. E con il passare degli anni le cicatrici diventano sempre più vive e profonde.

    Artemisiachenonriesceadormireperchèsolacasa

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