Perché ce l’ho con i democristiani

«Ma cos’è ‘sta storia che ce l’hai su con i democristiani??? Guarda che, ai voti, saremmo in maggioranza (relativa)». Crescenzo
Questo lo so caro Crescenzo, conosco la mia terra, più di quanto gli altri riescano a credere. Scrivo questo post per risponderti e spiegarti i motivi della mia secolare avversione alla Dc.
Io sono nata in una bellissima città che è stata centro culturale di grande prestigio, una città che vanta una tra le migliori Università europee. Dove io sono nata è cresciuto il romanticismo e ha preso forma l’idealismo tedesco. Si sono incontrati Hegel e Schelling. Ma io non ho mai vissuto questa città, io ho vissuto in Irpinia. In quel luogo che si può definire con estrema tranquillità e correttezza "Il Feudo bianco". Io non lo so se la mente umana è una tabula rasa, e se, di conseguenza, le prime esperienze di vita informano il sistema cognitivo indirizzandolo verso una precisa tipologia di lettura della realtà, ma ho imparato a diffidare dei democristiani fin da quando ero in fasce. All’epoca il paese dove vivevo era formato da due classi sociali: gli azzecagarbugli, notabili e "Don" da una parte, e i cafoni dall’altra. Per essere più precisa "li cafuni re fore", tu consosci il dialetto e capirai. Io appartenevo alla seconda classe. Cioè, io vengo dal fango, e se devo dirti come ho potuto ergermi al di sopra di esso, non lo so. Queste due classi non si confondevano neppure di domenica, il giorno dedicato alla Messa. I notabili uscivano dopo mezzogiorno, cioè quando i cafoni si ritiravano per il pranzo. I "Don", invece erano adusi a pranzare intorno alle 14. La divisione era netta. Ovviamente tutti i notabili erano democristiani, nonchè latifondisti e di mentalità feudale. Questi democristiani doc erano degli schiaviti: possedevano un esercito di coloni. Sai cosa è successo in quegli anni Crescenzo, grazie alla presenza della Dc? La classe dei cafoni, che non aveva terra perché era ancora saldamente nelle mani dei latifondisti democristiani, è dovuta emigrare. Spiegalo tu, ad una bambina, perché ha dovuto pagare un prezzo così alto. Perché la sua famiglia è stata smembrata, perché non c’era una sola notte in cui lei poteva addormentarsi serena, perché ogni giorno scrutava l’orizzonte con malinconia, perché il pianto era diventato la sua unica forma di protesta. Spiega perché per comprare un pezzo di terra, ed andare a riempire le tasche dei già grassi democristiani, possessori di tali terre, un’intera generazione di giovani cafoni è dovuta trasformarsi in classe operaia. Perché per quell’agognato e maledetto pezzo di terra irpina qualcuno è dovuto scendere nelle viscere della terra, senza fare più ritorno. Qualcuno abbia il coraggio di spiegarlo ad una bambina. Perché la terra non è stata ridistribuita? Perché non è stata data a chi l’amava e dedicava ad essa tutte le proprie energie. Perché dovevano esistere i coloni? Dico di più, perché non è stata data almeno in usufrutto? Io c’ero, e sono una piccola ed invisibile testimone oculare dello scempio democristiano verso la mia gente e la mia terra. E nonostante questo mondo già dato, io, pur essendo piccolissima, mi sono sempre ribellata alla sua logica: Scuoiatemi viva, torturatemi, se il caso, ma io non pronuncerò mai quella parola "Don" perché io credo fermamente, ed ho sempre creduto che gli esseri umani sono tutti uguali. Il mio sangue è rosso, il loro sangue è rosso. Io non riconosco nessuna autorità terrena e non mi piegherò di fronte a nessun altro essere umano, e non pretenderò che nessuno si pieghi davanti a me. E poi ricordo una musica, un colore…di fronte casa dei miei nonni c’è "pretaliscia", di lì passa la strada che congiunge i paesi di mio padre e di mia madre. Lo ricordo bene, come se fosse ora. Passava sempre un treruote pieno di bandiere rosse, bellissime. E c’era una musica che si diffondeva nell’aria e mi raggiungeva e faceva così: «Bandiera rossa che trionferà, bandiera rossa che trionferà, viva il comunismo e la libertà! […]Avanti popolo alla riscossa bandiera rossa, bandiera rossa…». Ecco quello era l’unico partito che s’interessava del dramma dei cafoni, l’unico che li assisteva, che prendeva le loro difese. Ecco quel partito è diventato la mia speranza. La speranza per gli occhi perennemente bagnati di lacrime, di una bambina costretta a portare un fardello troppo grande per le sue piccole spalle. E poi c’erano i viaggi, continui…avevo paura del Passo del San Gottardo, come avevo paura anche del San Bernardino, avevo paura dei Tir…durante i viaggi pregavo e dormivo. Ma in questi viaggi ho incontrato il paese delle fiabe: l’Emilia Romagna. I miei occhi di bambina si riposavano in quelle aree di servizio che sembravano fatte apposta per rendere felice l’umanità. Io passavo e la Romagna Rossa m’incantava e m’incatenava. Ho potuto fare le differenze. I miei viaggi mi hanno dato l’opportunità di fare la differenza e scoprire il cancro che stava divorando la mia terra. Io porto i segni, e li porterò per sempre dei gravi errori politici fatti dalla democrazia cristiana (che ha ben poco di cristiano) a scapito della mia terra. Il tempo è passato, c’è stato il terremoto, sono caduti soldi a valanga, ma oltre alle infrastrutture e ad abitazioni dignitose la situazione non è cambiata: prima emigravano i cafoni, adesso i laureati. La politica non è cambiata. Io assisto impotente alla geriatria politica…e sono stanca, stanca di vedere sempre le stesse persone a gestire il potere, mentre in democrazia bisognerebbe fare a turni e dare la possibilità alle nuove generazioni di cimentarsi e di provare a cambiare. Se l’Irpinia è nuovamente sconfitta, la responsabilità giace nelle scelte politiche dei democristiani. Loro hanno gestito questa terra ed è talmente vero che si è meritata il titolo di Feudo bianco, ed io non ne vado orgogliosa. Io sono ancora qua, come lo ero allora…scruto l’orizzonte e aspetto quel giorno che faccia tutti eguali.

57 commenti su “Perché ce l’ho con i democristiani

  1. utente anonimo

    Prima di prendersla con i DC, dovresti prendertela con le persone del luogo che non hanno avuto il coraggio di staccarsi dalla sudditanza baronale. fare lotte per la libertà e la democrazia. Sono questi gli ingredianti per liberare la povera gente dalla sudditanza padronale che avvolge ancora oggi il Sud Italia. Poco è cambiato da diversi decenni in quelle terre. La consapevolezza della propria forza e della fede nelle proprie idee e nel trascendente possono liberare quelle popolazioni e non certo la commedia di alcuni nuovi baroni presenti in tutti gli schieramenti. Ora la situazione non è molto diversa da allora. Dagli emigranti che non chiamerei “cafoni”, agli emigranti intellettuali. capire il Sud per comprendere perchè in quelle Terre ancora oggi si assiste al fenomeno dell’emigrazione, qualsiasi essa sia. Prendere coscenza della propria forza e agire di conseguenza. Apsettare la manna dal Cielo è cosa grandiosa, ma bisogna anche che l’Uomo agisca da solo per migliorare le sue condizioni di vita: non solo economiche, ma anche morali. Piuttosto che piangersi addosso bisogna agire a far capire che il cambiamento è possibile, ma certo la situazione non è certo da attribuire alla sola DC del luogo. Penso che le persone siano altrettanto responsabili di quello che è accaduto. Votare in Irpinia ancora per vacchi notabili DC, non è una cosa seria se essi non rappresentano una diversa modalità di intendere la politica e di rapportarsi con il proprio elettorato.

    SPerare nel cambiamento, si, ma sperare con il cambiamento della Gente, altrimenti non si cambia niente.

    Saluti

    Polinord91

  2. utente anonimo

    C’è molto di vero in quel che dici, ma posso dirti che la Dc era un partito “esteso”, nel senso che all’interno potevi trovarci i protettori dei notabili e chi, invece, ha fatto battaglie in prima linea per l’emancipazione dei lavoratori. Non dimenticherò mai la lezione di un mio compaesano, dc e sindacalista, che aveva lavorato, da dirigente della Cisl, fianco a fianco con i minatori di Altavilla (anche qui si scendeva nella terra per trovarvi un pezzo di pane). Come non dimenticherò mai la lezione di mio padre che, segretario della locale sezione Dc, mandò indietro un fotografo accreditato dal prete durante una manifestazione, perchè il fotografo “ufficiale” del paese era un altro, benché comunista, ma certamente più bisognoso di lavorare, visti i disagi della sua famiglia costretta a vivere in un prefabbricato leggera (con l’amministrazione comunale socialcomunista che faceva affari con la ricostruzione). Poi è vero che la Dc irpina ha commesso molti errori, ma molti di noi che vi hanno militato hanno combattuto strenuamente per portare avanti discorsi di riscatto e di progresso per la nostra terra. Come ben sai il sottoscritto, ma più di me gente di eccezional valore come Gaetano Amato o come Sergio De Piano, non ha trovato spazio a causa della loro poca ortodossia al “vangelo” della classe parlamentare. Ma gli esempi che ci restituisce la sinistra, in questa provincia, sono anche peggiori.

    Crescenzo

  3. utente anonimo

    Mi piace quello che hai scritto. Molto. Non sono mai stato democristiano. E sono tornato a mettermi in gioco in irpinia, dove il giogo democristiano e` oppressivo. Non so se l'UDC rispecchia a fondo le mie idee. Ma so che e` uno strumento per tentare di mostrare che un'altra Irpinia e` possibile. Sogno e mi batto. gennaro romei

  4. Tisbe

    @Polinord91, il mio post nn voleva essere esaustivo, è stato semplicemente una risposta, scritta con le viscere, alla domanda postami da Crescenzo
    @Crescenzo, io vi credo, so bene che c'è una parte sana della Dc ma è necessario liberarsi dai "grandi vecchi" e tu sai a chi mi riferisco
    @Ubikindred, il problema è che c'è una fetta del paese che ha usufruito di un benessere proprio grazie alla Dc
    @gennaro, l'importante credo stia nel portare avanti battaglie per la propria terra e della propria gente e mai per se stessi, fare il politico dovrebbe essere una missione, come fare il medico. Il politico dovrebbe essere al servizio della comunità.

  5. Tisbe

    RIFORMA AGRARIA
    Gli aiuti statali furono creati più per dividere il movimento contadino e ridurre la tensione sociale nelle campagne che non per offrire una prospettiva favorevole di lungo periodo. Come ha sottolineato Manlio Rossi-Doria, essi erano lì per "resistere", fino a quando una massiccia emigrazione non avesse risolto il problema eliminandolo (per l'autosufficienza servivano un minimo di trenta ettari per contadino). La storia è importante per capire il presente e costruire un futuro migliore

  6. utente anonimo

    Concordo con la tua analisi sui limiti della politica DC nei confronti del mezzogiorno, ti dirò che è persino commovente la tua descrizione di te bambina che hai dovuto vivere la scempio della separazione dalla tua terra. Il tuo post e le considerazioni di smemorato sul blog http://cegliemessapica.splinder.com,mi offrono il destro per sviluppare alcune mie considerazioni sul sottosviluppo del sud, stretto nella morsa della nuova emigrazione intellettuale e camorra-mafia-'ndrangheta-sacracorona. A presto

  7. utente anonimo

    cara tisbe hai tutta la mia solidarietà sull'aspetto umano.
    altre parole sono inutili.
    ma vorrei parlare dell'aspetto politico.
    1) la d.c. ha governato insieme ai socialisti ed ai comunisti sempre, si sono spartiti le aree di intervento e le poltrone (compromesso storico).
    2) i comizi comunisti avevano la sola funzione di strumentalizzare le masse (masse che venivano buttate sul tavolo delle tratative per la sparizione del potere).
    3) dopo 60 anni di democrazia consociativa il paese ha il terzo debito più grande al mondo, praticamente le forze dell'arco costituzionale quelle democratice hanno creato un disastro economico, che si ripercuote oggi e compromette il futuro.
    4) di questo dissesto sono praticamente responsabili i partiti di centro-sinistra, che hanno governato interrottamente questo paese.
    5) ma è un fatto grave che questi signori oggi si vogliono candidare a guidare di nuovo il paese.
    6) è un fatto incredibile che gli italiani abbiano la mente così corta.

    si io davvero sarò un nuovo emigrante se vincerà il centro sinistra, porterò la residenza ed il reddito fuori da questo paese.
    salutoni a tutti benito,

  8. utente anonimo

    Le Tue verità, mia cara Tisbe, sono sommerse dallo scorrere del Tuo dire che ricorda "… un treruote pieno di bandiere rosse, bellissime. E c'era una musica che si diffondeva nell'aria e mi raggiungeva e …"!
    Il Tuo narrare, il Tuo non voler dimenticare dà speranza a tutti noi,
    gauche

  9. utente anonimo

    p.s. ma prodi non è stato il figlioccio el re d.c. dell'irpinia DE MITA?

    ed oggi siete pure costretti a votarlo…..ha la mente corta…..
    ciao ciao benito

  10. utente anonimo

    Spesso a sinistra, si danno tutte le colpe ai DC. Ma pochi a sinistra riflettono sui danni creati dalla stessa sinistra e dall'incapacita della stessa di dare speranza ai Cittadini. L'unica speranza è riposta nella sconfitta dell'avversario e basta. Non c'è e non esiste nella sinistra un messaggio positivo, di speranza, di un fuuro migliore, di una nuova moralità pubblica. La sinistra italiana, per molti versi ha prodotto più danni per i lavoratori che per i ricchi borghesi e capitalisti. Un esempio viene dalla smobilitazione delle aziende di Stato durante il governo di sinistra. Si è voluto seguire la strada della ricomposizone del capitalismo, senza che nelgi altri stati europei si procedesse in tal senso. Ora tutti si lamentano della Francia. Ma quale stato ricompone svendendo le sue aziende senza che gli altri stati facciano altrettanto? è ovvio che la sinistra italiana è una sinistra che per accreditarsi in europa mette in vendita l'italia. Se oggi si legge l'Unità si trova un articolo che la dice lunga su questa sinistra: pioù aziende straniere in Italia. e cosa significa questo, se non svendere l'Italia a danno dei lavoratori? Cosa ne pensa la nostra blogger dell'Irpinia? Altro che un tre piedi con le bandiere rosse. Qui di bandiere rosse sanno sono di svendita. Ora è entrata nella testa di molti il concetto di reciprocità. Tale concetto presuppone l'uguaglianza, poichè senza uguaglianza non ci può essere riciprocità. Ma come si può realizzare in pratica questo concetto nel mondo della finanza e dell'industria? Basta forse un regolameto comunitario e/o una direttiva per raggiungere la reciprocità? La Bolkestein è un altro esempio di mancata reciprocità? Allora è bene che la sinistra impari altri e più importanti termini prima di aprire il mercato al Mondo. Un termine che deve imparare e relativo alla forza dello Stato Nazione. Come è evidente dalla Francia, Spagna, Inghilterra, Lo Stato Nazione lì e forte e solo unoo stato forte più aprirsi perchè coeso internamente e forte all'esterno. Sono queste le condizioni per la recipricità e la forza di uno Stato moderno che si allea con altri in un mercato più ampio e senza frontiere. A sinistra esisteno questi concetti? MI sembra di no? Come dicevo basta leggere il giornale Unità di oggi per leggere il pensiero di sinistra. Ora come la possiamo mettere ancora con la DC, se si nascondono a sè stessi le loro idee?
    saluti

  11. Tisbe

    Mamma mia, solo l'idea di rispondere a tutti mi fa venire mal di testa. Ci proverò.
    @Beppe, leggerò il tuo post con calma
    @Benito, quando bisogna scegliere, bisogna farlo e basta. E' da vili lavarsi le mani. Ci sono due strade, entrambe accidentate, ma un adi esse può essere può corrispondente ai nostri gusti, alle nostre esigenze. Non si tratta di scegliere il "meno peggio" come dicono in molti, si tratta di essere responsabili
    @Iprovinciali, Gabriella, un'intera generazione si è sacrificata per comprare la terra (ma sacrificata per davvero) e la Riforma Agraria non fece altro che far lievitare i prezzi sempre a favore dei latifondisti (io ho tutte le fonti). La terra non era sufficiente per la sopravvivenza di una famiglia come si poteva pensare ad un'azienda agricola? (per l'autosufficienza servivano un minimo di trenta ettari per contadino) Non dimenticare che i contadini non conoscevano le leggi, e in quanto ai finanziamenti non ne hanno mai saputo nulla, perché nessuno li informava. Ecco perché c'è stata la corsa al "posto" che garantiva una sorta di minima sopravvivenza. A volte la salvezza per tirare avanti proveniva dalla pensione degli anziani. L'Irpinia è poverissima Gabriella, io la conosco bene e profondamente, non lasciatevi ingannare dalle apparenze, e soprattutto dalle case "carine" del post terremoto.
    @gauche, i miei ricordi mi creano emozioni…è questo che conta!
    @minoranzapoli, io mi ritrovo negli ideali della sinistra, ma è chiaro che le cose cambiano e bisogna adattare il tutto al Terzo Millenio e al nuovo asetto geopolitico mondiale. In fondo credo che la politica debba fare uno sforzo di umiltà e prendere a prestito dalla "giurisprudenza" il concetto di applicatio Un'idea universale e generalissima applicata ad un fatto concreto e particolare. Un'idea che si deforma e adatta ad ogni circostyanza senza perdere i propri valori ed i propri principi che per me sono: equità, e soltanto DOPO libertà.

  12. utente anonimo

    Benito, perchè queste tue dotti teorie non le spieghi a Silvio? E' lui che dice di essere l'erede della Dc e del Psi… ma non vedete che siete proprio dei deficienti?
    Crescenzo

  13. utente anonimo

    caro crescenzo(!) sei il classico sinistrato, quando non si hanno argomenti per rispondere decentemente si passa all’insulto ed alla gazzarra.

    crescenzo tu sei un’ignorante, nel senso che ignori, ignori la storia, la politica, l’italiano.

    ignori la storia dell’italia democatica ed il suo divenire come nazione fino ai giorni nostri, con i suoi cambiamenti epocali e strutturali. ignori la poloitica perchè non sai come si sono sviluppati di conseguenza i partiti politici.

    ignori la lingua italiana perchè dimostri di non conoscere il vocabolo “eredi” che non necessariamente è essere uguali.

    rispondi alla mia domanda: tu stai votando un signore che è un democristano, figlioccio del re d.c. dell’irpinia tal de mita, non ti vergogni?

    siccome sei abbastanza terra terra evitero in futuro di risponderti, sarebbe inutile.

    stammi bene e vai in processione.

    ciao ciao benito

  14. utente anonimo

    no tisbe non condivido.
    si fà la differenza, avendo una dignità, e la forza di difendere le proprie idee. il consociativismo è dannoso e serve solo ad occupare il potere a danno dei cittadni.
    uno schieramento che non accontenta nessuno ( 281 pagine di fumo) all'atto della spartizione ci sarà la resa dei conti, perchè tutti crederanno di essere i più furbi e di poter fregare l'altro. sarà una convivenza contro natura che durerà poco e creerà un danno alla nazione.
    staremo a vedere.
    ciao ciao benito
    p.s. bertinotti si sta dando un'immagine istituzionale, mira ad una carica importante? (nell'ipotesi assai remota di una vittoria della della coalizione dei democristiani di sinistra.

  15. utente anonimo

    allora tisbe dovevi cancellare subito il sig. crescenzo, che è passato per primo alle offese senza giustificazione, la mia è stata una risposta civile senza insulti perchè il termine ignorare non è offensivo ma è una constatazione di una lacuna che ho cercato di spiegare, e siccome non voglio essere trascinato nella gazzarra lo evito.
    ciao ciao benito

  16. POLINORD91

    Non me la prendo con la sinistra in quanto tale. Ma esclusivamente con la sinistra ortodossa, che pensava di cambiare il mondo ed invece l'uomo è sempre uguale e sè stesso da millenni. Predilogo il confronto sui progetti, piuttosto cui programmi, perchè il progetto è concettualmente analizzato e realizzato, mentre il programma è concettualmente da tradurre in progetti.
    saluti
    Polinord91

  17. utente anonimo

    Caro Benito, visto che io sono un ignorante con l'apostrofo, posso tranquillamente farti un piccolo ripasso di lingua italiana, sperando che l'Accademia della Crusca possa costituire un valido interlocutore, per te.
    Quindi:
    erede: quegli che succede nell'eredità di chi muore.
    Per cui: se Dc e Psi sono morti, politicamente Berlusconi ha tentato di raccoglierne l'eredità.
    Quanto poi alle offese gratuite:
    deficiente: mancante, che finisce.
    Ergo, la mia voleva essere un'accusa (al tuo ragionamento) di parzialità.
    Senza rancore.
    Crescenzo

  18. utente anonimo

    lezioncina.
    dopo mani pulite la d.c. (ma anche altri partiti), si è divisa in due tronconi principali (lasciamo i partiti locali) l'ala più sul sociale, "dossettiana" si è ricomposta nella sinistra, l'ala più liberale ha confluito a destra. in termini numerici se si sommano i partiti di centro otteniamo quella percentuale che era della vecchia d.c., difatti da molto si riparla di formare il grande centro. berlusconi ha attirato quell'elettorato certamente di centro ma che si ispirava al liberismo riformista (thatcher-blair), un elettorato che solo impropriamene si poteva ritenere di centro. nella destra milita un forte partito democristiano che spesso proprio per le sue peculiarità politiche, è stato elemento disturbante nella politica liberista di berlusconi. gli elettori di f.i. accusano silvio della poca presenza del liberismo all'inglese che aveva promesso, e della debolezza dimostrata nei confronti degli aleati di governo (specialmente udc). definire berlusconi democristiano risulta essere una fesseria. dopo le prossime elezioni già altri candidati sono pronti a rifare la vecchia d.c., mi riferisco a quei poteri forti che premono per la costruzione di un centro che possa catalizzare sia destra e sinistra d.c. , tagliare le unghie alle ali specialmente quelle di sinistra (impresentabili).
    resta una domanda chi vota prodi democristiano doc e figlioccio di re de mita? attendo risposta.
    saluti benito

  19. utente anonimo

    lezioncina 2
    gli alleati democristiani di berlusconi vedrebbero una sua sconfitta in maniera positiva, anzi molti sotto sotto la auspicano.
    la sconfitta di berlusconi porterebbe prodi a governare per sei mesi, poi si passerebbe ad una grosse koalizione, tra i partiti di centro e i resti del disciolto f.i..
    e cosi usciti dalla porta rientrerebbero dal portone, una grosse koalizione democristiana, caldeggiata dai furbetti del quartierino insieme ai poteri forti.
    saluti benito

  20. utente anonimo

    Benito, sei disarmante (e pretendi pure di dare lezioni). Che Forza Italia sia l'erede della Dc (cosa non vera: sono d'accordo) l'ha detto Berlusconi, non io. La lezione valla a fare a lui. Ed è anche vero che l'ala dossettiana (termine vago a dire il vero: Dossetti era minoranza della minoranza nella Dc) è confluita nel centrosinistra; solo che dall'altra parte è conflita buona parte degli inquisiti e condannati (Alfredo Vito, tanto per fare un esempio). Quanto po all'erede di De Mita (Prodi) vedo che tu ti accontenti di votare per il figlioccio di Craxi.
    Crescenzo

  21. utente anonimo

    primo non sono disarmato, secondo mi sembra di sognare a leggere i vostri post, provate a rilleggerli.
    allora ricapitoliamo:
    f.i. non è di ispirazione cattolica.
    le esternazioni di berlusconi non mi interessano io faccio analisi politica no spot.
    dossetti (non giussani) non era minoritario anzi ha segnato profondamente la sinistra d.c. difatti il trncone sinistro è mlto corposo.
    la faziosità non è una buona consigliera è rifiuto, parlado di democristiani, la divisione di buoni da una parte e cattivi dall'altra.
    per me i democristiani sono cattivi a prescindere, hanno sperperato in 60 anni le maggiori disponibilità finanziarie che mai abbia avuto l'italia dall'unificazione ad oggi. hanno distrutto, forse non c'è mai stata, la democrazia (fantoccio) hanno sistematicamente saccheggiato lo stato in combutta con i compagni del compromesso storico. ed infine hanno corrotto definitivamente l'anima e la mente degli italiani, riducendli in consumatori. per questi motivi sono stato contro i compromessi anche se storici ed agli inciuci odierni. alle spalle preferisco avere berlusconi che un cattosinistro.

  22. utente anonimo

    p.s. 2
    notizia di stampa: la bce ha aumentato i tassi dello 0,25, per questo dovremmo sborsare 3 miliardi di euro in più per interessi su quel colossale debito pubblico accumulato dai cattocomunisti.
    spariscono così le risorse degli italiani per colpa dei compromessi e del lassismo.
    saluti benito

  23. Tisbe

    @benito, mio caro, e il novello Messia (sedicente) come mai non è riuscito a fare il miracolo (che tra l'altro aveva promesso?) Mmm, no, mi dispiace Berlusca è quanto di peggio sia accaduto all'Italia

  24. POLINORD91

    Ancora la DC. Perchè? In essa confluirono diverse anime, ma sicuramente la parte più attiva della DC, è l'anima che sempre in conflitto rende maggiormente l'idea di grandezza di questa filosofia di vita sia in politica, sia nella quotidianità. Ora la necessità di un forte partito di centro è la conseguenza del fallimento dei governi di Centro Sinistra e di Centro Destra. Entrambi non sono in grado di dare rispote positive alle istanze di rinnovamento reclamate dalla società civile. Entrambi gli schieramenti hanno fallito facendo venire meno le reali aspettative del Popolo. Sono schieramenti senza radici profonde nel Popolo Italiano. essi ricalcano quello che di peggio è la politica italiana del trasformismo (a partire da Giolitti)e da questo trasformismo senza profonda conoscenza delle itialiane richeste di giustizia sociale e di maggiore libertà di mercato che con essa si deve coniugare hanno portato al caos istituzionale. Entrambi hanno voluto dimostrare che potevano fare a meno dell'altro schieramento ed in ciò hanno aperto un varco profondo alla crisi che attanaglia l'Italia attualmente. La necessità di ricostitruire una Etica politica nasce dal fatto che il mercato senza regole è una pura idoizia pratica e teorica. Al mercato mondiale servono regole e sostegno sociale alle classi meno abbienti. Dove sta la carità laica della sinistra? e dove sta la carica dei cristiani laici impegnati in politica? Se non si tiene conto che una parte consistente del Popolo ha e vive problemi reali e che questa massa non può essere lasciata ed abbandonata, non si capisce che in uno stato moderno nessuno può essere abbandonato al suo destino umano. Quindi un centro cattolico forte impegnato in questa carità è essenziale ai fini di un forte ridimensionamento del libero mercato senza regole per afforntare le sfide della globalizzazione. In sostanza senza una forte coeseione sociale interna le sfide della globalizzazione non possono essere affrontare, ne vinte. Lasciare la miseria dove sta, senza intervenire per rimuoverla, è un grande peccato di presunzione e che da soli alcuni (Uomini e Donne)non ce la possono fare, bisogna che lo Stato, le Aziende anche private si facciano carico di un sociale che altrimenti sfocia in rivolte e in giuste ribellioni. In buona sostanza la richezza prodotta in surplus deve in qualche modo essere ridistribuita equamente tra le persone meno abili a vivere nel tempo infinitesimale della moderna società globale e dei mass media moderni (Internet, UMTS, ecc.).
    Quindi ora più che mai una forte DC sarebbe opportuna e necessaria per ricomporre una grande alleanza con le vere forze pregressiste e liberali di sinistra. Coniugare la carità laica con la carità cristiana laicamente intesa.
    Salute
    Polinord91

  25. Tisbe

    @POLINORD91, molto sinteticamente: le persone non avrebbero bisogno di carità se ci fosse equità! Perché bisogna partire sempre dal principio di umiliare gli altri? Io voglio un mondo dei eguali, e questo non si ottiene con la carità, ma attraverso un percorso di ridistribuzione delle ricchezze che non sia ELEMOSINA

  26. POLINORD91

    La carità non è elemosina. Essa è qualcosa di sublime che porta l'uomo a vivere senza essere truccato dai bisogni materiali. Oggi si sente spesso ripetere di reciprocità, ma può esistere la reciprocità senza ritenersi uguali da una parte e dall'altra? se l'uomo va alla ricerca da sempre di carità, uguaglianza e reciprocità e non la trova, qualcosa di sbagliato sta nell'uomo. Non credi? ripartire la riccehzza è un sogno antico, ma essa non può essere ripartatia uquamente se l'uomo non acquisisce completamene il concetto di riconoscere nell'Altro un Uomo uguale e con pari diritti/doveri a me. Il mistero sta tutto qui. Non è necessario teorizzare chi sa quali politiche per capire che l'uomo non sarà mai un uomo reciproco ed uguale se Egli non abbandona completamente l'egoismo che lo guida nella vita di tutti i giorni. Anche nei rapporti Uomo/Donna, l'egoismo lo fa da padrone. C'è forse una legge che ripartisce l'amore in senso uguale fra tutti? C'è nell'amore forse una necessità economica o solo un bisogno della specie di vivere e perpetuarsi? Come vedi l'uquità in questo caso non può essere raggiunta mediante una ripartizione eguale della ricchezza prodotta. è un'utopia, la ripartizione eguale della ricchezza, sebbene posso credere al limite della raggiungibilità forse chisa fra quanti secoli. Forse nel paradiso ci potrà essere una uguale ripartizione della ricchezza. Perchè? perchè l'uomo è assimmetrico nella sua vita di tutti i giorni. Basti pensare alle differenze che esistono fra i sessi? Se esistono? Come possiamo colmare le differenze fra i sessi? é forse solo un problema delle donne o anche degli uomini? penso di entrambi, ma le differenze ci sono e restano. Allora se siamo cosi diversi già nella vita vissuta, come possiamo pretendere utopicamente di poter eliminare le disuguaglianze solo e soltanto con la ripartizione della ricchezza prodotta, perchè come è ovvio, se la ricchezze non viene prodotta non ci può essere tale ripartizone. Il problema sta tutto nella natura dell'Uomo e non nella sovrastruttura sociale, cultura e politica che l'uomo si è creata per cercare di limitare l'egoismo di entrambi i sessi.
    saluti
    polinord91

  27. Tisbe

    @POLINORD91, l'equità non ha nulla a che vedere con l'uguaglianza. Nessuno sta affermando che gli essere umani siano uguali (ognuno è unico originale ed irrepetibile) qui si dice che la diversità è una ricchezza e come tale esige equità di trattamento. La carità non è equità, L'equità si ottiene solo nel momento in cui nessun essere umano è messo nella condizione di perdere la sua dignità. Equità nella diversità…Penso di essere stata chiara!

  28. WebLogin

    Quella che racconti è un po' la storia del nostro Sud e infatti "prima emigravano i cafoni, adesso i laureati. La politica non è cambiata." 🙁

    E' sempre un vero piacere leggere i tuoi post, ma quando parli della tua vita sei davvero mitica 😉

    PS1: Sei intonata? …o devo immaginarmi qualcosa tipo Santoro in "Bella ciao"? ;-))
    PS2: "La storia è importante per capire il presente e costruire un futuro migliore" …sono d'accordo 😉

    Ciao e un caro abbraccio rosso 🙂

    Giuseppe

  29. Comicomix

    Uno dei soliti post intensi di tisbe.
    Potrei scrivere a lungo, ma sarei noioso e non aggiugerei altro allo splendido ritratto.
    Solo questo: in Umbria, i mezzadri hanno avuto la terra grazie a quelle bandiere rosse. E' storia. E gli umbri che riempivano i portierati di Roma e le miniere del Belgio sono in gran parte tornati a casa. E l'Umbria, da terra di emigranti, è diventata terra che accolglie.
    Non dico che sia il paradiso (qualche problema i laurati li hanno anche qui da noi), ma se la mia terra è così ho il sospetto ( 😉 ) che dipenda anche da quelle bandiere rosse.

    Un sorriso dolce dolce.
    Mister X di Comicomix

  30. utente anonimo

    Bellissimo racconto. Sarebbe un affresco suggestivo e quasi folkoristico, distante nel tempo, se non fosse inciso sulla tua pelle e nella tua memoria così dolorosamente.
    In ogni caso spiega da dove vieni, il percorso delle tue scelte, la ragione di alcune tue idee.
    Bello, i miei complimenti.
    Sono solidale con il tuo post, oltretutto.
    Evidenzia alcuni dei peccati, nemmeno veniali, della Dc storica italiana.

    Alieno

  31. utente anonimo

    Certo che mi fa una gran pena leggere di gente che, pur avendo un cervello e irpino tra l'altro, da dove vengo anch'io, crede ancora alle favole che i comunisti ci hanno propinato per tanti anni e fomentato l'odio contro i democristiani che bene o male hanno sollevato l'Italia mentre loro che fanno? ma li vedete gli attuali governanti, a me fanno vomitare e non esagero affatto!

  32. AlexKC

    Io sono abruzzese e pochi altri posti possono essere definiti "fuedo bianco" come l'Abruzzo… la cosa triste è che la differenza destra/sinistra qui a volte è risibile… basta vedere cos'è successo nella mia città, Montesilvano, dove la giunta di centro sinistra si è sgretolata a causa dei simpaticoni della Margherita che hanno rubato l'impossibile… un saluto da un triste uomo di sinistra 🙁

  33. Tisbe

    anonimo #39, certo chi ha avuto il vantaggio di uno stipendio senza lavorare ma per grazia ricevuta dalla Dc (per i pacchetti voto di scambio) non può certo capire me e i disgraziati come me 😉

  34. Tisbe

    @AlexKC, ti capisco, ad Avellino non esiste la VERA sinistra
    @Alieno, e chiamali veniali!
    @Mister X, beh, fortunata l'Umbria 🙂
    @Giuseppe, sono stonatissima 😉

  35. AlexKC

    Qui la sinistra vera forse c'è solo che il movimento tante volte mi sembra fatto solo da tanti bellissimi figli di papà che sono rivoluzionari solo a parole… sì, perché tanto la benzina al BMW la mette papà!

  36. utente anonimo

    i tuoi post sono cosi noiosi che non riesco mai a finirli..poi noto che ti compiaci di infilare sempre qualche citazione pseudofilosofica che col contesto discussione non c'entra mai niente però se non altro ha il merito di farti sentire intelligente..
    forse hai studiato filosofia? sai ho un certo intuito per capire queste cose..
    però qualcosa di interessante c'è in questo forum: qualche critica è costruttiva, qualcuna obsoleta , e poi ci sono tanti bei lecchini sinistrorsi che quando leggono nomi come "Hegel e Schelling" impazziscono di gioia e ti infarciscono di complimenti …quelli sono divertenti

  37. Tisbe

    #44, se sono così noiosi, non li leggere 😉
    @AlexKC, è l'eterna lotta contro l'autorità paterna. Noi abbiamo il Carnevale per esorcizzarla. Ci sono fiori di antropologi che studiano la Zeza avellinese… così, niente lotta contro il potere costituito…

  38. utente anonimo

    Veramente ho detto "nemmeno veniali", proprio per dire che erano gravi… che hai stasera?
    🙂
    Alieno

  39. utente anonimo

    PERCHE’ CE L’HO CON I COMUNISTI.

    I motivi sono probabilmente centinaia e credo tutti dannatamente seri. Non volendo scriverci un libro ne dico uno tra i tanti, per dare l’idea.

    L’antisemitismo orrendo e poco conosciuto del comunismo sovietico, appoggiato da proletari e intellettuali nostrani, consapevoli dei torti o disinteressati a conoscerli. Lo stesso attuale P.d.R. Napolitano è stato un accanito fan del sistema comunista sovietico, come tutto quel Pci a cui è stato fedelmente iscritto (e seguendone le mutazioni partitiche poi) e che dall’Urss prendeva ispirazione, modello ideologico e anche tanto denaro a finanziare l’attività e la propaganda comunista in Italia.

    L’ignoranza e la mediocrità arrogante che si disinteressa all’approfondimento (per non parlare dell’omertà politico-solidale) per non complicarsi vita, idee e coerenza, fa sì che pochi conoscano il famigerato capito storico del “biennio nero”, che va dal significativo Patto Hitler-Stalin dell’Agosto 1939 fino all’Operazione Barbarossa del 1941, con la quale i nazisti invasero l’Urss.

    Il patto di Stalin con Hitler serviva ad entrambi: ad Hitler serviva alleggerire il fronte orientale per concentrare il massimo sforzo su gli altri fronti, a Stalin faceva comodo cominciare quel processo di conquista e di espansionismo brutale che proseguirà anche a guerra mondiale terminata. Insomma, ognuno aveva pezzi d’Europa da prendersi.

    Nel periodo del Patto Stalin-Hitelr, in Urss era completamente cessata la campagna propagandistica antinazista: l’antinazismo era stato censurato e fatto opportunamente sparire in nome di una sorta di pacifismo (fintopacifismo che ricorda molto da vicino l’etica e la moralità incoerente dei finti pacifisti nostrani d’oggi). Molotov dichiarò al Soviet Supremo, proprio nel ’39, allo scopo di appoggiare questa oppurtunistica esigenza e giustificarla all’opinione pubblica: “Si può avere stima o provare odio per il nazismo ma ogni persona dotata di senno deve capire che non si può eliminare un’ideologia con la guerra”.

    Tale dichiarazione è notevole alla luce di due considerazioni: è il principio con il quale anche oggi i sinistri sentono di poter essere protetivi e simpatizzanti con Hamas per esempio, o Hezbollah anche. Ipocrisia strumentalmente opportunistica politicamente, oggi come allora.

    Ma anche alla luce delle azioni successive dell’Unione Sovietica che continuò e continua tutt’oggi a cercar di eliminare ideologie avverse con la forza e le armi.

    Molotov aggiunse poi, rivolto alla Gran Bretagna che, ovviamente, vedeva un danno ed un comportamento immorale e ipocrita in questo patto sovietico con il nazismo: “Intraprendere una guerra per distruggere l’hitlerismo con il pretesto della lotta per la democrazia è dunque una cosa insensata e persino delittuosa”.

    Capito? E’ proprio il meccanismo mentale dei compagni di oggi, se pur con altri nomi e magari preferiscono chiamarsi “amici”.

    Naturalmente l’ipocrisia saltò subito fuori quando Hitler invase l’Urss e allora non ci furono Molotov a spiegare al popolo che l’hitlerismo e le sue idee non andavano combattute con armi e guerra, divertente no?

    Ma pretendere coerenza e moralità nei comunisti è come pretendere che l’orso resti indifferente ad un bel barattolo di miele lì davanti alle sue zampe: è solo questione di tempo, spesso bastan secondi e il comunista si tradisce e rivela tutto il suo animo etico.

    L’antisemitismo nella dirigenza sovietica aveva una sua rappresentazione, all’inizio. Non sono stati pochi gli ebrei affascinati dalla “nuova” idea.

    Questo più o meno finchè c’era il sogno della rivoluzione mondiale. Poi i comunisti si resero conto che l’idea non piaceva nè a tutti con le buone nè con le cattive. Sicchè l’Urss si rassegnò all’idea di un socialismo in uno Paese solo. E’ qui che al posto di Lenin subentra Stalin.

    Gli ebrei ebbero subito modo di sperimentar di che pasta erano i comunisti, anche i proletari con cui andavano a braccetto fino a poco tempo prima.

    Perchè loro continuavano ad aver quel sogno di grande nazione socialista che superava le barriere nazionaliste, Stalin invece incontrò il consenso della massa proprio puntando sulla riappropriazione nazionale (non internazionale) del partito e dello Stato (nazione tra nazioni quindi).

    Gli ebrei vennero ritenuti portatori di idee sovversive, antinazionali, antipatriottiche, di idee cosmopolite, similsioniste e nazionalborghesi.

    Tanto era forte quel patto scellerato Stalin-Hitler che dal nazismo Stalin mutuò di tutto, portando nel sociale e nel sistema dalla scemenza a concetti più ampi.

    Ciò era possibile sia per il famoso patto, sia per la complicità di due regimi rispetto a realtà politiche europee affatto di regime, considerate quindi nemiche ed inferiori da entrambi, Hitler e Stalin.

    Il famoso “passo dell’oca” dell’armata rossa nasce proprio qui, in questo periodo di accordo Nazismo-Comunismo e Stalin lo adotto copiando proprio le manifestazioni marziali del nazismo.

    Lo stesso antisemitismo in varie forme dell’Urss, a volte già presente all’est, nasce qui, nel mutuo patto con il nazismo.

    Addirittura in questo periodo, improvvisamente nei vertici sovietici si divenne ammiratori della musica di Wagner, che era il massimo per la musica, per i nazisti.

    Nel 1940 si arriva a portare wagner al Bolscioij, in onore di una delegazione nazista in visita a Mosca. Il direttore dovette quindi allontanare, su suggerimento delle autorità sovietiche, lo scenografo che aveva inizialmente scelto: EBREO. Ce la mettevano tutta per compiacere gli ammirati nazisti.

    Poi però la storia cambia e con l’invasione nazista, si crea il “comitato antifascista ebraico”, che spontaneità vero? E questo comitato (uno per tutti Vasilij Grossman), tra le altre cose ricostruisce le atrocità commesse dai nazisti sul suolo patrio sovietico, ovvero il Libro Nero sul genocidio di ebrei in Urss ad opera del nazismo.

    Andò così, anche se molti simpatizzano con i negazionisti e vedono nelle sofferenze patitite dal popolo ebraico un fastidio: i nazisti ne fecero fuori solo lì in Russia più o meno 3 milioni.

    Un orrore di questi è la fossa precipizio di Babij Jar, in Ucraina, nei pressi di Kiev. Lì il nazismo aveva ormai chiari ordini di eliminare alla svelta più ebrei possibile e per questo c’era un’unità specifica al eguito dei soldati della wehrmacht che combattevano con i sovietici, ovvero l’unità mobile degli Einsatzgruppen, entrate lì nel ’41 con consegna “l’immediata eliminazione fisica degli ebrei”.

    E così fu.

    Prima vennero raccolti tutti (migliaia) vicino al cimitero ebraico di Kiebv e quindi disposti in file serrate di cento alla volta verso il precipizio, dove c’era anche uno dei famosi uffici all’aperto, con scrivanie per registrarli via via che venivano eliminati.

    Un testimone racconta: “credo che ognuno impegasse meno di un minuto, dal momento in cui si toglieva il cappotto fino a che era totalmente nudo. E non si faceva distinzione tra uomini, donne, vecchi o bambini.”

    E poi finivan giù, migliaia, adulti, uomini, donne, bambini, assistendo i vivi dietro alla loro prossima fine.

    Nel 42 Himmler però, ordino di far sparire le tracce di questo genocidio.

    Sicchè centinaia di fosse comuni furono riaperte usando come manovalanza ebrei e prigionieri di guerra.

    E lì, a Babij Jar venne alla luce l’orrore, cadaveri di uomini, donne e bambini saldati nella decomposizione tra loro. Un’immagine orrenda, inguardabile, indimenticabile.

    Furono molti i detenuti addetti a perdere la ragione per sempre a quella vista.

    Oggi sappiamo quella storia, nonostante l’omertà nazista e comunista (con la complicità di comunisti nostrani sempre compiacenti) perchè quei detenuti sapevano che poi, per far sparire traccia, loro testimoni di quell’orrore avrebbero dovuto esser eliminati di sicuro. E tentarono il tutto per tutto: la fuga.

    280 morirono nel tentativo, ma 12 riuscirono a scavalcare i recinti. Ed oggi è anche grazie a loro che sappiamo. Non certo per la cultura resistenzial comunista nostra a far luce su questa storia ovvio.

    Tornando al “comitato antifascista ebraico” col compito di raccontare con “Libro Nero” gli orrori nazisti in Urss succede questo.

    Il volume verrà censurato, fatto sparire.

    Perchè? Perchè il tema della persecuzione antisemita è scomodissimo alla causa comunista.

    Perchè loro furono alleati compiacenti antisemiti per il periodo del patto. Perchè a lor serviva riaffermare che la vittima del nazismo era il comunista sovietico proletario e non volevano certo che l’ebreo, ben più vittima e perseguitato, gli rubasse la parte nella propaganda o nelle coscienze collettive (cervelli all’ammasso megafonodipendenti come ce ne sono tutt’oggi).

    Le autorità sovietiche quindi cancellano tutta la persecuzione antismita e l’eccidio di Babij Jar rientra nel criminale progetto di alterazione della verità, che caratterizza da sempre ogni regime e ogni affascinato dal comunismo (diventando minoranza o specie in estinzione dove la verità ruba spazio alla menzogna regolarmente).

    Così, nel rapporto ufficiale sull’eccidio di Babij Jar, la parola “ebrei” che compariva nell’originale dossier viene sostituita da un più utile “pacifici cittadini sovietici”.

    E nel contempo, riparte l’antisemitismo e gli ebrei Urss e nei Paesei “socialisti” (leggi satelliti dipendenti con la forza) vengono di nuovo mandati a morte o nei gulag come sovversivi.

    Solo quando comincierà il lento processo di destalinizzazione (che confonderà parecchio i nostri compagni ignoranti e beceri) nel 1961, con il XXII Contresso del Pcus, il tema della Shoah russa verrà di nuovo fuori. Evtusenko recita in publico la poesia “Babij Jar”, poi pure musicata, sull’eccidio degli…

  40. utente anonimo

    (segue)… il tema della Shoah russa verrà di nuovo fuori. Evtusenko recita in publico la poesia "Babij Jar", poi pure musicata, sull'eccidio degli ebrei.
    Ma dura poco. Sono pur sempre comunisti dentro.
    Solo l'anno successivo, il 1962 lo stesso evtusenko è costretto a cambiare il testo, per cancellare il riferimento alle vittime ebraiche.
    E la fossa viene opportunamente ricoperta di tonnellate di terra. Deve sparire dalla memoria collettiva, è scomoda, ancora pericolosa.
    Finalmente nel 2001 i comunisti permettono di mettere una croce nei pressi dell'area di Babij Jar.
    I comunisti sono cambiati quindi?
    Macchè, l'unico vero modo per cambiare e ribellarsi in un moto di vergogna e disgusto in toto al comunismo oppure non c'è verso, si resta comunque un po' comunisti. Che non è diverso da un nazista che poi cambia e diventa solo un po' nazista. Uno schifo.
    La dimostrazione è che quella croce posta nel 2001 porta una targa di riconoscimento, a memoria.
    Sapete quale?
    "Ai patrioti ucraini".
    La verità è veleno per un comunista, si capisce anche perchè.
    Eppure questo è solo uno delle immonde schifezze del comunismo nel mondo, anche qui in Italia e si deve ancora sentire nostalgici con il pugno teso, vessilli e simboli e fraseologie reazionarie patetiche e nauseanti che orgogliosamente non mollano, al pari del boia chi molla degli inguaribili nazifascisti.
    Così è anche per questo oltre altri 999 motivi che quando sento bandiera rossa mi si accappona la pelle e mi assale la nausea, la rabbia, il disgusto per quelli che sarebbero capace di far vanto di esser chiamati coglioni, purchè si resti comunisti.
    La nausea ed il disgusto di quella fossa con i cadaveri fusi, umiliati, cancellati dai comunisti, lì e quaggiù, dai "compagni" nostri.

    Alieno

  41. utente anonimo

    Molti, seppur giovani, avranno sentito parlare, a proposito della resistenza comunista italiana, a scuola o altrove, della gloriosa Brigata Garibaldi. Tutt'ora permane un' aura di intoccabilità retorica e demagogica su questa parte del comunismo la cui violenza, però, costrinse lo stesso Pci, più tardi, a guerra finita, a prendere le distanze (erano ingovernabili). Pur essendone stato il partito direttivo, il riferimento politico.

    Pochi, purtroppo, possono conoscere orrori e scheletri negli armadi del comunismo italiano, le cui pagine non saranno mai scritte per eliminazione fisica anche dei testimoni. Una storia, triste pagina di disumanità rossa è questa:

    Questa storia, tratta da "Il Triangolo della Morte" Ed. Mursia, di Giorgio e Paolo Pisanò, ripercorre una delle tante eroiche imprese della Brigata Partigiana per eccellenza: "La Brigata Garibaldi" ovvero il nucleo partigiano che ha combattuto con tenacia e sprezzo del pericolo per la libertà e la democrazia.

    Ines Gozzi, una bella ventiquattrenne di Castelnuovo Rangone (MO), è una studentessa universitaria, laureanda in lettere. Conoscendo la lingua tedesca è diventata l'nterprete del locale Comando Germanico. Ciò ha significato la salvezza del paese quando i partigiani hanno ucciso due soldati tedeschi nella zona e questi volevano distruggere l'abitato. E' stata proprio Ines Gozzi a interporsi e a battersi perchè la rappresaglia fosse evitata. Così, da quel giorno, tutti gli abitanti di Castelnuovo Rangone lo sanno e gliene sono grati. Ma tutti sanno anche che la ragazza è fidanzata con un ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana e questa è una colpa imperdonabile agli occhi dei "partigiani assassini -salvatori della patria- ed eroi coraggiosi pluridecorati"! La notte del 21 gennaio 1945 una squadra di partigiani della brigata "Garibaldi" fa irruzione in casa Gozzi prelevando Ines e suo padre.

    I due vengono portati in un casolare in aperta campagna e qui, davanti al genitore legato, la ragazza subisce le più atroci sevizie e le violenze più indicibili da tutti i "coraggiosi" componenti dell'"onorata" Brigata Garibaldi. I partigiani garibaldini ubriachi la posseggono a turno, la picchiano, gli sputano addosso, le tagliano le unghie fino alla carne, gli spengono dei mozziconi di sigaretta negli occhi, poi le urinano addosso. Tutto questo orrore davanti al padre legato, costretto ad assistere al martirio di quell'unica figlia nell'impotenza e nella consapevolezza che non ne sarebbero usciti vivi. Dopo essersi accaniti contro la povera Ines, i partigiani infieriscono su quel padre che oramai non si rendeva più conto di cosa stesse accadendo tanto era il dolore che gli avevano provocato quei porci stramaledetti!

    All'alba del 22 gennaio 1945, dopo la lunga notte di baldoria, i "coraggiosi partigiani garibaldini" finiscono padre e figlia con numerosi colpi di pistola alla testa. Verranno ritrovati e riesumati alcuni giorni dopo. Il corpo della ragazza è tanto straziato, tanto sfigurato da dover essere nascosto agli occhi della madre. Sui muri di Castelnuovo Rangone qualcuno scrive: "Bestie, avete ucciso la nostra salvatrice".

    Nessuno sarà incriminato per questo orrendo duplice delitto nè tantomeno la famigerata ed onorata "Brigata Partigiana Garibaldi" che con sprezzo del pericolo ha liberato l'italia dal nazifascismo!

    Il fatto sarà classificato ed archiviato come "coraggiosa azione di guerra".

    Quando la verità sarà raccontata sui libri di scuola?
    Quando sarà celebrata nelle fiction tv?

    Alieno

  42. utente anonimo

    Ohi! Mi hai beccato subito! Hai gli occhi anche dietro le spalle. O le antenne tra i capelli. O tentacoli sensitivi sulle spalle. Guardando la tua foto al mare non mi ero accorto di tali mezzi e pensavo di farla franca ehehe.

    😉

    Alieno

  43. utente anonimo

    E' un episodio singolo che non può aver la forza di seppellire tutti gli altri. Ma la tua sudditanza dagli affetti ideologici e l'umana resistenza al cambiamento (in fondo la tua affermazione è un'espressione reazionaria esplicita e tipica di chi proviene da pensieri fortemente ideologizzati) mi fa capire che a te quella sentenza basta e basterà per non smuovere la coscienza.
    Perchè è tutto quello che volevi sentire. Nient'altro.
    Sugli orrori e le vittime straziate innocentemente dalla resistenza rossa continuerai a tapparti le orecchie magari urlando: lalalalaaaaà… non ti sento, non sento niente… lalalallaaaà…bandiera rossaaaaa… non sento, non vedo niente…lalalalà…

    La resistenza rossa non si tocca (nessun nemico a sinistra) è il motivo per cui ancora oggi la verità fatica a farsi strada e l'omertà culturale impera indisturbata.

    Alieno

  44. Tisbe

    Alieno, alieno come te lo devo dire che la conta dei morti è inutile… lo schifo c'è stato da tutte le parti. Non c'è una sola fondazione o ideologia politica, o esercito nazionale che non abbia le mani lorde del sangue dei civili: anche i tuoi amici americani
    O vorresti dirmi che i marines che uccidono i bambini iracheni non sono terroristi!
    Sii onesto
    Una sola volta nella tua vita sii onesto
    ed evita di flaggellare la solita parte politica perché saresti FAZIOSO

  45. utente anonimo

    Tisbe, Tisbe… ;-))
    Beh, comincia tu a dare l'esempio.
    Visto che ammetti che lo schifo è da tutte le parti.
    E non esiti da identificar lo schifo negli odiati Usa.
    Abbi il coraggio di ammettere quindi anche lo schifo della resistenza comunista in Italia.
    Allora comincerò a sentirti più credibile nelle parole.
    Siamo onesti entrambi.
    Io via via ho avuto modo di criticare gli Usa nei miei post.
    Mai letto qualcosa di simile tuo per la resistenza rossa nostrana.
    Quantomeno sospetto di poca onestà.
    Ti ricordo che ultimamente c'è stata una (giusta) sentenza a 110 anni di ergastolo per un militare Usa che si è reso artefice di una strage di una famiglia civile.
    Ogni tanto si può vedere barlumi di giustizia lì.
    Cosa che ancora non accade per questa dannata retorica ideologica rossa.
    Fastidiosissimo credimi, parlar di onestà in questi casi.
    Tutto da dimostrare che i marines abbiano l'incarico premeditato di uccider bambini e civili.
    Reclamate e autodichiarate le rivendicazioni dei morti civili fatte dal terrorismo.
    Qualcosa mi sfugge nel tuo ragionamento?

    Alieno

    Alieno

  46. utente anonimo

    Anche io ce l'ho con i democristiani.

    Ce l'ho dal 1945.

    Ce l'ho dai tempi del CLN.

    Ce l'ho da quando si abbracciavano con il comunista Terracini.

    In breve: ce l'ho con i partigiani.

    Ce l'ho con i cattocomunisti che hanno consegnato l'Italia al capitalismo yankee e al comunismo suo alleato.

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