Tocqueville e la falsa libertà

C’era una volta la Polis. Era una città di liberi, ma i suoi abitanti, riconosciuti come i padri fondatori della civiltà occidentale, sapevano bene su quale presupposto si fondasse la loro libertà, e lo accettavano perché, probabilmente, non avevano altra scelta. Questo presupposto, la cui assenza sarebbe stata una catastrofe per l’economia della polis, era lo SCHIAVISMO. La libertà di un cittadino era resa possibile dall’esistenza di una moltitudine di schiavi al suo servizio. In questo modo era possibile il tempo libero; era possibile dedicarsi agli studi superiori e alla politica. Dal sacrificio di molti, pochi traevano benefici per essere UGUALI & LIBERI. Questo modo di concepire il mondo (la polis) è stato ereditato dagli stati nazionalisti europei. L’avvento dell’illuminismo (come corrente culturale ha dei limiti ben conosciuti dai critici) ha messo in crisi questo presupposto con la richiesta, unanimemente sentita, di un riconoscimenti dei diritti UMANI.  Dopo un periodo relativamente lungo, durante il quale le coscienze degli illuminati hanno finito per contagiare buona parte della società, lo schiavismo è stato messo (apparentemente) al bando. Al processo di egualitarismo, se ne aggiungeva un altro: la globalizzazione. In questo modo è stato ripristinato il presupposto necessario per creare una società di liberi, cioè lo schiavismo, con la saggezza di tenerlo lontano dagli occhi. Mi spiego meglio. La nostra sensibilità di occidentali “buonisti” ci vieta di “sfruttare” altri essere umani. Per ovviare a questo inconveniente, i nuovi schiavi si trovano in luoghi inaccessibili (leggi terzo e quarto mondo – periferie e sobborghi degradati delle grosse metropoli), non si VEDONO ma ci SONO. Questo scenario è reso possibile dal fatto che il sistema cognitivo umano non riesce a infrangere la barriera delle distanze, infatti, solo pochi si rendono veramente conto di ciò che accade. Ecco su cosa si fonda la città dei liberi. Questo è il banchetto cruento di cui si deve nutrire per garantire a pochi privilegiati una parvenza di libertà. Tocqueville è l’esaltazione di questa forma di INGIUSTIZIA RADICALE, che vive e vegeta nel web. La loro presunzione li porta a ritenersi liberi, ma in realtà sono succubi e schiavi della propria idea del mondo. Un’idea malsana che prende energia dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, e dalla garanzia di impunità per coloro che lucrano sulla miseria del pianeta. (Ogni tanto ritornano – questo è un mio vecchio post, che può interessare ad alcuni miei nuovi lettori )

24 commenti su “Tocqueville e la falsa libertà

  1. utente anonimo

    secondo me hai ragione e se il combinato disposto tra quello che tu scrivi e il mio post di oggi entra in contato…sono e saranno cazzi!!
    a presto
    clark

  2. bhikkhu

    Puoi sempre consigliare ai bloggers di Tocqueville di leggersi "Confessioni di un sicario dell'economia", di John Perkins… magari si fideranno delle parole di un sincero patriota americano con la fissa dei Padri Fondatori e della Dichiarazione d'Indipendenza. E se non ci arrivano neanche così, beh… lascia perdere!

  3. Tisbe

    @clark, quello che ho scritto nasce dalla mia cultura storica che non è appannaggio di tutti … soprattutto delle destre liberali che si limitano a studiare ECONOMIA (chiedo scusa per la modestia, ma a volte è necessaria)
    @gauche, io il bianco Fiano di Avellino della cantina Colli di Lapio – non ha rivali
    @Italo, Grazie 🙂
    @fabio, che bello questo brindisi virtuale … ha varcato persino i confini nazionali … infatti i kilombisti sono internazionali
    @bhikkhu, mio caro, mi permetti di dubitare…non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire …

  4. utente anonimo

    bellissima la musica di sottofondo 🙂

    @al post:
    ho visto dove abitano i tunisini che lavorano a Palermo. ho mangiato con loro. ho sentito le loro richieste. ho cercato di capire cosa volevano.
    sono arrivato alla conclusione che prima gli schiavi venivano prelevati con le galere. oggi li umiliamo cosi tanto da fargliela fare a nuoto a spese loro.
    dormono in 2metri quadri. i fortunati da soli, altri anche in 6 in un cubo di 3metri di spigolo.
    Questa vergogna deve finire. ci danno tanto e chiedono una ciottola di riso.
    Se il tanto decantato messia dovvesse venire , sarebbe un immigrato in Italia alla faccia dei cattolico-fascisti del nostro tempo malato di superbia.

  5. utente anonimo

    Mah, io credo che il tuo giudizio su tocqueville sia superficiale…Se da una parte ci sono delle grosse incoerenza in quell'aggregatore (presenza "censurante" alla fonte, personaggi ai limiti dell'omofobia) dall'altra si fa portavoce di ideologie liberali che (a differenza di quanto dici) non sono omicide e non si fondano sullo schiavismo bensì sulla libertà. Poi anche nel mondo liberale esistono incoerenze (una su tutte la guerra per la democrazia).
    Invece che ad un egualitarismo impossibile prima che utopico, secondo me la sinistra di oggi dovrebbe imparare a guardare alle libertà individuali.

    Luca

  6. Tisbe

    @Luca, permettimi di dissentire. Non è possibile parlare di libertà senza la premessa dell'equità. Un essere umano che muore di fame se la mette a quel posto la libertà. Scusa la crudezza ma è necessaria. Sai cosa penso quando mi capita di parlare con la gente sedicente liberale? Penso che non avete mai visto la fame e la miseria. Penso che non vi è mai mancato un tetto; penso che non vi è mai mancato il necessario. Solo questo genere di ignoranza può fare di una persona un liberale!

  7. Tisbe

    In quanto a Tocqueville (ed io sono sicura che si rivolta nella tomba per quest'uso improprio del suo nome) mi è bastato fare una capatina in alcuni blog aggregati (non il tuo) per rendermi conto che tollerano l'esaltazione della violenza, l'istigazione al colonialismo e allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Posso farti una bella lista…

  8. utente anonimo

    mi dispiace che tu mi dia dell'ignorante. A parte questo mi sembra che la fai un po' facile:
    1. secondo me è il contrario, senza libertà (e senza leggi che la limitano quando va a minare quella altrui) non ci può essere equità. Solo se sono liberi gli uomini hanno accesso ai mezzi per construirsi una vita (mezzi che non cadono dal cielo).
    2. Quando parli di fame e miseria credo che ti riferisci alle popolazioni del terzo mondo. Dal tuo ragionamento inferisco inoltre che la causa di fame e sete sono gli occidentali. Continuo ad inferire che si tratti di industrie che sfruttano gente e territorio. E' da tenere presente che in questi pasi la manchevolezza è a livello politico: e chi detiene (nella maggior parte dei casi) il potere politico in questi paesi se non regimi antidemocratici? Non credi che sia questo il primo problema? Ora, si può anche pensare che ci sia collusione tra certe industrie e dittatori corrotti, ma non ti sembra un po' troppo partire da tali presupposti e arrivare a dire "i liberali sono schiavisti ed ignoranti"?
    I veri progressisti (che al momento identifico solo nei socialisti liberali) sono quelli che si battono contro ogni dittatura, non c'è cazzi…

  9. Tisbe

    E adesso passiamo ad Einaudi. Cosa dice questo pensatore? Afferma, tra l'altro, che La libertà economica è la condizione necessaria per la libertà politica. E in questa affermazione il liberalismo di Einaudi si manifesta come utopia. Innanzitutto è veramenta possibile la libertà? E come si pone la libertà del singolo individuo nei confronti dell'alterità? Chi ne disciplina i limiti, e in base a quali criteri possono essere stilati tali limiti? Personalmente preferisco la lettura della libertà data da pensatori quali Fromm con "Fuga dalla Libertà", Freud con "Il disagio della civiltà" e Dostoewskji con "La leggenda del Grande inquisitore". La libertà non è un tema facile da trattare, la sua attuazione è utopica, nessuno è veramente libero. Quando veniamo al mondo siamo gettati in un sistema già dato che ci condiziona inficiando la stessa possibilità di esercitare una qualsivoglia forma di libertà. Se il comunismo ha dimostrato i suoi grossi limiti nell'applicatio, ancora peggio è per il liberalismo, perché non è possibile alcuna libertà se prima non vengano risolte le ingiustizie radicali che tormentano l'umanità. L'unica strada percorribile è la ricerca dell'equità. Solo quando ogni essere umano esistente al mondo sarà affrancato dalla miseria e dalla schiavitù, si potrà parlare di tentativo di creare un nuovo uomo, un uomo libero. Ma fino ad allora, fino a quando non sarà soddisfatto questo presupposto, parlare di libertà è pura bestemmia.

  10. Tisbe

    Non ti ho dato dell'ignorante. Ho semplicemente fatto notare che tu non hai mai sofferto la fame, e sei un liberale perché non l'hai mai sofferta. No, mio caro, non parlo solo di terzo e quarto mondo, ci sono realtà drammatiche dietro l'angolo di casa nostra. Solo che siamo troppo abituati a coltivare il nostro orticello liberale per potercene accorgere.

  11. utente anonimo

    I paletti della libertà sono le leggi che regolano i diritti universali dell'uomo! http://www.interlex.it/testi/dichuniv.htm Questo secondo me è l'unico egualitarismo sostenibile, da cui poi deve derivare una legislazione ulteriore che sia garante della libertà.

    Per me equità e questo, pari diritti e pari doveri. Ma per te?

    Luca

  12. Tisbe

    @Luca, secondo te, attualmente, le leggi che regolano i diritti inalienabili dell'uomo sono attuate? Sono attuabili?
    Io insisto. La Libertà presuppone la scelta. Può considerarsi libero un uomo che al massimo ha 2 opzioni: morire di fame o morire di fame? Quale libertà ha? La libertà di diventare sfruttato. La libertà di diventare terrorista. La libertà di finire in carcere. La libertà di essere il male. La libertà di essere il nemico. (e fare contento Bush che durante la sua vita non ha fatto altro che ricercare il male negli uomini e ricercare nuovi popoli a cui affibbiare l'etichetta di nemico)
    Insisto. Se non si ridistribuisce la ricchezza del mondo espropriandola alle multinazionali e permettendo a tutti gli esseri umani di vivere con dignità, questo pianeta non conoscerà mai il senso della libertà!

  13. utente anonimo

    Ecco la tua idea di eguaglianza: rubare ai ricchi per dare ai poveri. Come se la ricchezza si fondasse sempre sulla pelle altrui. Che egualitarismo è questo?
    I diritti umani non sono attuati ma sono attuabili, devono essere considerati come target. Ma per raggiungere questo obiettivo bisogna lottare a livello politico e con mezzi non violenti per sradicare i totalitarismi dal mondo. Ma bisogna aver ben chiari diritti e doveri.

  14. Tisbe

    I ricchi sono per definizione LADRI . Nessuna persona onesta si è mai arricchita. La ricchezza è una vergogna…l'avidità è la sua molla, ed è la fonte di ogni ingiustizia sociale. La ricchezza è un insulto alla fame nel mondo…

  15. utente anonimo

    La tua affermazione non ha bisogno di commenti. Spero che chi la leggerà saprà giudicare da solo a che livello di schizofrenia è arrivata la sinistra estrema. Niente rancore, è che non mi piacciono gli insulti perché impediscono la discussione ed il confronto.
    Un saluto e buon blogging.
    Luca De Vito.

  16. Tisbe

    Quali insulti? Dare del ladro ai ricchi non è un insulto, è la sacrosanta verità. Una volta era facile individuare gli sfruttatori degli altri esseri umani data l'elementarità della struttura sociale, oggi è molto più complesso. Gli sfruttatori si annidano dappertutto e si fanno passare per Messia, salvatori della patria, esportatori della democrazia, fautori della libertà. Caro Luca invece di parlare della mia schizofrenia perché non dimostri con abile dialettica o con fatti supportati da fonti certe che io sbaglio. Dimostrami che sbaglio!

  17. utente anonimo

    Sei te che devi dimostrare. Tu hai fatto un'affermazione non supportata da alcun ragionamento: i ricchi sono ladri. Perché? Nel tuo commento 17 hai detto cose che sono (per usare un eufemismo) discutibilissime.
    1. "I ricchi" Cosa intendi per ricchi?
    2."I ricchi sono per definizione ladri": conosco innumerevoli ricchi onestissimi (e già questo smonterebbe TUTTO il tuo ragionamento).
    3. "Persona onesta" Cosa intendi per onesto?
    4. "Nessuna persona onesta si è mai arricchita" vd punto2
    5. "L'avidità è la molla della ricchezza" avidità sì, ma il lavoro dove lo mettiamo?
    6. "L'avidità è la fonte di ogni ingiustizia sociale" solo questa frase necessiterebbe un'altra dimostrazione da parte tua (dati, fonti etc.) ma sai bene che non siamo in matematica e il tuo risultato sarà sempre contestabile. Bisogna imparare ad avere meno certezze.
    7. "La ricchezza è un insulto alla fame nel mondo": senza pensare che molti ricchi aiutano popoli affamati.

    Forse il tuo odio si scaglia contro i soldi. Ma allora qui tutto finisce perché si va a parlare della natura dell'uomo: prevaricatore o inquinato dalla società? Così si scivola nel filosofico…e qui non credo ci sia qualcuno che se la sente ancora di affermare che l'uomo nasce buono…

  18. FulviaLeopardi

    Aggrego su Tocque-ville, e discordo da questo tuo post. Non perché io sia di destra, e non perché TV sia un aggregatore "perfetto". Scrissi un post tempo fa sulla città dei liberi: hanno le loro idee, e allora? Su Kilombo accettereste un post in difesa di Alessandra Mussolini e le sue dichiarazioni sui froci? Non credo (magari mi sbaglio). Ma loro hanno accettato molti miei post "comunisti" (critica a destra): magari non li hanno messi in home page, però c'erano. Voglio dire, il mondo è bello perché è vario, e se c’è gente (non io) che crede che GW Bush parla con Dio tutte le sere, e che Dio gli dice di salvare il mondo dall’Asse del Male, o che Silvio Berlusconi sia un angelo biondo bello e di gentile aspetto sceso in terra per portare pace e prosperità rispetto ai comunisti di “terrore miseria e morte”, se loro rispettano la mia opinione perché non rispettare la loro?
    [http://absinthlacasinista.splinder.com/post/6487375]

  19. Tisbe

    @FulviaLeopardi, il post non è riferito solo a TocqueVille ma è il mio personale j'accuse al sistema liberale. Per quanto concerne Tv io contesto il loro abuso del termine libertà. Se hanno espulso, se hanno epurato (com'è vero), se censurano i post scomodi, non possono definirsi liberi. Diverso è il caso di Kilombo che senza alcuna ipocrisia si presenta come "aggregatore di sinistra" e si colloca nel panorama politico in maniera chiara ed esplicita. Tv si autodefinisce città dei liberi, e poi esclude dei potenziali cittadini, allora si chiamasse città di destra che strizza l'occhio alla sinsitra moderata con tendenze liberali. A Tv contesto l'uso e l'abuso ARBITRARIO del termine libertà. Non è una città di liberi!

  20. utente anonimo

    @Fulvia leopardi
    Cara fulvia nei post di destra c'e' l'auto-bannamento a chiunque usi senza autorizzazione la parola "misericordia".
    ogni volta che l'ho usata mi hanno bannato. la usavo per il marocchino denudato e pestato dai carabinieri. l''ho usata per difendere chi se la fa a nuoto per venire in italia.
    Dicevo: "abbiate misericordia di quei disgraziati almeno voi che siete cattolici"..la risposta era : "niente pieta' per i negracci" (sia DX extrema che moderati di ForzaItalia).
    @Luca :
    IL ricco ruba ,sfrutta e poi si vende la pelle dell'asino quando non puo' lavorare piu'.
    come mai io in 9 anni non ho mai ricevuto una categoria di lavoro in piu (Money%) e invece capi e capetti che non fanno un cazzo prendono puntualmente premi ,superminimi,categorie,macchinone belle e rombanti pagate dall'azienda? rubano la VITA a me, facendomi fare straordinari su straordinari, e quando il lavoro finisce(magari prima perche' sono bravo&veloce) mi fanno restare a CASA come adesso…altro che premio….
    W l'esproprio proletario ,unica vera forma di democrazia al mondo.

    posted by Er MAhico

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