La stupida inutilità del razzismo

Nel 1992 Michel Serres scrisse "Il mantello di Arlecchino" (edizioni Marsilio). E’ una bella metafora sulla storia dell’umanità e sulle identità delle culture e delle persone. Mette in discussione questioni come le culture pure o superiori. (questo lo dedico a Caderoli, con la sua stupida indecente T-shirt, ed ai difensori della cultura occidentale che senza contaminazioni, oggi, non sarebbe tale)
La storia dell’umanità, dice Serres, è una storia di "fusioni" di gruppi diversi, quindi qualunque cultura non ha mai una sola origine, è storia di culture, lingue, saperi che si sono incontrate e che continuano ad incontrarsi fondendosi gli uni negli altri.
"L’io è un corpo mischiato… una miscela. Sono fatto di tempo, di un tempo derivato dalla temperatura e dalla temperanza". L’identità di tutti gli esseri umani secondo Serres è fatta, come il mantello di Arlecchino, di pezzi multicolori, annodati, nuove pezze e vecchi brandelli, zebrate, cangianti, costellate. Non solo: ciascuno di noi porta addosso non uno, ma più strati di simili mantelli. Il mantello rappresenta ogni cultura e ogni apprendimento: ogni conoscenza nuova o vecchia è un ibrido di altre conoscenze, che a loro volta sono il frutto di incroci di altre conoscenze, mescolanze, strappi, cuciture. Link

Stupido è colui che vuole negare il corso dell’umanità difendendo una sola cultura, un solo popolo, una sola religione. La purezza non esiste e il perseguirla ha dato origine alle più grandi disfatte dell’umanità. Per questo io sono assolutamente favorevole alla presenza di altre culture in territorio italiano: rappresentano un’opportunità di crescita, di confronto continuo. Per questo sono contraria all’annientamento di culture altre attraverso le famigerate guerre preventive portate avanti dai monopolizzatori del mondo. Per questo la Lega, che tenta di dividere anche il popolo italiano mi fa orrore.

9 commenti su “La stupida inutilità del razzismo

  1. carlo2222

    le cose più belle nascono dalle mescolanze, dall'incontro fra le diversità. Una cultura chiusa verso l'esterno non è degna di essere chiamata cultura

  2. utente anonimo

    Mi piacciono questi tuoi post che mi spingono a leggere libri nuovi.
    Un abbraccio,
    luigi

    O.T. se vieni sul mio blog ti invito a partecipare alla sfida che ho lanciato, nella speranza di far capire quanto importante sia il mondo dei blogger, quanto possa diventare strumento di politica dal basso il blog di ognuno di noi

  3. d4rkcloud

    Mia cara Tisbe, parli con dovizia e passione di cose sacrosante per alcuni ed inaccettabili per altri.
    La base di un certo tipo di socialismo è il conformismo e la xenofobia.
    Io sono d'accordo con te, da buon siciliano so di avere i geni di parecchi popoli diversi.
    Ma temo che certe cose non cambieranno mai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *