Una scelta decisiva

Riporto parte di un articolo comparso su "IL PONTE" settimanale cattolico a firma Nino Lanzetta.

Quella del 9/10 aprile non sarà una votazione come quelle che si sono succedute in Italia, nel corso degli ultimi decenni. Sarà invece una svolta decisiva per le future sorti del Paese. Non si tratterà di scegliere fra due governi più o meno simili, come avveniva ai tempi della Dc, né tra due schieramenti che propongono, tutto sommato proposte equivalenti, più o meno conservatrici o più progressiste come avviene, per esempio, negli Usa o nel Regno Unito e in Germania, né tra un centrosx e un centrodx, diciamo così, di stampo europeo, né, infine, fra due leaders, Berlusconi e Prodi, della medesima caratura democratica. Si tratta, invece, di scegliere tra due modi diversi di intendere la democrazia nel nostro Paese o, se non vogliamo essere troppo pessimisti, tra due idee per l’Italia futura. Purtroppo la scelta non sarà, come vorrebbe far credere Berlusconi, tra una democrazia "liberale" ed una di stampo sovietico (di quando in Russia c’erano ancora i comunisti e non "l’amico Putin") nella quale sono messi a rischio le libertà individuali e il libero mercato. Questa è una "non verità" storica in quanto il comunismo ormai è finito da un pezzo persino in Cina, paese nel quale si è instaurato un capitalismo senza volto umano. La scelta si deve fare, per dirla con le parole di Padre Sorge: "non tra una maggioranza ed un’opposizione entrambe all’interno di una medesima cultura democratica, ma tra due visioni diverse di democrazia: una rappresentativa e partecipativa del potere garante della Carta Costituzionale, ed un’altra monocratica e carismatica. Se poi dovesse essere confermato, dal referendum popolare, la riforma della Costituzione, approvata con i soli voti dela maggioranza – subendo il ricatto della Lega – c’incammineremmo verso una repubblica di stampo autoritario dalle conseguenze inimmaginabili per la stessa tenuta dell’assetto democratico. […] Ci fermiamo qui con un’osservazione finale: Berlusconi ha vinto nel 2001 perché aveva promesso un sogno, più ricchezza e felicità per tutti. Dopo cinque anni gli italiani si sono svegliati più poveri e più sfiduciati. A poco è valso, per la gran parte di loro, la realtà virtuale delle varie isole dei famosi o delle vacanza ai Caraibi che la televisione commerciale, in salde mani monopoliste, ha tentato di propinare in questi anni.

Per questo motivo chiedo agli indecisi e alla gente di sinistra che non vorrebbe andare a votare di fare un ulteriore sforzo perché è in gioco la nostra libertà, non quella liberale, ma la libertà vera… (Multitudini, Abele mi rivolgo anche  a voi … non consegnamo le nostre vite in mano ad un venditore di fumo)

8 commenti su “Una scelta decisiva

  1. umader

    Come già detto in commento al post precedente "quando in Irpinia si mangiavano i bambini", pur con tutte le riserve che ho espresso sul centrosinistra, andrò a votare contro Berlusconi e la sua cricca, e soprattutto andrò a votare per difendere la Costituzione repubblicana.

  2. saltino

    C'è una rivolta "cattolica" in corso. Suore che rimandano indietro il pieghevole di Bondi in massa, sacerdoti che scrivono al Papa… ci sarà ordunque un qualche motivo?

  3. desiderio947

    Il pezzo di Nino Lanzetta, x certi versi mi ha tolto dalla penna buona parte delle osservazioni che avrei voluto fare al commenti di Abele e Umader nel post prec.
    Accomuno ad essi Moltitudini e Supramonte x i commenti attuali.
    I toni sono esagerati e propagandistici, come dicono Supra e Molti? Non penso, lo sottolinea bene Supra : il messaggio di fondo – si tratta di ristabilire le condizioni minime di una democrazia partecipata che ci permetta di poter discutere anche di 35 h. ecc. Già, perchè la deformazione più subdola ma allo stesso tempo più macrosopica operata da questo governo, è stata quella di stabilire il principio della Dittatura Della Maggioranza. Non solo, ma addirittura ha voluto stabilire il principio della immunità dei potenti al di là di ogni evidenza -vedi falso in bilancio -, nella convinzione che ciò rappresentasse un progresso nella costruzione di una società liberale, proprio mentre negava il principio di uguaglianza di tutti di fronte alla legge.
    Quanto a Umader, so bene che un governo dell'Unione non sarà un passo verso la Rivoluzione del sistema Capitalistico; anche qui credo sia il caso di riformulare i concetti. X mia formazione culturale e politica, ho sempre rifiutato di assumere il termine Rivoluzione come punto ex post si sarebbe potuto costruire la nuova società. Credo anzi che le aberrazioni del Socialismo Storicamente conosciuto, derivino proprio da questo assunto Hegeliano x cui la Classe Operaia si faceva carico di attualizzare tale progetto. Allo stesso modo dell'evoluzione del concetto e prassi di Democrazia, sono persuaso che anche gli stessi termini di rivoluzione e socialismo, debbano iscriversi nell'ambito di concetti e prassi evolutive – nascano cento fiori, si confrontino cento idee ( Ciu En Lai) -. Per di più, penso sia utile rifuggire dall'assolutizzazione di ogni concetto evolutivo come punti di non ritorno insito nel vecchio slogan "riforme di struttura".
    Agmen est vita hominum super terram – la vita degli uomini è una lotta continua -; ma x poter impostare e continuare nella lotta PRIMUM VIVERE, la condizione minima ma non sufficiente, sta nel poter avere un terreno di confronto adeguato allo sviluppo della dialettica sociale e politica.
    Quando Abele ci sottopone l'alternativa tra Montezemolo e Berlusconi, l'uno e l'altro pari sono, faccio osservare che su questo terreno si gioca la partita decisiva tra un capitalismo che punta sullo sviluppo della rendita con conseguente eliminazione di ogni diritto di cittadinanza x il lavoratore salariato – legge 30 – e capitalismo che sa porsi la difesa dei diritti di cittadinanza.

  4. utente anonimo

    E' vero, il concetto è esasperato, ma il messaggio è reso bene e lo condivido.
    Ricordiamo che questo governo ha fatto riforme a colpi di maggioranza e richieste di fiducia, rifiutando la discussione e il confronto.
    Sono lieta di questa rivolta "cattolica" e da democratica elettrice di estrema sinistra auspico la fine del Berlusconismo per tornare a confrontarci con una vera destra e un vero centro.

    <a rel="nofollow" href="http://irriflessioni.blogspot.com&quot; target="_blank" rel="nofollow">Undine

    OT: Tisbe, non sapevo fossi irpina! I miei vengono da Grotta!

  5. utente anonimo

    x desiderio:Le parole, quando esprimono qualcosa d'importante, hanno sempre una seconda vita, una seconda possibilità. Socialismo e rivoluzione -così come la "teoria e la prassi" -che non sono esclusivo appannaggio di stalin- hanno subito una mutazione profonda nel tempo ma che le rende ancora attuali. Cosa intendiamo oggi per "rivoluzione"? Non più la pratica tesa a che un avanguardia "centralmente democratica" prenda il potere dall'alto per operare poi la trasformazione, ma l'esatto contrario: la base che prende coscenza e opera una trasformazione reale dello stato delle cose attraverso la pratica "locale" (il "glocale",come stanno provando in sudamerica). Il socialismo resta l'ideale collante di questi movimenti-al momento ancora embrionali ma necessari.
    Saluti
    Soviet.ilcannocchiale.it

  6. ritual

    Intanto preciso che sono Guido ovvero Abele (mi chiamo Ritual su splinder perchè Abele era già preso).

    Comprendo ed apprezzo le intenzioni di Tisbe la quale aborre la dispersione di voti utili alla sinistra.

    Io stesso sto vivendo queste elezioni in maniera molto combattuta e dolorosa e prova ne è il tempo che passo su internet a discuere con voi.

    D'altro canto non condivido l'implicita pressione perpetrata da Nino Lanzetta e trovo che l'insana abitudine di ventilare la fine della democrazia in caso di vittoria dell'altra parte.

    Trovo che questa sia un'altra idea di Berlusconi gioiosamente adottata dai peggiori politici della sinistra.

    Chi verrà eletto verrà eletto e, se cercherà di mettere in piedi una dittatura, verrà combattuto (anche con le armi se necessario) persino dai suoi stessi elettori e, magari, sarà la volta buona che costruiremo uno stato più giusto.

    Le condizioni minime di democrazia partecipata non possono implicare la scelta tra condizioni inaccettabili altrimenti finiremmo per trovarci a scegliere per sempre fra diverse congreghe economico-mafiose di perfetto stile Ucraino.

    La legge in Italia non è uguale per tutti da parecchio prima del '92.

    Francamente ritengo che prima o poi bisogni tirare una linea e dire "questa non si supera".

    Tengo a precisare che non ho preso una decisione e, probabilmente, la prenderò all'ultimo momento.

    Ma non mi baserò certo le tesi terroristiche di un democristiano che vuole farmi votare un altro democristiano.

    Voglio finire ripetendo che apprezzo enormemente i compagni e gli amici (tra cui Tisbe e Supramonte) che stanno portandomi per mano nelle mie riflessioni.
    Mentre a coloro che vogliono impormi le loro idee dedico un sorriso e la promessa di ricordarli nelle mie preghiere.

    Un abbraccio

    Guido

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