Leggo la posta in ritardo e rompo il silenzio!

Un vecchio articolo inviatomi da Enzo Cioffi

D.: Chi potrebbe dar torto a tutti coloro che in questi anni si sono allontanati dalla politica? La situazione sembra immutabile: corruzione, assenza di valori, dubbi, compromessi. Ma vedo anche persone che si ostinano a lottare tenacemente per il loro Paese: giornalisti (pochi), autori satirici (censurati),  insegnanti (dalle paghe irrisorie), magistrati (etichettati come "comunisti").
Sembrerebbe che queste persone, per aiutare l’Italia, vogliano modificarne il  costume.
Operazione lunga e complessa; forse impossibile. Eppure parrebbe essere proprio questo il problema:
la cultura.
I
cittadini dei Paesi scandinavi possono usufruire gratuitamente di molti servizi: sanità, istruzione, banda larga. Ma lì le tasse si pagano, in Italia no. Negli Stati Uniti, perlomeno qualche decennio fa, se un  politico veniva scoperto a spiare il partito rivale doveva dimettersi,  in Italia questo non è mai successo. Mi rammarico quando i giornalisti  stranieri ci dicono che situazioni come quelle che accadono in Italia nel  loro Paese sarebbero impossibili. "Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy":
The Economist, quotidiano conservatore britannico.
Ma l’aspetto più inquietante non è forse sapere che sono i cittadini italiani ad aver permesso tutto questo? È vero che in Italia non c’è libertà  d’informazione, com’è vero che la gente non cerca d’informarsi. È legittimo farsi domande sul passato del nostro Presidente del Consiglio;
questione morale prima che politica. Fare domande non vuol dire condannare a priori, ma pretendere delle risposte.
Qual è la cultura in cui non ci si chiede perché la Fininvest, società del cavaliere, è costituita da 34 holding, ossia da società concepite con l’unico scopo di rendere difficile lo stabilirsi dell’origine dei capitali?
Perché quando a Berlusconi "serviva" uno stalliere il suo braccio destro, Dell’Utri, andò a Palermo e gli portò Mangano, un boss mafioso che venne in seguito condannato a due ergastoli per omicidio e traffico di droga?
Perché in tutta fretta, durante i primi cento giorni di governo, è stato depenalizzato il falso in bilancio, sono state bloccate le rogatorie internazionali ed è stata condonata l’esportazione di capitali all’estero?
È chi ama veramente il proprio Paese, che si pone queste domande. 
      
R.:
Quando la politica è come lei la descrive, vuol dire che la società che la esprime soffre non tanto della perdita di valori che un tempo  possedeva, ma del non aver ancora acquisito e interiorizzato due valori essenziali per una corretta convivenza.
Essi, a mio parere, sono: il senso dello Stato e l’etica civile.
Le cause sono facilmente riconducibili a tre fattori:

1. Lo Stato italiano ha  solo 150 anni di vita contro l’esperienza plurisecolare della Francia,  dell’Inghilterra e dei Paesi scandinavi che lei cita.
In tutti quei secoli l’Italia era divisa e governata da potenze straniere,  per cui lo Stato era lo "straniero", da cui non ci si sentiva  rappresentati e verso cui si nutrivano sentimenti ostili. La cultura dello "Stato nemico" ha sviluppato, in tutti i suoi aspetti, anche i più  degenerati, quel tratto esasperato di individualismo, per cui ciascuno si fa gli affari suoi nel più completo disimpegno nei confronti  dell’interesse generale.
2. L’Italia è un Paese cattolico la cui cultura di fondo prevede, come vuole l’immagine di Agostino, la subordinazione della "città terrena"  alla "città celeste". Questa gerarchia si fonda sul fatto che per il  Cristianesimo la destinazione dell’individuo è ultraterrena, la sua esistenza,  pur svolgendosi nel mondo, dovrà essere separata dal mondo e il senso della sua vita "privatizzato".
All’individuo va il compito di conseguire la propria salvezza ultraterrena, allo Stato, a chi lo governa, il compito di ridurre gli ostacoli che  si frappongono a questa realizzazione.
Nel pensiero cristiano morale e politica divaricano, perché la  destinazione dell’individuo non ha più parentela con la destinazione della società. Questa è la ragione per cui Rousseau scrive:
"Il cristiano è un cattivo cittadino. Se nella società fa il suo dovere, ciò è un dato di fatto ma non di principio, perché per il cristiano è essenziale il paradiso".
Quando poi verrà meno la fede nel paradiso, non per questo si resuscita la morale civile mai coltivata.
3. L’etica a cui le nostre coscienze sono sensibili è di fatto ancora molto arretrata. Essa si concentra su quei tre comandamenti che regolano la sessualità, l’omicidio e il furto. Quest’ultimo, nella forma del borseggio, dello svaligiamento delle case, della rapina. Furti più complicati, e di conseguenza più redditizi, e perciò per la società più dannosi, che si muovono a quel livello ai più impercettibile che è l’alta finanza, non sono entrati ancora nella coscienza collettiva, e se lo sono nell’ordine giudiziario non sempre è possibile venirne a capo con sentenze che possano suscitare indignazione e riprovazione morale. La concomitanza e l’intreccio di questi tre fattori produce quel livello di bassa moralità civile che, congiunta al non ancora raggiunto senso dello Stato, genera la politica che lei lamenta.
Ma che in verità  riflette esattamente il livello culturale del nostro Paese.  

Umberto Galimberti

4 commenti su “Leggo la posta in ritardo e rompo il silenzio!

  1. desiderio947

    Concordo in larga parte con l’analisi quivi esposta; aggiungerei che il guaio dell’Italia è che fin dalla costituzione dallo stato unitario, praticato e vissuto come guerra d’annessione – con tutto quel che conseguì con la repressione del brigantaggio – (in pratica una moderna guerra d’esportazione della democrazia protratta con l’alibi della guerra al terrorismo), non ha mai avuto una classe dirigente liberale che abbia praticato una politica di autentica unificazione e di sviluppo armonico dell’intero paese.

    x ora ti lascio, le pentole apettano.

    Ciao, buona domenica e incrociamo le dita, Beppe

  2. dorsai1

    Avviso ai naviganti:
    Gran bella persona questa Tisbe.
    Illumina per bene quello che io mi limito a fleschare.
    Cerca il significato del significato mentre io mi fermo al primo livello.
    Brava Tisbe, brava.

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