Sole & Costiera

Ho trascorso due giorni sereni tra sole e Costiera. Domenica sono stata a Vietri sulla spiaggia: temperatura mite, musica dal vivo. Mi sembrava di essere in paradiso. Repertorio d’eccezione con il meglio della musica italiana rigorosamente in versione strumentale: violino, chitarra, sax e bongo. Giornate così riescono a farmi dimenticare tutto…Poi on the road per la Costiera. Tappa a Cetara e Erchie, un paesaggio che non mi stanca mai, e che ogni volta mi riempie di stupore. Oggi (fra qualche minuto, ieri) invece abbiamo preferito un’isolata caletta di Cetara. Anche qui un paradiso e temperatura sicuramente al di sopra della media stagionale. Ho chiuso gli occhi, mi sono allungata sulla ghiaia ed ho pensato: nulla adesso potrà turbarmi, ma ho pensato anche che ogni anno l’arrivo dell’estate aumenta la stima di me. Mettermi in due pezzi è sempre piacevole e penso che non mi cambierei mai nemmeno con una ventenne. Mi ritrovo sempre miracolosamente in perfetta forma e la cosa strana è: senza alcun sforzo; per me niente strazio rituale della palestra, niente diete… Togliermi la zavorra invernale, la divisa borghese e cittadina, mi fa stare così bene…mi sento una selvaggia. Provo uno strano piacere a camminare scalza, mi piace sentire la sabbia tiepida o i ciottoli sotto i piedi. Mi piace sentirmi libera, mi piace ritrovarmi e sentirmi bella…ancora miracolosamente bella… (fino a quanto durerà…anche se penso spesso che sarò bella sempre, a causa di quella strana luce che ho negli occhi…ed io gioco con il tempo perché non mi fa paura)

20 commenti su “Sole & Costiera

  1. desiderio947

    Finalmente hai abbandonato la zavorra della malinconia e provo un'empatia speciale, dal momento che senti la forza di poter affrontare con sicurezza le prove della vita. Brava Bella Tisbe, con la vita che ti sfida trovo che è certamente l'atteggiamento ottimale x vincere il Destino e saper acoogliere le opportunità della Provvidenza:
    Homo faber suae quaemqe fortunae – Ognuno è artefice del proprio Destino –
    Ciao, felice notte, Beppe

  2. stefanomassa

    ;))))
    ciao tisbe
    volevo andare anche io fuori (ma non in costiera, mi terrorizza il traffico…) ma un'inluenza assassina mi ha stroncato.un bacio e apresto stef
    ps.bel post

  3. Tisbe

    @franceschito, grazie 🙂
    @desiderio947, finalmente hai abbandonato la zavorra della malinconia forse è vero quel che dici, ma la malinconia e/o la tristezza servono per accelerare la crescita interiore…anche se fanno male e non poco
    @ilgattosilver, beh, molte lo fanno senza ottenere risultati 😉
    @gauche, dee? Sono umana, trooooppo umana
    @stefanomassa, traffico? Domenica non ce n'era per niente, tranne in un punto a Cetara per un'avaria di un autobus turistico. Ieri un po' di più, ma non poi tanto

  4. utente anonimo

    Ciao Tisbe

    allora la tua presenza sulla Costiera ha aggiunto bellezza alla bellezza…

    Conosco bene la Costiera Amalfitana. L’estate scorsa ho passato dieci giorni splendidi tra le callette di Conca dei Marini e dintorni, partecipando in maniera particolare anche alla processione della Madonna della Neve (io non sono credente, ma forse anche perché momentaneamente “adottato” – insieme a chi mi accompagnava – da due arzille e simpaticissime signore locali, oggi conservo uno splendido ricordo di quella processione sul mare). Certo però che il turismo di massa, come sempre, appiattisce un po’ tutto.

    Passando ad altro: “la malinconia e/o la tristezza servono per accelerare la crescita interiore…” Questo non mi è chiaro. Sai, credo che sia piuttosto un tuo punto di vista, un dato frutto della tua esperienza, ma non credo che si possa assumere come “teoria” da generalizzare per le esperienze di crescita di tutti.

    La malinconia e la tristezza per alcuni possono essere momenti di riflessioni, di introspezione, di ricerca del proprio io, ma non è certo un dato comune. Al contrario, malinconia e tristezza possono portare verso stati d’animo profondamente regressivi, verso il disperato bisogno di isolarsi, a volte anche in maniera drammaticamente definitiva con il suicidio. Quindi non “esalterei” più di tanto questi due sentimenti definendoli addirittura come momenti di crescita necessari.

    Un caro saluto, Dibbi Emmer.

  5. Tisbe

    @Dibbi Emmer, ma grazie 🙂
    Riguardo alla tristezza, beh, non è un mio pensiero, nel senso che non ne ho la paternità. La tristezza o meglio, la sofferenza come momento di crescita e conoscenza fa parte del pensiero occidentale, e per la precisione fa riferimento ad Eschilo. Tuttavia sono consapevole che la tristezza solitamente è un sentimento autoindotto e se non controllato dalla parte intellettiva del soggetto può degenerare in patologia fino a portare al suicidio…ma fortunatamente questo accade raramente anche perché l'apprendimento, e quindi la fase della sofferenza, hanno un fondamento biologico che tende necessariamente alla sopravvivenza del singolo e della specie 😉

  6. utente anonimo

    "la saggezza si conquista attraverso la sofferenza" (Agamennone). È questo a cui alludi? È pericoloso.

    Dibbi Emmer

  7. utente anonimo

    Intendo dire che una cosa è conoscere, apprezzare e magari citare queste parole, un'altra è far si che entrino a far parte della propria persona.

    Per quanto riguarda il mio commento estetito, è solo frutto… della tua descrizione… e della mia immaginazione (le tue foto non sono molto chiare).

    Dibbi Emmer

  8. Tisbe

    @Dibbi Emmer, al tuo #9 intendo questo:CONOSCENZA E SOFFERENZA (a lezione da Gadamer)

    L'esperienza appartiene all'essenza storica dell'uomo e come tale non può essere risparmiata a nessuno! Non è qualcosa a cui qualcuno possa sottrarsi. Ogni esperienza degna di questo nome viene a turbare una certa aspettativa. Chi ha riconosciuto nel suo senso metafisico, la formula che esprime l'intima storicità dell'esperienza è stato ESCHILO: «imparare attraverso la sofferenza» (pathei-mathos). Con questa formula, il filosofo, non vuole semplicemente dire che attraverso il male si diventa più accorti, ma vuole più profondamente esprimere la ragione di questo fatto [warum es so ist]. Ciò che l'uomo deve apprendere attraverso la sofferenza non è una nozione qualunque, ma è il comprendere con giudizio i 'limiti dell'uomo'. Esperienza è, dunque, esperienza della finitezza umana. "Sperimentato" nel senso più autentico è colui che è consapevole di tale finitezza, che sa di non essere padrone del futuro e del tempo. L'autentica esperienza è quella in cui l'uomo diventa cosciente della propria finitezza. (Die eigentliche Erfahrung ist diejenige, in der sich der Mensch seiner Endlichkeit bewußt wird)
    #10 non so, credo che le foto nel media siano abbastanza veritiere, e poi non mi piace mostrarmi…

  9. Tisbe

    @Unpercento, erotismo? E io che pensavo di aver descritto solo la mia rrogante sicurezza…;-)
    Eppoi non sono un maschio…certe cose proprio non le capisco … ogni tanto chiedo spiegazioni ai miei fratelli … perché molti pensieri dei maschi, proprio non li capisco…

  10. filomenoviscido

    mmmm …forse sarà "polticamente scorretto" ma giudico questo modo di scrivere piuttosto presuntuoso cmq visto che obiettivamente sei una bellissima donna e che , non essendo donna, non mi scoppia la bile d'invidia(anzi mi è piacevole leggerti)… ti dico : hai ragione, sei molto bella .

    comunque tornando all'argomento per cui scrivo: vorrei chiederti se si è fatto qualcosa per la Liberazione ad Avellino città?

    BUONA LIBERAZIONE COMPAGNI

  11. Tisbe

    @filomenoviscido, francamente non lo so, bisogna chiedere ai giornalisti … di solito fanno le solite manifestazioncine … che non interessano a nessuno se non ai soliti nostalgici (lo so perché per alcuni anni me ne sono occupata: niente giovani). Personalmente mi sono data al giardinaggio … ho pensato che liberare le piantine delle loro anguste prigioni poteva essere un modo come un altro per pensare ai partigiani caduti… "o bella ciao"

  12. utente anonimo

    Sei sorprendente. Attenta, colta, politicamente e socialmente impegnata (e correttamente, aggiungerei), e ora ti scopro anche simpaticamente critica. Unico difetto: troppe citazioni per i miei gusti (come già ti ho in passato accennato). Ma non è detto che per tutti quest'ultimo sia un difetto.

    PS: in pieno accordo con Unpercento!!!!!

    PS2: ma cos'e stà musica, la versione teutonica di "Aïsha, écoute-moi" di Khaled????

    Dibbi Emmer

  13. Tisbe

    @Dibbi Emmer, correttamente? Mah, molti mi accusano di essere faziosa e di essere una terribile comunista?
    @filomenoviscido, io non mi sono descritta (mamma mia come siete voi uomini) io ho descritto la mia sicurezza, non ho detto come sono fatta, ho detto come mi "sento"…
    … e questo vale per tutti i maschietti … ma non sono arrabbiata 😉

  14. utente anonimo

    Una curiosità, conosci il testo della canzone "Aisha" di Khaled, o almeno il senso? O è un caso?
    D.E.

  15. Tisbe

    Non conosco il testo, nemmeno il senso…ho trovato Aicha facendo ricerca sul gruppo rock francese Magma A la recherche de la musique suprême L’eccentrico ensemble dei francesi Magma è stato tra i protagonisti della stagione progressive. Le avventure dei loro dischi, ambientate nel misterioso pianeta Kobaia, hanno ampliato le frontiere del rock, combinandolo con jazz, minimalismo e classica – ma non sapevo fosse una cover

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