Cosa sono i valori

L’ignoranza che c’è tra la gente mi spaventa. Una commentatrice, sedicente Silvia, sostiene che la trasmissione automatica del cognome paterno è un valore. Vorrei sapere in base a quale criterio può asserire che sia un valore e non un’abitudine di stampo maschilista e patriarcale tendente al controllo ed alla sottomissione dell’universo femminile. Da quando i qua la DISCRIMINAZIONE sessuale è un valore?

Io sono basita… Non so voi…

E questa Silvia sarebbe una donna? Ecco perché stiamo ancora a questi bassi livelli, mentre nel resto del mondo le persone possono scegliere il proprio cognome tra quello paterno e quello materno. Che vergogna!

19 commenti su “Cosa sono i valori

  1. Uyulala

    Metterla in termini di "vaòlori" è una fesseria. Però devo dire che c'è una ragione per cui sinceramente tendo a preferire che i figli abbiano il cognome del padre: in fondo la madre sa benissimo che un figlio è suo, il padre no 😉

    Più che altro la possibilità di scegliere il cognome può comportare un problema: nell'àmbito della stessa famiglia si rischierebbe di avere più fratelli con cognomi diversi pur avendo gli stessi genitori…

    Cose tecniche, per quanto mi riguarda, non etiche.

  2. Tisbe

    Sì, Uyulala, problemi tecnici, forse, ma i vantaggi? Uno su tutti finirebbe il dileggiamento nei confronti dei figli senza padre e senza cognome paterno … non ci sarebbe nessun imbarazzo se un figlio portasse il cognome della madre. Noi abbiamo il dovere, qui sì morale, di appianare tutte quelle distorsioni sociali che favoriscono la discriminazione di qualsiasi tipo ed a qualsiasi livello. Personalmente io vorrei i miei due cognomi. Il cognome di mio padre è troppo bello per rinunciarvi ma io amo la famiglia di mia madre. E' con i parenti di mia madre che sento di avere un legame di sangue molto forte e vorrei formalizzarlo.

  3. tuttominuscolo

    Quando ancora non esistevano i cognomi si usava chiamare la gente per il proprio nome accompagnato da un soprannome che ne decriveva le caratteristiche ( o capacità, o difetti, ecc) particolari. Oggi, per esempio: il berlusca verrebbe chiamato "silvio il senzapalle" (per via di tutte le "s-pallate" che sta praticando; calderoli: "roberto il porcaiolo" e via discorrendo.
    ciao.

  4. d4rkcloud

    la spiritualità è direttamente proporzionale all'importanza che attribuiamo alle cose. anche a un nome, Tisbe, che diventa non identificativo di chi lo porta, ma denotativo di una condizione sociale.

    ed è ancora proporzionale alla "rabbia" con cui viviamo l'ingiustizia o il mancato allineamento al nostro personale pensiero.

    viva il nome proprio, sia che qualcuno ce l'abbia imposto, sia che l'abbiamo scelto (nickname!)

    paola

  5. utente anonimo

    Temo che la signora in questioni faccia confusione tra i termini "valore" e "scelta".
    Fare diventare la questione del cognome una scelta e non un'imposizione mi sembra assolutamente condivisibile.
    E poi, detto tra noi…
    non è che Silvia è un uomo sotto smentite spoglie?

  6. Tisbe

    uau,che importanza che mi dai..hai addirittura scritto un post per me..ah ah ah
    e comunque a me sai perchè date fastidio? non ve ne va mai bene una!
    ma se da quando quasi è nato il mondo che ogni persona prende il cognome del padre,perchè dovete arrivare voi a rompere i coglioni?
    questa manìa di cambiare le cose..quasi angosciante!
    questa tua convinzione che dato che c'è la sinistra il governo i problemi del mondo si risolveranno..veramente patetica 🙂
    ti saluto. silvia 🙂
    ps. d4rkcloud comunque sono una ragazza 🙂 i maschi "travestiti" li avete a sinistra..:):):):):) ah ah ah

  7. Tisbe

    @silvia, faresti bene a studiare un po', noto con dispiacere che hai moltissime lacune 😉 Impara
    Negli altri Paesi è libertà di scelta
    In Spagna, in Portogallo e in tutti i Paesi dell’America Latina vige da tempo immemorabile la possibilità del doppio cognome; in Germania è possibile scegliere tra cognome paterno e cognome materno, oppure sceglierne uno «in comune»; in Francia, dal 2001, è stato possibile aggiungere il cognome materno accanto a quello paterno; in Gran Bretagna, per finire, vige la possibilità di un solo cognome, a scelta fra quello materno o paterno. In Italia, in attesa che il Parlamento si pronunci, le donne che desiderano dare anche il proprio cognome al figlio possono ricorrere a un escamotage già adottato in passato: quello di battezzare il figlio ponendo accanto al nome anche il proprio cognome.
    E per tua norma e regola anche nell'antichità si usava trasmettere il cognome materno. Era abitudine nella Napoli nobiliare.

  8. utente anonimo

    nei Capitoli Matrimoniali è stabilita la trasmissione dei cognomi materni ai figli. 1600 circa

  9. Tisbe

    ma lo vedi come sei..
    interpreti tutto come vuoi
    quello che ho scritto era molto ironico..era ovvio che non intendevo da quando è nato il mondo 🙂
    ah ah ah e poi ti dirò non mi interessa di quello che avviene negli altri paesi.
    parlo dell'italia e di adesso!
    e comunque giusto per essere piu chiara,quando ho scritto che siete senza valori, mi riferivo oltre al fatto del cognome, anche a tutto il resto..
    a tutto quello che portate avanti,siete senza principi!
    i gay, la droga.. che altro vi manca?
    ma per favore pensate a cose serie!
    silvia

  10. utente anonimo

    Silvia (ma la tua identità oramai è nota) un consiglio: vivresti molto meglio se tu non reprimessi le tue tendenze sessuali. Non avercela con chi ha coraggio e non si vergogna di se stessa! In fondo quello che hai scritto ti tradisce veramente. Non odiare ciò che vedi riflesso nello specchio. Non odiare …

  11. moltitudini

    hahuahahahahahahahuahauahaah
    scusa?????
    che problemi hai???
    ahahuahuahuaahauahaua
    questa è proprio bella
    tu fai uso di droghe veramente pesanti..
    ahahaahauahaumahahuahu

  12. Slasch16

    A prescindere da quanto questa sia diffusa, che sia un'abitudine di carattere patriarcale e maschilista è oggettivo, è un elemento simbolico di una "gerarchia", della subalternità di un genere all'altro.

    Poi, chi crede può pure difendere questa "tradizione", ma il percorso storico che la ha resa "normale" ha radici in quanto sostenevo più su.
    Da un punto di vista "oggettivo", non vedo altri motivi per cui il cognome debba esser quello del padre.
    Poi, la sentenza della cassazione col governo di sinistra c'entra nulla, così come non credo che su questo ordine di problemi questo governo farà granchè.

  13. Tisbe

    considero la donna in se, rivoluzionaria, perche' da la vita. Purtroppo, pero', penso anche che la palla al piede del mondo, siano propio le donne , certe donne.

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