Quando il linguaggio discrimina

Con un’operazione coraggiosa, istigata dal nuovo assetto della mia abitazione, ho messo ordine nei miei libri e opuscolini. Fra i tanti è saltato alla mia attenzione il «Dizionario sessuato della lingua italiana» di Deiana, Madeccia, Mariani, Novelli e Pellegrini datato aprile 1994. Ed ho pensato che nulla o poco è cambiato, per le donne, da allora. Ho sempre pensato che il nostro fosse un linguaggio vergognosamente maschilista e fallocentrico che usa un simbolismo ed una semantica fortemente discriminatoria nei confronti delle donne. Già allora, ai tempi della pubblicazione, pur essendo immatura, avevo compreso il grande ruolo del linguaggio nella vita sociale ed individuale.

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Il mio atteggiamento è di denuncia. Vorrei che fosse chiaro alla maggioranza da dove provengono molti luoghi comuni e molte abitudini linguistiche, ma tengo a precisare, non sono femminista e non mi batto per la supremazia della donna. Io chiedo giustizia, come la chiedo per ogni essere umano oppresso. La donna è PERSONA, invece, in questa società sedicente civile, è trattata come un oggetto che serve, ora per dare piacere sessuale agli uomini, ora per dare discendenza agli uomini. Vorrei che questi scellerati meccanismi avessero fine, e che anche nel rapporto di coppia la donna non fosse vista solo come bambolina o come fattrice a seconda delle esigenze maschili, ma come compagna di vita con la quale condividere emozioni, esperienze e sensazioni…questo è tutto…

14 commenti su “Quando il linguaggio discrimina

  1. brugue

    Mi scuserai ma lascio un commento diverso dal post. E' un dubbio che rimane dopo aver ricevuto un tuo commento sul blog: perché tanto rancore verso gli irpini. Anzi, gli avellinesi? Solo uno stato d'animo. O qualcosa di più serio? Alla mia domanda non hai mai risposto. Ovviamente se entriamo eccessivamente nel personale non prenderla in considerazione…
    Ero solamente incuriosito da un commento un po' forte… diciamo fuori dai "gangheri". Salutissimi da Bruno e buona domenica

  2. Loreanne

    Inquietanti soprattutto gli utilizzi di caratteristiche al femminile in senso dispregiativo che hai riportato nel post da qua richiamato…
    E' una cosa, quella, che fa inorridire!!!!! Anche perchè, nonostante il tempo passi, non c'è modo di sradicare da certe menti un simile modo di pensare!!!!!

  3. Bukaniere

    Essì, potrei dire che il tuo "post è una cazzata" oppure "il tuo post è una figata" e tu non capiresti mai quale connotazione ho dato alle mie parole usando un vocabolario comune "sessuato" 🙂

    PS: ma "fallocentrico" è il sistema solare ipotizzato da Orgasmo da Rotterdam, un capitolo dell'affaire "Calcio-Arbitri-Modggi" oppure il tentativo di Dio di edulcorare una definizione da dare al proprio lavoro quando, dopo aver creato l'universo, la terra e l'uomo, si è accorto di aver fatto un'immane "cazzata"?

    🙂

  4. shemale

    Credo che bukaniere abbia proprio ragione. Nel linguaggio si sedimentano significati che vanno rapidamente perduti attraverso slittamenti semantici. Oppure dire che uno è entrato allo stadio da "portoghese" significa avercela col Portogallo? Il nostro linguaggio è pieno di residui di una disciminazione sessuale che non è più attuale. O che comunque va scomparendo. Trenta anni fa era impensabile pensare che ci potessero essere tante donne a giocare un ruolo politico di primo piano: Prestigiacomo, Bindi, Mussolini, Bonino, Melandri, etc.. Tante donne vivono esattamente come gli uomini (il loro lavoro, la loro sessualità, la loro famiglia). Si può fare ancora meglio, ovviamente. Ma non sopravvaluterei il ruolo del linguaggio nella vita sociale. Si può anche decidere di chiamare gli spazzini "operatori ecologici", in ossequio al "politicamente corretto". Ma è molto più importante non disprezzarli, piuttosto che trasformarli, con un atteggiamento linguisticamente consolatorio, da spazzini in "operatori ecologici". Res tene, verba sequentur. Non credi?

  5. Tisbe

    Si può anche decidere di chiamare gli spazzini "operatori ecologici", in ossequio al "politicamente corretto". Ma è molto più importante non disprezzarli, piuttosto che trasformarli, con un atteggiamento linguisticamente consolatorio, da spazzini in "operatori ecologici". Res tene, verba sequentur. Sono perfettamente d'accordo, ma un'analisi e d'obbligo perché dobbiamo capire da dove veniamo, e poi non dobbiamo meravigliarci quando i maschi uccidono le loro compagne perché non si comportano esattamente come degli oggetti. No? Inoltre, non dobbiamo avere l'occhio solo per la parte della società più evoluta, c'è anche una realtà che a noi sembra lontana, ma esiste, ed è quella delle periferie, della bassa scolarizzazione, dell'ignoranza, dei piccoli centri. Ci sono luoghi dove la luce dell'eguaglianza non risplende ancora… e io li conosco…

  6. utente anonimo

    tanto vale rispondere direttamente in "casa tua" anzichè nei commenti del blog di Gaetano. Forse stiamo dicendo la stessa cosa sulla questione blog, informazione etc. Solo che io lo faccio in maniera meno estremestica, un po' più pacata. Internet avrà bisogno di un po' di tempo, la popolazione della rete crescerà fisiologicamente con il passare degli anni. Io penso a mia madre. lei non usa internet perchè non ha avuto la possibilità perchè ai suoi tempi da giovane non c'era, poi non ha avuto nessuno che le insegnasse ad usarlo. Oggi non è più così. Crescerà internet, crescerà, non si sa in che modo perchè la rete è così dinamica che forse tra un paio di mesi anche i nostri blog non avranno senso, chi lo sà. Facevi l'esempio del referendum, questo è un problema sono in disaccordo con te perchè hai avuto una falsa illusione dal fronte del si, perchè evidentemente tu eri propensa a cercare "il fronte del si", internet ha questo grosso problema, non è selezionata, non è in par condicio, cosa che invece i giornali più o meno fanno, soprattutto quelli locali. Ci sono sempre, almeno nel giornale dove scrivo io, due modi diversi di analizzare le cose e di commentarle, si da spazio ai diversi modi di vedere, magari si marginalizzano quelli più elitari, è vero, ma capisco anche le leggi di mercato. Non possiamo non tenerne conto. Sulla questione dell'individualismo non possiamo trovarci in accordo. Tu l'analizzi dal punto di vista sociologico, guardando ai gruppi, sintetizzando, per te (scusami per l'interpretazione ma questo è il senso che colgo) l'unione fa la forza, io guardo la questione dal punto di vista psicologico e dico, sempre sintetizzando, l'unione consente al singolo di imboscarsi. La comunicazione poi è ancora un'altra cosa, mi sembra esagerato parlare di monade oggi, pensa che solo un paio di anni fa, noi non avremmo mai potuto scambiare le nostre idee e metterle in circolo. Del resto tutti i blogger, secondo me, sono molto individualisti ed un bel po' narcisisiti. Scusa la lunghezza e il fatto che mi sono intromesso in un post che non ci azzeccava niente, ma non ho trovato alcun riferimento di email. Saluti boris

  7. Tisbe

    @Boris, uno dei miei principali difetti è la capacità di avere una visione d'insieme della società o di un problema, e spesso tralascio i dettagli, e soprattutto ho una grande capacità di sintesi, forse è per questo che sembro estremista. Nella realtà sono molto diversa da come appaio nel blog, ma qui non ho censure, non ho maschere e soprattutto non devo cercare l'aseenzo negli occhi dell'interlocutore. Narcisista lo sono eccome e questo spazio ne è la testimonianza. Scrivevo su un forum ma dovevo adeguarmi agli altri e non uscire fuori tema, ma sai, gli steccati per me sono impossibili da non sorpassare. Sul referendum non credo di avere sbagliato. In rete c'era molto entusiasmo, tanto più che siamo rimasti tutti delusi. In mezzo alla strada mi è bastato passeggiare per il Corso e scoprire che la maggioranza non avrebbe votato perché CATTOLICA. E che cattolici!!!!!! I giornali locali sono finanziati dagli Enti. Pensi che possano essere liberi? Pensi che possano scrivere davvero contro chi li foraggia? So cosa vuol dire far parlare entrambe le parti in causa, ma non è questo il punto. La vera questione è l'omissione. Tacere deliberatamente su realtà che non vanno scoperchiate, perché ADDIO foraggio! La stampa è libera e può essere tale solo nella misura in cui non è soggetta ad un controllo economico. Altrimenti è inutile prenderci in giro: sappiamo che non lo è.

  8. Tisbe

    continua Riguardo le cooperative, io faccio un esempio molto calzante che proviene dal mio vissuto da contadina. Al nord e al centro Italia si sono sempre costituiti in cooperative… in Irpinia? Un esempio per tutti. I contadini irpini hanno poco terreno ciascuno, che singolarmente non può produrre alcun reddito, per questo motivo i contadini irpini erano i più poveri d'Italia. Ma cosa li ha penalizzati tanto? Te lo dico io: il loro esasperato individualismo. Ogni contadino ha voluto comprarsi un trattore con annessi e connessi e si è indebitato fino al collo favorendo le banche che ne hanno approfittato gettandolo in ginocchio. Ora dov'è l'errore? Il trattore, ma soprattutto alcuni mezzi agricoli vengono utilizzati in un particolare periodo dell' anno, quindi sarebbe bastato che una decina di contadini si fosseromessi d'accordo per comprarlo e fare a turno nell'uso per avere il massimo guadagno con una minima spesa….Questo è cooperare, ma sai, l'Irpino se non ha qualcosa migliore del vicino non è soddisfatto. Se non fa i debiti per dimostrare di essere migliore degli altri, non è soddisfatto. Unire le forze significa essere intelligenti, significa risparmiarsi per poter canalizzare le porprie anergie anche solo a vivere o a contemplare la vita. Ma va bene così, continuiamo a farci la guerra e a dimostrare che il nostro trattore è di un modello più attuale e meno obsoleto di quello del vicino! Ovviamente questa è una metafora. Ciao Boris, io e te ci conosciamo di persona 😉

  9. macca

    Leggendo i commenti mi pare che si parli di molte cose…
    Riguardo al post posso solo dire che una tradizione così sarà dura a morire.
    Sinceramente, lo ammetto, non ci avevo mai pensato.
    Un pò me ne vergogno.
    Daniele

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