L’oscurità

Si tramanda un’antica storia hindu. Si narra che una volta l’oscurità andò da Dio e si appellò a lui dicendo:«Non ho fatto nulla di male, ma il tuo sole ogni mattina mi insegue, senza ragione; e io sono stanca di scappare di qua e di là, con il sole che mi rincorre intorno alla terra. E’ ingiusto!». Dio disse che avrebbe convocato il sole, e così fece. Gli chiese: «Perché procuri tanto fastidio alla mia oscurità? Lei dice di non averti mai fatto del male. Ciò che fai non è giusto». Il sole era sorpreso. Rispose: «Non l’ho mai incontrata. Che cosa stai dicendo? Che cosa intendi con "oscurità"? Non ho mai incontrato nulla di simile. Per favore convocala al mio cospetto». Il caso è ancora in discussione. Per tutto questo tempo Dio ha tentato, ma è impossibile convocare l’oscurità di fronte al sole. E’ impossibile per la natura delle cose. Perché l’oscurità non è una realtà. Esiste e tuttavia non esiste. E’ assenza.

12 commenti su “L’oscurità

  1. GRACC

    ciao cara … grazie per aver commentato un mio post … mi sono permesso di linkarti usando il tuo banner … se ti va di fare anche tu lo stesso mi farebbe piacere … vienimi a trovare più spesso.
    Buona giornata

  2. desiderio947

    Credo questa storia rimandi alla Teoria dello Ying contrapposto allo Yang. Elementi – Essenze contrapposte e purtuttavia coessenziali, nessuna può esistere senza l'altra. Non oso addentrarmi in una disputa filosofica di cui non ho sufficienti elementi, ma già tempo addietro ti avevo segnalato che mi piacerebbe sperimentare una sorta di contaminazione virtuosa tra il sistema filosofico orientale basato sulla Coessenzialità degli opposti e quello occidentale di origine greco-romana basato sulla dicotomia insanabile degli opposti. Un bel terreno da studiare e dissodare. Tu hai padronanza della materia e puoi darmi degli spunti.
    Ciao, buona giornata. Beppe

  3. ivosilvestro

    Desiderio947
    Non so se è quello che intendi, comunque Schopenhauer si è esplicitamente ispirato alla Upanishad per il suo Mondo come volontà e rappresentazione.

    Se invece vuoi andare a prima della distinzione tra oriente ed occidente (come li intendiamo noi ora), ti consiglio Agostino. Il tema dell'oscurità come assenza è molto presente, ad esempio nella definizione di male. Tieni presente che Agostino doveva coniugare la Bibbia (ebraica e quindi in parte orientale) con la filosofia greca e in particolare Platone (o meglio Plotino).

  4. ivosilvestro

    Comunque, complimenti per il sito: molto interessante (a parte la radio che detesto, ma è questione personale, indubbiamente legata al fatto che navigo soprattutto in ufficio…).
    Quando avrò un po' di tempo darò una occhiata ai vecchi post.

  5. visionidelmondo

    E' fichissimo quello scrivi e sei fichissima anche tu.

    L' oscurità sta agli occhi come il silenzio sta alle orecchie, ma ci sono cose oscure e cose silenti più in basso nell' animo di tutti noi che non stanno a nient'altro che a se stesse.

    un saluto…anche se bella come sei un bacino, furtivamente te lo do.

  6. WebLogin

    @Fichissima, bella questa storia 🙂

    PS: Questo post stavo rischiando di perdermelo per la seconda volta 🙁

    Ciao mitica e buona notte

    Giuseppe

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