Indulto, la cosa o la persona?

Sono stanca, troppo stanca e morta di sonno, quindi chiedo scusa anticipatamente per eventuali errori ed orrori per ciò che scriverò sulla questione indulto. Il passo, com’è noto, è stato fatto, ma rimane nel paese una certa scontentezza soprattutto da parte dell’elettorato di sinistra, tradizionalmente più propenso al perdono.

Credo che bisogna andare molto cauti e non ho difficoltà ad ammettere che personalmente non sono certa di ciò che sia giusto e ciò che non lo è. In linea di massima sono per l’indulto: esisteva anche in tempi oscuri e medievali. Ho provato a capire le ragioni di chi non accetta l’indulto per reati di estorsione, usura, corruzione e concussione, e mi è venuto da pensare che questo atteggiamento è molto pericoloso perché ripete l’errore già fatto con l’approvazione delle modifiche alla legge sulla legittima difesa. Qui si assiste ad una svalutazione del VALORE della VITA UMANA.

In sostanza mi chiedo se i reati contro il patrimonio possano essere considerati davvero più gravi dei reati contro la persona? Se nessuno si scandalizza dell’indulto beneficiato da omicidi e pluriomicidi, perché ci si meraviglia, invece, dell’effetto dell’indulto per i corruttori ecc?

Davvero la proprietà, comunque la si voglia intendere, vale più di una vita umana. Davvero è più lecito premiare chi spezza una vita rispetto a chi ruba?

Ed ecco la risposta in tempo reale. I miei timori erano molto fondati. Ora vogliamo paragonare Previti a questo? *****Il primo detenuto scarcerato grazie all’applicazione dell’indulto e’ un agricoltore, Anselmo Novello, di 60 anni, condannato per omicidio. Novello, il 12 maggio del 1987, a Casabona (Catanzaro), nel corso di una lite per motivi di pascolo, uccise una donna, Rosina Aprigliano, di 44 anni, e feri’ gravemente il marito ed il figlio della donna.  ANSA

25 commenti su “Indulto, la cosa o la persona?

  1. fraba

    Mi sento un po tirato in ballo, a torto forse. Pur tuttavia, provo a ragionare sulla base del tuo post.
    Personalmente, non sono per principio, contrario a nessun provvedimento di clemenza e questo per varie ragioni, anche d'educazione regressa, che non sto qui a chiarirti.

    Ciò detto, torniamo a quanto apporvato dal parlamento ed in particolar modo, alla dinamica applicativa.

    L'indulto, è una sorta di sconto sulla pena da scontare. Nella fattispecie, sono tre anni da scalare su di una condanna subita.

    Dall'indulto, sono esclusi alcuni reati: strage, pedofilia, associazione a delinquere di stampo mafiosa/cammorrista, etc.
    Ovvero, dal provvedimento di clemenza, vengono stralciati i crimini più indicativamente indirizzati alla persona, in quanto essere vivente (passami la semplificazione, ti prego).

    Il mio dissenso verso questo provvedimento, verte su più punti.
    In primo luogo, è la prima volta che l'indulto si applica ai reati per corruzione, concussione, voto di scambio ed i cosiddetti reati finanziari (vedi crack Palrmalat).
    In secondo luogo, l'ammontare dello sconto di pena. Se il legislatore, avesse optato per un solo anno di sconto pena, il risultato finalizzato all'obiettivo dichiarato, sfoltimento della popolazione carceraria, sarebbe stato, dati alla mano, più o meno simile all'attuale.
    Di contro, con i tre anni, si estinguono di fatto, tutti i reati con pene fra i tre ed i sei anni.
    Ergo, quello che doveva essere un atto di clemenza, diventa un vero e prorpio colpo di spugna.

    Non solo. Tutti i carcerati che nelle prossime settimane usciranno dal carcere, avranno una qualche struttura/organizzazione/programma finalizzato al loro reinserimento nella società? Io credo di no.
    Quindi è facile pensare, e ti prego di non accusarmi di semplicismo, che gli stessi pur di sopravvivere, saranno, loro malgrado costretti nuovamente a delinquere.

    In definitiva, nulla contro gli atti di cliemenza, a condizione però, che ci siano non solo i presupposti, ma che tali provvedimenti non siano fini a se stessi.

  2. Tisbe

    @Fraba, un ottimo commento il tuo. Come ho già anticipato non ho le idee molto chiare, anzi non sono convinta di quale sia la strada migliore da seguire. Inoltre avrei dovuto limare il post ma mi è arrivata una telefonata e ho dovuto mandarlo in onda senza aggiustature. Continuo ad avere dubbi…

  3. moltitudini

    Esausto dall'ennesimo post sull'indulto non ho quasi più forza di commentare.
    Sono favorevole bla bla bla, si sa.
    Rispetto alla prima commentatrice, faccio notare che non viene estinto alcun reato (mica è un'amnistia), che il problema del 416 ter (il "voto di scambio) è un falso problema (vedasi commento a mio ultimo post).
    Che questo non sia il migliore dei provvedimenti possibili posso esser d'accordo, ma se l'alternativa era non fare nulla, preferisco così.
    Tutto sto clamore sui reati finanziari:
    i processi non vengono bloccati
    il reato non viene affatto estinto
    rimangono le pene interdittive perpetue.
    Non vengono toccati gli eventuali risarcimenti.
    I condannati per quei reati in carcere già non ci finiscono (come dimostra il fatto che ve ne sono 67 su 60 .000). Dal mio punto di vista, che stiano agli arresti domiciliari per 6 o tre anni non è poi così fondamentale.
    Molto più importanti le pene interdittive , le confische, la "deplorazione" sociale cui giungono attraverso la sentenza di colpevolezza, i risarcimenti.
    Che poi l'indulto da solo non basti, è evidente.

  4. fraba

    @ moltitudini: rispetto la tua opinione e su qualche punto, evidenzio punti di convergenza fra noi.
    Tuttavia, il tuo post mi ha fatto nascere un dubbio che, con il permesso di chi ci ospita, mi permetto di sottoporre alla tua attenzione.

    Giustamente tu affermi che l'indulto, non estingue alcun reato (ho riletto il mio post, e non mi è sembrato di avere detto ciò).
    Altrettanto correttamente, sottolinei il fatto che l'indulto non elimina le pene accessorie (interdizione, risarcimenti, etc).
    A questo punto però mi domano e ti domando, è sufficiente un risarcimento dei danni a rendere giustizia ad una persona che è stata oggetto di truffa?
    Esempio pratico: Tanzi, che con la depenalizzazione del reato di falso in bilancio, rischiava si e no dai 5 ai 10 anni di carcere, risarcirà con le pene accessorie tutti quei poveri cristi che hanno investito i risparmi di una vita nei suoi bond parmalat?

    Ed anche se così fosse, come la mettiamo con la certezza della pena?
    Vorrà dire che, come dice il procuratore Castelli, stiamo pericolosamente derivando verso una doppia Giustizia. UNa giustizia che si differenzia dal ceto sociale degli imputati.
    Se ho i soldi, nonostante sia reo, pago e me ne esco pulito. (magari anche con qualche plusvalenza)

    Se i soldi non li ho, allora vado in galera. Alla faccia della certezza del diritto e dell'uguaglianza sociale dinanzi alla giustizia.

  5. Tisbe

    UNa giustizia che si differenzia dal ceto sociale degli imputati.
    Se ho i soldi, nonostante sia reo, pago e me ne esco pulito. (magari anche con qualche plusvalenza)
    Fraba, la tua osservazione è giustissima ma non credo dipenda dall'indulto. Secondo me è il sistema giustizia che necessita di essere riformato, annullando, in primis, quella sciagurata legge leghista sulla legittima difesa… Eppoi avvocati d'ufficio anche per i ricconi (questa è la volta buona che mi fanno fuori…). A parte gli scherzi, non sono esperta di giurisprudenza, ma una riforma va fatta e alla svelta, mi pare che lo abbia auspicato anche il Presidente Napolitano.

  6. fraba

    Tisbe, ti prego di credermi. Il vero problema non è fare una riforma.
    Il sistema giudiziario (ante Castelli) non era da buttare via, anzi.

    Il vero problema sono i fondi a disposizione della macchina giudiziaria.

    Sul mio blog, tempo fa, ho pubblicato un interessante intervento del procuratore Castelli.
    Se hai tempo e voglia, leggilo. ti assicuro che ti si apriranno "orizzonti sconosciuti".

    Inoltre, quanto prima, posterò qualcosa di molto interessante sulla questione intercettazioni.
    Sapessi quante ca@@ate ci stanno raccontando….

  7. moltitudini

    Fraba , tu dici "si estinguono i reati con pene sino a tre anni".
    Non è vero. Si condona la pena di tre anni quale che sia la condanna, non viene estinto il reato. Estinguere il reato significa altro.
    Il discorso della giustizia che si differenzia in virtù del ceto sociale è quanto già avviene, e che non cessa grazie all'indulto, problema a cui va data risposta però con la riforma della giustizia.
    Sul discorso della "certezza della pena", se il problema è quello, beh..allora la perplessità sull'indulto diventa di principio, generale, e se la perplessità è di quell'ordine-essendo questione di principio-non ho certo argomenti per conincerti.
    La mia opinione è che un proveddimento come questo-che è eccezzionale per sua natura – è essenziale per porre un freno ad un'emergenza sottolineata da qualsiasi osservatore e realtà che si occupoa di vita carceraria e passo fondamentale-ma non sufficiente- ad avere una giustizia più giusta in questo paese.
    Tutto ciò lo riprova il fatto che già ora i "tanzi" non scontano le loro pene in carcere.

  8. Tisbe

    CATANZARO – Il primo detenuto scarcerato grazie all'applicazione dell'indulto e' un agricoltore, Anselmo Novello, di 60 anni, condannato per omicidio. Novello, il 12 maggio del 1987, a Casabona (Catanzaro), nel corso di una lite per motivi di pascolo, uccise una donna, Rosina Aprigliano, di 44 anni, e feri' gravemente il marito ed il figlio della donna.
    La scarcerazione di Novello, che era detenuto a Rebibbia, e' stata disposta dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi. ANSA
    Che dire? Forse il mio post adesso acquista un senso… e forse sono una VEGGENTE

  9. utente anonimo

    Cara Tisbe.. mi spiace non essere concorde con il tuo punto di vista.
    La condizione umana dei detenuti sono convinto continuerà ad essere pessima fra 3 mesi.. quando.. finito il colpo di vento dell'indulto, ci sarà il ritorno in carcere di buona parte dei 12000 detenuti che oggi escono..
    Sai benissimo che senza politiche serie di riabilitazione non basta svuotare le carceri..
    Poi.. dal punto di vista della persona… proviamo a vedere anche un altro punto di vista.. cosa succede a chi è fuori e si vede tornare a casa elementi assolutamente pericolosi? Anche 3 anni di differenza fra il terrore e la tranquillità fanno.. te lo garantisco..
    Io conosco una donna in pessime condizioni economiche (lo dico perchè cosi spiego che non può "scappare") che si vedrà arrivare a casa l'ex marito (che comunque ha l'ingiunzione di non vederla più) che ha assassinato la sua ex-amante…
    Io ho visto il terrore negli occhi di questa donna…
    Vedi.. io non credo che il carcere tanto per farlo serva a qualcosa.. mio padre faceva corsi di formazione nelle carceri e sin da piccolo ho visto occhi e odorato umori di uomini umiliati…
    Ma sicuramente l'indulto (che ci tengo a precisare.. NON ERA NEL PROGRAMMA DI GOVERNO) e' solo una falsa panacea… vedrai che fra un mese nessuno si ricorderà più di dover mettere a posto le carceri ecc. ecc.

  10. utente anonimo

    Mi permetto di aggiungere anche che: il signor Callisto Tanzi (& co.) hanno messo sul lastrico centinaia di piccoli pensionati.. che tutto d'un colpo si sono visti bruciare i risparmi di una vita… a proposito di PERSONE.. ti rendi conto di come stiano male queste persone? cornuti e mazziati!
    Beppone

  11. Tisbe

    @beppone, ma non devo scusarti per non essere d'accordo con me! Tra l'altro ho premesso di non avere le idee molto chiare e ho dato la mia massima disponibilità al dialogo. Di una sola cosa sono certa: in una scala di valori, per me, al punto più alto c'è la vita umana. Voglio dire che se l'indulto è applicabile alla pena di un omicida, non vedo perché non possa usufruirne un ladro. E' un punto di vista estremamente banale. Per il resto concordo con te. So bene che la questione carceri non sarà risolta … so bene che manca una vera politica del recupero della persona che delinque. So bene che el carceri sono una fucina di delinquenti: ci entri innocente e ne esci pronto a sopravvivere fuori legge. Le carceri sono la vera UNIVERSITà del CRIMINE

  12. utente anonimo

    ma vedi come parli…
    nei carceri ci entri innocenti..ed esci..bla bla bla…
    se una persona va in carcere…è COL-PE-VO-LE la maggior parte delle volte!!!!!!!!!!
    e deve pagare!!!!!!!!!!! l'indulto non dovrebbe essere appllicato nè alla pena di un assassino nè di un usuraio nè di nessuno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  13. utente anonimo

    D'accordissimo .. la vita umana.. ma di chi?
    Di tutti è impossibile .. anche perchè la sola istituzione delle carceri è sinonimo di restrizione della libertà di qualcuno a favore di qualcun'altro.. quindi…
    La vita umana sopra ogni cosa. Perfetto! Partiamo dalla base.. altrimenti ci saranno centinaia di derelitti che della loro vita non sanno cos'altro fare se non usarla per uccidere e rubare che andranno in giro liberi di fare danni su altre vite umane..
    Tisbe.. io ho compreso benissimo il tuo mulinare di dubbi .. ed è il mio anche per tantissime cose…
    Sull'indulto non ho la ricetta magica. So solo che scarcerare tanto per… è sbagliato.. anche e soprattutto quando i tuoi elettori si stanno esprimendo negativamente….
    Mi ricordo la famosa legge 180 dei manicomi.. chiusi dall'oggi al domani senza attuare il resto della legge che indicava come aiutare i malati e le famiglie con opere di recupero/assistenza.
    Stessa identica cosa…

  14. fraba

    perdonate, ma ho come l'impressione che qui si stia passando da una cosa all'altra, con troppa semplicità.

    Se crediamo e rispettiamo la vita umana, non possiamo non accettare l'indulto come (sconto su di una pena) e atto di clemenza.
    Ciò detto, è chiaro ed evidente, che la cosa non risolve i problemi delle carceri. Tempo tre mesi, e si è punto e a capo.
    Ho più volte detto che il vero problema del sovraffolamento carcerario, non lo si risolve con gli atti di clemenza. Il 40% degli attuali detenuti, è in attesa di giudizio. Quindi, sarebbe necessario veolcizzare il porcedimenti.
    Ma qualcuno dice che per fare questo, c'è bisgono di una rifarma (un'altra?!?!).
    NON E' VERO!.
    C'è solo bisogno della volontà di far funzionare il sistema, non di riformarlo.

    Mi spiegate come si fa ad accelerare i procedimenti se mancano magistrati, segretarie, cancellieri e finanche la carta per le fotocopie?

    Bisogna partire dal basso nelle cose. A fare troppi teoremi, si costuisce il nulla e si rischia solo di perdersi.

  15. utente anonimo

    sono contro l'indulto e sono della sinistra "radicale". Credo che questo penoso tentativo di svuotare le carceri sia solo un modo mascherato di "sorvolare" su reati finanziari che hanno messo sul lastrico migliaia di persone ( scandalo Cirio , Parmalat, BNL), speculato ( Ricucci e compagnia), corrotto(Previti),perso ogni limite tra Rispetto e Libertà ( caso da te citato sull'agricoltore).
    Posso essere estremamente diretta?
    se le carceri son piene, se ne costruiscano delle altre, punendo i colpevoli, realizzando poi, COMUNQUE, una politica di RE-integrazione per chi ha sbagliato( e stiam parlando di gente che non ha avuto ergastoli…quelli non DEVONO avere chance).
    Credo che una politica illuminata di solidarietà sociale e di lavoro NON DEBBA ASSOLUTAMENTE prescindere dai valori di onestà e rispetto per l'altro. Una DISCIPLINA del rispetto è necessaria affinché una Giustizia equa ( e sicuramente meno lunga) sia davvero in grado di indirizzare al rispetto dei beni comuni che a mio avviso, rimangono sempre:
    1. Onestà
    2.Solidarietà
    3.Istruzione
    4. lavoro
    mi rendo conto però che il discorso è piuttosto ampio e che un commento debba per forza esser riduttivo.
    Un caro saluto
    draculia

  16. moltitudini

    Beh, se questo centrosinistra farà la riforma della costituzione, chiedetegli di eliminare l'articolo su Indulto ed amnstia.
    Il "diritto" ed il sistema penal, dico a Draculia, non sono "assoluti".

    Le carceri sono piene anche perchè molti sono dentro mentre potrebbero scontare la pena in modo diverso, o per un circuito giudiziario in discreta parte perverso, o per un apparato proibizionista che punisce la "feccia " della società.

    Basta dare un'occhiata alla composizione sociale della popolazione carceraria, per rendersene conto.

    E poi ci si definisce di "sinistra radicale", altro neologismo che vuol dire niente.
    Certe..lenti con cui si leggono i fenomeni non sono certo assolute, ma se ci si definisce nel modo con cui si è autocatagolata draculia, non è che si possa eludere l'aspetto "di classe" della questione.
    Se poi uno è collocato entro..diversi orizzonti culturali, senz'altro non è obbligato.
    Sul "mascherare" i reati finanziari, come dice Draculia, (manco fossero stati depenalizzati) sono stanco di ripetere quanto ho già ripetuto "anta" volte.

  17. Tisbe

    Io credo che tra il mandare sul lastrico ed uccidere fisicamente una persona ci sia una differenza etica notevole … per il resto, io sono cristiana, quindi favorevole a provvedimenti come l'indulto … Riguardo al reato credo che andrei ben oltre le categorie di onestà per cui mi fermo qua, ma voglio ricordare una frase che ho detto un giorno ad una mia amica a proposito del fatto che siamo tutti brave persone, cioè non commettiamo reati. Io ho detto "E dov'è il nostro merito? Abbiamo fame forse? Che merito c'è a non rubare se non si ha fame!".

  18. utente anonimo

    moltitudini:mi do una categoria perché ciò che penso viene generalmente considerato un discorso da "sinistra radicale", tra virgolette, infatti . Sono comunista. Stop.
    Credo di esser stata anch'io abbastanza chiara sui motivi per cui le carceri scoppiano ( e continueranno a scoppiare). Poi, ognuno capisce ed interpreta per ciò che può. Le lenti, appunto.
    draculia

  19. Tisbe

    @draculia, non voglio giustificare il crimine, ma dietro ogni crimine c'è una storia, una vita umana … spesso è una vita zeppa di umiliazioni, vessazioni, cattiverie subite … credo che si possa provare pietà per chi è stato sfortunato e concedergli una seconda possibilità. Ovvio che esistono i criminali incalliti e in questo senso bisognerebbe discriminare. Io non riesco a non schierarmi con i vinti e con i deboli…

  20. utente anonimo

    …ma io non voglio passare per una novella Charles Bronson che se la prende con chi ha sbagliato, senza ammettere una via d'uscita! Semplicemente credo che, quando per educazione ricevuta, contesto sociale ed economico ( e guarda come si amplia il discorso…), un individuo ha commesso un crimine , tale crimine sancisca comunque una pena, perché non è addolcendola che si risolverà la questione. A mio avviso l'infrazione della legge è il SINTOMO di un tessuto sociale a brandelli, per cui non è riducendo la pena che si risolve il problema ma correggendo le situazioni sociali, economiche, politiche ( e dunque psicologiche, come conseguenza…e qui si torna al discorso delle lenti…) che hanno condotto un individuo a sbagliare. I "signori", poi,che hanno commesso reati di stampo prettamente finanziario, rientrano ( a mio modesto avviso) in un'altra categoria; la peggiore, poiché non mi risulta che siano cresciuti in quartieri bollenti, dovendo vivere alla giornata. No…mi spiace…lungi da me essere la Charles Bronson del momento..ma capisco chi ruba perché ha fame, posso capire chi ammazza perché ha conosciuto solo la legge della giungla…ma non è perdonando che si risolve il problema…bisogna annullare la legge della giungla…e dunque curare l'humus che permette ai germi della criminalità di proliferare: a monte, non ai piedi del problema.
    Ciao 🙂

  21. moltitudini

    "un individuo ha commesso un crimine , tale crimine sancisca comunque una pena, perché non è addolcendola che si risolverà la questione"

    ma qualcuno sostiene che l'indulto risolve il problema del crimine, per caso?
    No perchè se è stato detto non me ne sono accorto.
    E che lo si elimini dalla perdonista costituzione, st'indulto!
    Draculia….certe categorie per me hanno oramai poco senso, diciamo però che nel leggerti più che un'impostazione da "sinisra radicale" ne scorgo una alla Schwarzenegger, mel senso del governatore, non dell'attore…anche se poi è la stessa cosa.

  22. spartacusdue

    tanto per lasciar una traccia della visita, poi mi scarico il post con i commenti e potrò dire, forse, qualcosa di più.mi preme però dire che è il giudice di sorveglianza che decide la scarcerazione, percui bisognerebbe sapere perché ha emesso il provvedimento per il contadino assassino. Poi ci risentiremo

  23. spartacusdue

    devo riconoscere che è una bella discussione e siccome “piatto ricco me ce ficco” eccovi il mio parere su alcune cose:
    @ Tisbe – capisco i tuoi dubbi, è anche l'età, nel senso che ne hai viste e sentite sicuramente meno di me, che, ahimé, se avessi i capelli sarebbero nivei. Però un bel post quasi quasi l'invidio.
    @ Fraba – (si descrive al maschile, Moltitudini l'ha definita al femminile, io lo riporto al maschile) Alcune cose te le ha risposte Moltitudini, con cui mi trovo in accordo, sottolineo poche cose: a) “la certezza della pena”. Si è fatta molta confusione su queste “paroline”, la destra Fini in testa le considera come il doversi scontare dal primo all'ultimo giorno la pena comminata in giudizio. Non è così, ho studiato un po' di diritto e per “certezza della pena” s'intende che chi delinque deve essere scoperto e condannato. Esempio il ladro di auto che sa perfettamente di non essere mai, o quasi mai, scoperto e condannato quale deterrente ha? Se invece, fornendole i mezzi necessari, la polizia riuscisse a scoprire la massima parte di tali ladri, forse (badate forse…) ci sarebbe un rischio troppo alto rispetto al “beneficio” del crimine. E, vengo un attimo ai dubbi di Tisbe, quanti sono gli assassini non scoperti che girano tranquillamente liberi tra di noi? A Roma, c'è un reato praticamente impunito è l'assassinio dei gay. Non so quanti ma sicuramente un numero enorme. Colpevoli nessuno! E se il contadino calabrese ha uno sconto di pena dopo 19 anni (come sono i giornalisti non hanno pubblicato a quanto era stato condannato, probabilmente non più di una ventina d'anni e dunque stava per uscire comunque!) mi dovrei preoccupare? Poi sui fondi per la giustizia hai ragione. Ti ricordo che chi ha operato per togliere fondi alla giustizia è stato il centro destra. Speriamo che vi sia un invertimento di rotta.
    @ Beppone è chiaro che non sono d'accordo con lui. Però se una legge non viene completamente attuata non è colpa della legge quanto della mancata volontà di attuarla. Parlo della 180 perché non credo che Basaglia fosse un esaltato e credo altresì che i manicomi erano una VERGOGNA. Prova a pensare alla legge sull'interruzione di gravidanza, prevede i consultori,ma dall'indomani si è fatto del tutto per depotenziarli ed oggi sono, nei pochi casi in cui ancora esistono, degli ambulatori ginecologici senza più prevenzione né educazione alla sessualità (contributo di mia moglie…).
    @ Draculia: sono comunista anch'io e allora? Come si può chiedere di costruire più carceri? O di buttare le chiavi delle celle degli ergastolani? Sono piuttosto idee “medioevali” . Che poi si debba operare sulle “sovrastrutture” è un discorso condivisibile, il resto no!
    Scusate ma la discussione è ampia e mi è piaciuta, ho cercato di essere più conciso(?) possibile.
    Spartacus

  24. DexterH46

    Semplicemente: gli omicidi, insomma, che restassero dove sono. Han tolto respiro, sorriso, gioia ed il dono della vita ad una (o più persone)… sono contro la pena di morte, ma non penso nemmeno sia il caso di far finta di niente con i carnefici. Passando ai reati di corruzione, truffe finanziarie et simili penso sia palese che queste persone si siano arricchite consapevoli di truffare. Le vittime?Un sacco di famiglie, piccoli lavoratori ONESTI che per colpa della loro onestà han visto i loro guadagni perdersi tra le tasche di chi magari manco è pentito ma a breve sarà libero di ri-fregare qualcunaltro. L'indulto se ci doveva stare, ci poteva stare per chi ha commesso reati minori ed è in condizioni davvero disagiate, ma credo sia più importante evitare il sovraffollamento delle carceri (ad esempio abolendo subito la Bossi-Fini tanto per citarne una) e pensare veramente se non sia il caso di pensare prima ad altre riforme, come per esempio fare tagli anche agli stipendi Parlamentari, visto che se ne fanno alla cultura. Semplicemente, molto semplicemente.

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