Un tribunale per i crimini del cuore

E’ estate, fa caldo, a volte si fa fatica a leggere contenuti impegnativi, così mi do a letture in grado di distrarmi. Mi è capitato sottomano il settimanale Grazia, soprattutto mi ha colpito il contenuto di una mail pubblicata che mi ha fatto riflettere sulle nuove esigenze della società contemporanea.

«Ho letto su Grazia l’intervista con Giuliana De Sio. Mi ha colpito molto e mi piacerebbe che questa mia mail potesse leggerla anche lei: cara Giuliana, ti sento molto vicina perché anche io, come te, credo che certi dolori e abbandoni ti lascino delle spine che difficilmente puoi rimuovere. Sono anche dell’opinione che se ci fosse un bel tribunale per i crimini del cuore ci sentiremmo tutte più leggere. Purtroppo certe persone non pagano mai. E’ inutile stare sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del tuo nemico. Non passa mai».

E voi, cari blogger cosa ne pensate. E’ pensabile istituire un Tribunale per i crimini sentimentali? E quali sarebbero i criteri di giustizia? Inoltre come si potrebbero applicare leggi generalissime a fatti poco dimostrabili perchè, spesso, nascosti nell’intimo di ognuno di noi. Come si può tentare di oggettivare un mondo che per definizione è soggettivo? Di fronte a tutto questo la giurisprudenza non sarebbe del tutto impotente ed inefficace? 

6 commenti su “Un tribunale per i crimini del cuore

  1. Iattazumba

    Non sarebbe male come idea.. ma gli unici criteri di giustizia sono quelli del cuore. Tutti abbiamo torto o ragione in uguale misura, in amore non esistono colpevoli nè innocenti.. tranne nei casi estremi. Non complichiamo la vita alla giurisprudenza, che già di suo è nei guai fino al collo 😉
    Saluti.

  2. fraba

    Magari ci fosse questo tribunale.
    MA credo che nessuna giustizia possa compensarti di quello che ti hanno portato via dal cuore.
    Il saccheggio dei sentimenti, è un crimine senza pena. Purtroppo…

  3. Tisbe

    @Iattazumba, beh, effettivamente! L'indulto ha alzato un vespaio di polemiche
    @fraba, come condivido le tue parole… mi è piaciuto molto il post che ho ispirato involontariamente con un mio post. Ma lo sai già. Sarei curiosa di conoscere la tua storia, ma non ti chiedo niente, perché in fondo le tue sensazione le ho percepite.

  4. fraba

    Grazie per l'attenzione Tisbe.
    La mia, è una storia come tante altre. Semplice nella sua tristezza, banale nell'immancabile abbandono e condita da una sostanziosa dose di egoismo e di cinico opportunismo.
    Io non sono un santo, per carità, ma il danno morale ricevuto, mi spinge sempre più lontano dagli altri.
    Ed è qeusta, la cosa che più mi angoscia.
    Grazie ancora per la tua attenzione.

  5. utente anonimo

    no.. tisbe.. concordo con fraba.. nulla può ripagare … certo che se ci fosse poi.. con un indulto annulliamo tutto.. [da vero bastardo ti dovrei aver colpita e affondata] 😉

  6. Tisbe

    @bragiu, è facile colpirmi, ma quasi impossibile affondarmi
    L'idea del tribunale non è mia ma trovo più vigliacco chi uccide nell'anima piuttosto che chi uccide nel corpo. Il fatto è che chi uccide nel corpo sa che potrebbe pagare e se ne assume ogni responsabilità; chi, invece, uccide nell'anima, sa che la farà franca, e quindi è doppiamente colpevole di vigliaccheria

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