… ma che cos’è la giustizia? …

Ma non appena Settembrini introduceva nella conversazione la parola "giustizia" e raccomandava questo elevato principio come rimedio profilattico contro catastrofi di politica interna ed estera, si vedeva che Naphta cercava di mettere in dubbio e di vilipendere proprio quel mondo dello spirito. La giustizia? Era forse un concetto adorabile? divino? un concetto di prim’ordine? Dio e la natura, diceva, sono ingiusti, hanno i loro preferiti, parteggiano per la predestinazione, decorano l’uno con destinzioni pericolose, assegnano all’altro una sorte tenue e volgare. E l’uomo dotato di volontà? Per lui la giustizia è, sotto un aspetto una debolezza paralizzante, è il dubbio…e, sotto un altro aspetto, una fanfara che chiama ad azioni prive di scrupoli. Siccome l’uomo, per restare entro i limiti della morale, deve correggere sempre la giustizia in questo senso mediante la giustizia in quello, si può forse affermare l’assolutezza e il radicalismo di questo concetto? D’altronde si è giusti con un aspetto oppure con l’altro. Il resto è liberalismo, col quale oggi non si caverebbe un ragno da un buco. Va da sé che la giustizia è il vano guscio verbale della retorica borghese, e per giungere all’azione occorre anzitutto quale giustizia si debba intendere: quella che mira a dare ad ognuno il suo, o quella che vuol dare a ognuno la parte uguale. Thomas Mann

2 commenti su “… ma che cos’è la giustizia? …

  1. etienne64

    Ma che guscio verbale della retorica borghese! Anche Carlone e Federicone volevano creare un sistema, il comunismo, per consentire ai proletari di riappropriarsi del plusvalore a loro sottratto dal capitalista in quanto non era GIUSTO che ci fosse questo furto del plusvalore.

    Tutti cercano di fondare le proprie scale di desiderabilità su un concetto di giustizia, mica solo i borghesi.

    “Per giungere all’azione” semplicemente si adatta la nozione di giustizia alla azione desiderata. E i desideri non sono una prerogativa dei borghesi, ma degli esseri viventi.

  2. Tisbe

    @etienne64, il personaggio che pensa queste cose, Naphta, non è un comunista né un rivoluzionario, semmai lo è Settembrini (l'italiano) è piuttosto un nichilista che incenerisce le convinzioni umane riconducendole a meri dogmatismi a cui aggrapparsi, ma assolutamente senza valore di verità!

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