La scienza? Una fede come un’altra

Qui abbiamo pescato nel mare magnum soltanto un esempio a casaccio per mostrare come costui (Naphta) procedesse per offuscare la ragione. Peggio fu quando prese a parlare di scienza,…nella quale non credeva. Non ci credeva spiegò, perché l’uomo è liberissimo di crederci o no. Essa è una fede come un’altra, soltanto peggiore e più stupida di qualunque altra, e lo stesso vocabolo "scienza" è l’espressione del più sciocco realismo che non si vergogna di prendere o spendere per moneta sonante le immagini più che problematiche degli oggetti riflessi nell’intelletto umano, e di ricavarne il più insulso e sconsolante dogmatismo che sia sia mai tentato di far digerire all’umanità. O non è il concetto d’un mondo sensibile esistente in sé e per sé la più ridicola di tutte le autocontraddizioni? La fisica moderna, invece, in quanto dogma, vive esclusivamente del presupposto metafisico che le forme gnoseologiche della nostra mente, spazio, tempo e causalità, nelle quali si svolge il mondo fenomenico, siano condizioni reali, esistenti indipendentemente dalla nostra conoscenza. Thomas Mann

13 commenti su “La scienza? Una fede come un’altra

  1. utente anonimo

    Un'estensione in campo gnoseologico del mito della caverna di Platone…
    Prendere per oro colato la scienza, certo è qualcosa di sbagliato a priori. La scienza parte sempre da presupposti, i postulati, che non hanno una verità in sè, ma la creano partendo da presupposti empirici (ovvio)
    Ma…è anche vero che questi presupposti riescono a far combaciare parti dell'universo che sembrerebbero non aver nulla a che fare tra di loro, riescono a dirti che c'è un legame tra la velocità di un oggetto e la sua massa e che la terra gira attorno al sole ed il sole attorno al centro della Via Lattea. Ha fatto sì che Sabin salvasse la vita a milioni di bambini poliomelitici e ci fa ancora sognare guardando le stelle e pensando che un giorno un uomo sarà lassù…
    Bè Thomas Mann è vissuto in un periodo che uno scrittore doveva sminuire un po' la scienza, schernirla. Sentiva che quello che creava lui con la fantasia era molto meno fantasioso di quello che gli studiosi creavano nei laboratori..oggi, invece è un momento che bisognerebbe credere un po' di piu' nella ragione umana (ma solo quella di chi la usa)!

    Saluti Luca

  2. etienne64

    Gira un simpatico aneddoto. Un giorno Parmenide fu invitato a casa di un ricco e abbastanza colto mercante. Parmenide espose le sue teorie che lascarono, però, il mercante piuttosto perplesso, sopratutto quando P. negava, in buona sostanza, l'esistenza delle cose finite. P. che aveva un concetto di sè piuttosto alto, se ne andò sibilando che con un simile grezzone non voleva averci a che fare. Mentre P. scendeva dalla collina su era stata costruita la villa del mercante questi diede ordine che liberassero dei molossi che facevano la guardia alle sue proprietà. I cagnacci si misero ad inseguire P. che, ovviamente, scappò a gambe levate mentre il mercante, da una torretta della villa gridava "Non ti preoccupare P., sono solo apparenze!"
    Circa 2200 anni dopo Liebniz ammoniva "cave consequentiaribus".
    Morale: attenzione a non perdere il buon senso e credere troppo ai circoli viziosi della mente pensante se stessa conoscente e robe del genere.

  3. Tisbe

    @Luca, Mann è vissuto in un periodo in cui la scienza era troppo potente e spettava a pochi coraggiosi mettere in guardia l'umanità dai suoi tranelli. In nome della scienza si sono compiuti i crimini più efferati, per questo è paragonata ad una fede. Quanti morti ha collezionato la fede cattolica? Quanti quella musulmana? Quanti quella ebtraica? (per rimanere nell'ambito delle tre grandi religioni monoteistiche) E quanti morti ha collezionato la Scienza? Pensa solo ai campi di sterminio che sono nati sul postulato sella superiorità di una razza rispetto ad un'altra? Superiorità dimostrata con la teoria evoluzionistica che è sicuramente una teoria di matrice scientifica…
    @etienne64, La mente vede ciò che vuole vedere. Questo vale sul piano personale (altrimenti come si spiega la follia?) e vale sul piano generale (come si spiega che moltitudini di esseri umani si bevano la stessa identica menzogna?). La realtà esterna alla nostra mente non è mai pienamente oggettiva. Possiamo esserne certi perché ogni essere umano risponde in maniera personale e soesso imprevedibile allo stesso idendico stimolo. E' qui, proprio in questo iato di spazio e di tempo, che la scienza mostra il suo limite, e fallisce miseramente.

  4. filomenoviscido

    mah permettimi di inserire queste frasi nel pregiudizio "umanistico" verso la scienza.

    In realtà, tranne qualche positivista e qualche moderno "scientista" che vogliono ridurre tutto a scienza, nessuno fa della scienza una Fede che spiega ogni cosa. E in generale la cultura scientifica prende molto meno sul serio la scienza di quanto faccia la cultura umanistica con le teorie filosofiche

    Le categorie "mentali" in cui si divide il mondo, sono messe in discussione dagli stessi scienziati (pensiamo ai concetti di relativismo e a quelli di dimensioni)

    Per non parlare di tutti i popperiani che vedono la scienza come "lotta tra idee".

    inoltre vi è l'ingenuità di credere che la scienza sia diventata onnipotente nella cultura umana : ciò non è vero.

    Gran parte degli scienziati è credente (nel senso che ha una fede religiosa), tra le persone "comuni" sono fortissime le pseudoscienza e tra quelle di formazioni umanistica, soprattutto in Italia, vi è una tanta diffidenza dalla tecnologia e dalla scienza .

    Fare un bilancio tra "uccisi" dalla scienza e "salvati" dalla scienza non è bello nè corretto ma credo sia favorevole a quest'ultima , se li compariamo con quello che hanno fatto le "fedi".

    semmai il problema della scienza è problema di coloro che la considerano "pura", dimenticando le influenze socioeconomiche e di interesse individuale che possono modificare i risultati

    infine una mio parere più "filosofico": la scienza è qualcosa di diverso dalla Fede perchè non essa non quest'ultima da "senso" al mondo e propone vie di salvezza all'individuo, cosa che la scienza non fa .

    talvolta ci possono essere delle filosofie a base scientifica, appena ho tempo scrivo qualcosa sul cosmismo e sul transumanesimo

    ciao

  5. VIQUE

    Ho bisogno di leggerlo più volte!
    oggi ti ringraziamo perchè abbiamo utilizzato un link a un tuo articolo del 1 dicembre-sui pacs- per aggiungere i vecchi ma attualissimi pensieri dei blogger e legarli alle ultime dichiarazioni ufficiali dell'ex presidente del consiglio
    ciao!

  6. utente anonimo

    Giusto Tisbe, ormai Kant è acquisito. Ma non dimentichiamoci la critica del buon Emanuele all'allora giovane Fichte che già sclerava fregandosene del noumeno. Non lo percepirò appieno, la mia conoscienza sarà incompleta, ma se vado a sbattere su un palo non consola il mio naso rotto pensare che è solo una proiezione della mia mente. La mia mente NON vorrebbe vedere il naso rotto, ma il bastardo (il naso) continua a sanguinare…..
    E il dottore che mi ha medicato non ha fallito miseramente il suo obbiettivo: adesso il naso è di nuovo dritto e non mi fa più male.
    🙂

  7. situo

    La scienza pensa di riprodurre i fenomeni, e così si perde i miracoli.
    No, la scienza non spiega proprio niente:
    traduce solo in lingua del cervello
    ciò che il cuore conosce già da sempre –
    ci fa i suoi conti su, e ne perde il bello.

  8. bhikkhu

    Uhm, bello a leggersi, ma se uno ci fa i conti su si accorge che è una gran cazzata… il mio cuore non conosce la penicillina, e nemmeno il cuore di Fleming la conoscieva. Però il suo cervello c'è arrivato… a volte la scienza fa miracoli! 🙂

  9. utente anonimo

    Orpo, Situo, il mio cuore lo sapeva già…. e io che mi son fatto un culo così a studiare cose che sapevo già… corro a chiedere il rimborso delle rette universitarie. 😉

  10. Tisbe

    @situo, teoria affascinante
    @bhikkhu, I miracoli non si negano mai, nemmeno quelli della scienza…
    @etienne64, Buona idea, ma solo se hai studiato materie scientifiche 😉

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