Il Mercante di pietre, un film che fomenta l’odio religioso

Ho provato un profondo senso di delusione dopo la visione de Il mercante di pietre. Mi sono chiesta se il soggetto fosse stato scritto a quattro mani da Calderoli e dalla buonanima della Fallaci. Il regista Martinelli mostra subito di essere sadico verso il pubblico. La sua intenzione è di proiettare gli effetti del terrorismo nel quotidiano dello spettatore e non esita a propinare scene di violenza gratuita al solo scopo di spaventare lo spettatore. Lo stesso protagonista è il supersistite di un attacco terroristico all’Ambasciata americana. In quest’ottica gli Stati Uniti d’America sono percepiti come vittima, in un processo di semplificazione unidirezionale della complessità del fenomeno terroristico che ripete all’infinito l’amore dell’Occidente per ogni tipo di dualismo, in questo caso di natura etica: da una parte il Bene, dall’altra il Male. E il male è l’Islam. Il regista pone l’accento esclusivamente sull’aspetto religioso e culturale del conflitto in atto, senza mai indagarne le dinamiche socio-economiche e non manca di sottolineare l’inferiorità della cultura islamica colpevole di discriminazioni verso il mondo femminile, dimenticando di citare che tali atteggiamenti sono maggiormente esasperati nei paesi alleati degli Usa come l’Arabia Saudita. A dire il vero c’è un solo passaggio in cui si ammette che il terrorismo non si innesta sugli insegnamenti dell’Islam, ma passa del tutto inosservato, tanto è il materiale che conduce inevitabilmente alla condanna di un’intera civiltà. Anche la storia d’amore, che potrebbe rappresentare l’unico momento salvifico del lungometraggio, sembra estranea alla fabula, come se vi fosse stata introdotta forzatamente. E la figura della donna occidentale ne esce sminuita e ridimensionata. In fondo il vero maschilista è proprio l’autore. Molto più maschilista dei musulmani. La donna occidentale è stupida, si fa raggirare e diventa inconsapevole ambasciatrice di morte. La donna occidentale rinuncia alla famiglia, rinuncia a curare il proprio consorte gravemente mutilato per inseguire un sogno d’amore con un musulmano, e non è capace di comprendere che l’Islam la sta immolando. Ecco è stupida… Chissà perché mi viene in mente Eva. Un film banale, scontato e fortunatamente non pericoloso come il regista avrebbe auspicato.

19 commenti su “Il Mercante di pietre, un film che fomenta l’odio religioso

  1. desiderio947

    Già in altra occasione ho sottolineato i limiti della visione dualistica della filosofia occidentale – la buccia di banana su cui è scivolato il Papa professor Ratzingher-. x superare tale impasse, meglio rileggere Nicola Cusano maestro di Tolleranza nelle sua Dotta Ignoranza.
    Ciao, buon inizio settimana. beppe

  2. Tisbe

    @vistodalsud, 🙂
    @desiderio947, Spero si sia trattato di un errore (riferito al papa) Buon inizio settimana anche a te
    @sermau, La storia trova sempre il modo di ripetersi
    @ giugioni, E vabbé vi ho fatto da cavia 😉
    @moltitudini, Sono contenta di averlo visto. Almeno adesso so come si comporta la propaganda antislamica 🙂

  3. Tisbe

    @moltitudini, e che ci posso fare se sono ignorante e sento ancora il bisogno d’imparare (lo sai la cultura ha un prezzo 😉

  4. viga

    del signor martinelli ho visto tre film.3 idiozie mostrusose.
    Io a quello non darei nemmeno 1 centesimo, lo evito accuratamente è un pessimo regista di una mediocrotà disarmante

  5. Tisbe

    @TYTTY_ , Da me? Anche io sono schifosamente di parte 😉
    @viga, A mia discolpa c'è da dire che io non avevo mai visto nulla di tal regista… meglio tardi che mai, no?!?

  6. etienne64

    Tisbe, qualche giorno fa si parlava se fosse opportuno parlare per aggregati tipo "Stati Uniti" "Italia" "Islam" etcetc.
    Nella misura in cui ciò sia possibile, parliamoallora di "Islam" come un tutt'uno. Non è molto esatto, ma insomma, faccaimolo tanto per semplificare il discorso.
    E allora se consideriamo il mondo islamico unitariamente (con tutte le riserve appena dette) mi permetto di osservare che questo mondo non ci vuole tanto bene e, sinceramente, dà tanto l'impressione di cercare ogni pretesto possibile per piantare rogne. Come ti ho già detto, non credo che ci siano i "buoni" e i "cattivi". Ma forse si dovrebbe prendere atto che la situazione è un po' (eufemismo) diversa da quella di 30 anni fa. E che certe categorie, come quella dello sfruttamento coloniale, c'entrano assai poco con l'attuale problema dell'Islam.
    L'Islam non è il male: ma è altrettanto vero che in nome dell'Islam oggi un sacco di gente ha intenzioni piuttosto violente nei confronti di quelli che non la pensano come loro.
    E, con tuo permesso, credo che le dinamiche culturali abbiano un peso veramente notevole in queste vicende: non tutto si spiega (se non con enormi forzature) in chiave economica.

  7. Tisbe

    @moltitudini, La prossima volta prima di accingermi a vedere un film chiederò il parere a te e Viga 😉
    @etienne64, Se Omero non l'avesse pensata esattamente come te non sarebbe nata l'Iliade… Gli Usa non smetteranno mai di essere colonizzatori. Solo la scoperta di un nuovo pianeta abitabile è in grado di salvarci dai vari Mac Donald's e dalla coca cola… Sob!

  8. utente anonimo

    Fammi capire Tisbe, ché sono tonto: i maggiorenti islamici smetteranno di aizzare le folle contro l'occidente (rinunciando ad un bellissimo pretesto per non affrontare i problemi di sperequazione economica e di ineguaglianza sociale nei loro paesi) il giorno che MacDonald chiuderà i battenti ??????

  9. Tisbe

    @etienne64, Non ho voglia adesso di mettermi a discutere di questi argomenti così impegnativi. Non devo spiegare io i danni, il potere e l'imperialismo delle multinazionali. Dico solo che il terrorismo fa comodo a molti, in primis agli Usa, che non vogliono combatterlo ma alimentarlo, e fa comodo anche alle frange più estreme dell'Islam. Qualcuno dovrebbe avere il coraggio e la forza di fermare le continue faide, perché solo di questo si tratta… Questo film è tale e quale alla propaganda dei filmati di Bin Laden, stesso tono, solo dall'altra sponda. Vogliamo assumerci la responsabilità di far precipitare il mondo in un baratro d'odio e di distruzione?

  10. utente anonimo

    D'accordissimo. Poiché per mestiere spesso aiuto la gente a trovare una conciliazione ho imparato che nulla è più improduttivo per conciliare due litiganti che sottolineare le ragioni di una delle parti, perché questo determina l'arroccamento sia della parte a cui si dà un po' di ragione sia alla controparte che si sente attaccata.
    Per esperienza, l'approccio migliore è partire dalla considerazione "se litigate, avete torto entrambi, adesso vediamo come sbrogliare 'sta matassa". E che se due litigano abbiano in qualche modo torto entrambi credo sia innegabile.
    Per questo motivo ritengo estremamente dannoso prendere le parti di un litigante (vd. commenti precedenti).
    Certo, non sempre si riesce a rappacificare i contendenti: se si tratta di privati si va al processo, se si tratta di entità internazionali alla guerra. In tutti e due i casi, sai che bella prospettiva….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *