Avellino napoletanizzata

Non ho mai nascosto il mio disamore per la città che mi ospita. Per questo motivo mi sono costruita un rifugio impenetrabile a chiusura ermetica, dove sono immersa nella mia silenziosa pace, tra candele, incensi, musica, libri, piante e l’immancabile gatto Stellina. Non lo nego, vivo in maniera estremamente isolata, ed è per questo che ho appreso molto tardi di un grave fatto di cronaca avvenuto nella mia città. Un ragazzo di soli 19 anni è stato freddato con un colpo di pistola in pieno viso nell’affollatissima Via De Concilii frequentata da adolescenti. Non è mio compito parlare di cronaca, e poi non sarei nemmeno in grado di farlo, ma vorrei spendere due parole per esternare il mio timore. Ne parlavamo qualche mese addietro con una mia amica. A me non piace andare per luoghi affollati, ma per far piacere a lei, ed anche per cambiare un po’ le mie abitudini l’ho seguita. Così lei mi ha fatto notare che Avellino sta cambiando, cioè si sta napoletanizzando. A me la cosa non era tanto dispiaciuta perché ho sempre pensato che gli avellinesi sono troppo chiusi (a volte persino io), mai e poi mai, avrei pensato che la napoletanizzazione potesse avvenire con sistemi violenti. Certo, non siamo abituati agli omicidi. Di certo quei ragazzini, abituali frequentatori di Via De Concilii, rimarranno shoccati per tutto il resto della loro vita. La verità è che Napoli spinge alle nostre frontiere, e con essa la delinquenza, che si infiltra prepotentemente nelle attività commerciali e imprenditoriali. Questo è un fatto di cronaca probabilmente ascrivibile nell’ambito delle bravati e sgarri fra ragazzi, tuttavia dobbiamo fare attenzione a non abbassare la guardia per evitare di consegnare la nostra terra alla camorra. Detto questo, appena appresa la notizia su Tg 1 sono andata immediatamente sul blog di Gaetano Amato e da lui sono arrivata a Boris Ambrosone. Pur se di idee politiche diverse, condivido l’indignazione di entrambi, ma non condivido l’addebito di questo fatto ad un malfunzionamento dell’Amministrazione locale.  Non sono certo contenta della classe dirigente che sta uccidendo e seppellendo Avellino e l’Irpinia, però sono consapevole del fatto che questo omicidio sarebbe accaduto comunque con qualsiasi altro gruppo di amministratori. La politica non c’entra, o meglio non c’entra in maniera diretta. Nessuno ha il dono della preveggenza e questo epilogo non era prevedibile. Se poi parliamo di costante abbandono degli spazi pubblici e del continuo disinteresse per i giovani di questa terra, potrei essere d’accordo.

Ps: quando parlo di napoletanizzazione non mi riferisco al fatto che gli omicidi possano essere napoletani, (pare che siano di Mercogliano) ma ad una sorta di emulazione… o più semplicemente un’abitudine al peggiore stile di vita  dei nostri cugini partenopei

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20 commenti su “Avellino napoletanizzata

  1. Solunto

    Devo dire che ultimamente provo un senso di disagio anche nella mia città. Vedo un bisogno inaudito e sfrenato di divertimento, di chiasso di indifferenza nel rispettare gli altri. Correre, bere, conoscere, promisciutà, non sono un bacchettone, ma credo che siffatti soggetti, incapaci di gioire davanti ad un libro o quant’altro, si sentono vivi solo creando disagio al quieto vivere.

  2. billycristal

    beh.. mi dispiace davvero che Avellino si napoletanizzi in questo modo. Personalmente ho fatto ad Avellino degli spettacoli (al teatro 99 posti) e ne avevo ricevuto un impressione molto positiva.. anche come gente..

  3. Tisbe

    @Solunto, E' l'effetto devastante di una cultura della superficialità e dell'apparenza e del declino dell'Occidente in una fase irrimediabilmente decadente
    @billycristal, Ah sì, Allora ti avrò visto, prima ci andavo spesso al 99posti 🙂 Avellino in apparenza è bella: verde, pacata, relativamente silenziosa. La gente che frequenta "quel" teatro è particolare, certo non incarna l'avellinese medio 😉

  4. utente anonimo

    certo che dire napolatenizzazione associandolo solo ad omicidi e camorra non è veramente il massimo.
    laura, napoletana

  5. sorrido

    A me Avellino è piaciuta, ma l'ho vista in maniera veloce..
    Credo che non l'Amm.ne non abbia colpe cosi come hai detto non possono avere la sfera magica.
    Ho visto invece in un paesino vicino (Prata) il degrado ambientale post terremoto anche se sono già passati tanti anni..
    Secondo me il controllo del territorio fà un pò da deterrente per queste attività criminali.
    Ciao piacere e a rileggerti.

  6. freemorpheus

    Lo so, purtroppo la criminalità dilaga. Trovare "isole felici" diventa sempre più difficile, anche a causa dell'esportazione di certi modelli e di certe subculture che inneggiano alla legge del più forte. Al di là delle amministrazioni locali, al di là della politica in generale, bisognerebbe riflettere sul deterioramento della società. Non credo che il dilagare della violenza, anche nel Italia meridionale, sia sempre e solo colpa di mafia, camorra, n'drangheta, ecc. anche perché questi ultimo sono fenomeni "storici", non nascono certo adesso.

  7. Tisbe

    @laura, E' per questo che ho aggiunto la nota. Personalmente i napoletani mi stanno simpatici (sul genere Troisi, Totò, De Crescenzo) ma da me li considerano troppo chiassosi e invadenti. Ad ogni modo a Napoli si è abituati ai fatti di cronaca da noi no… Comunque non era mia intenzione offendere né te, né i napoletani in generale. Il processo che ti ho descritto è reale ed è riconosciuto da molti.
    @sorrido, Manca la cultura della preservazione ambientale e mancherà per molto. Grazie
    @ freemorpheus, Avellino è ancora apparentemente un'isola felice, ma sta cambiando, in peggio purtroppo

  8. utente anonimo

    non esiste un solo tipo di napoletano, come non esiste un solo tipo di avellinese, a me personalmente non piace parlare per categorie. Comunque non mi sono sentita offesa, i problemi ci sono, ma l'abitudine ti giuro no, è più una sopportazione obbligata.
    laura

  9. utente anonimo

    Non ho mai parlato di colpe ma di responsabilità, la differenza credo sia sostanziale.
    Ho spiegato i motivi, secondo il mio punto di vista, ovviamente, perchè ritengo responsabile quest'amministrazione dell'episodio di sabato, ma non solo di quello, di quel fatto come punta di un icebreg. Mi fa piacere comunque che molti la pensano e la pensano diversamente. Mi permetterai di dissentire sulal tua affermazione secondo la quale, l'episodio di sabato si sarebbe verificato anche con un'altra amministrazione. Ritengo che se si può dimostrare, perchè accaduto che si è verificato durante l'amministrazione Galasso, non sia dimostrabile il contrario. Però, ritengo che l'insensibilità, chiamamola così di questi amministratori ha contribuito a confezionare un contesto pericoloso. Occorre anche focalizzare il fatto che forse l'episodio si sarebbe verificato, ma forse in un'altra zona della città, ed il luogo, in questo caso, fa una differenza sostanziale. Sulle analisi un po' più lucide puoi leggere il mio ultimo post, dove forse si comprende meglio la mia posizione riguardo alle responsabilità

  10. fraba

    la "napoletizzazione" usato da Tisbe, per me che napoletano lo sono, non è ne un offesa ne un insulto.
    Purtroppo, un certo stile di vita sociale, apparatiene ormai al nostro DNA, alla stegua della pizza, della sfogliatella e del mandolino.
    Così è, e basta. Inutile girarci intorno.

    Quello che mi spaventa, è in realtà, bel altro.

    La "napoletanizzazione" è ormai uno stile divite che travalica i confini della mia città. Abbraccia una fascia d'età che oscilla dalla pubertà all'afdolescenza e palesa in questa maniera un pericoloso quanto inevitabile, decadimento dei valori.

    Ma del resto, se un tempo c'erano da una parte gli oratori e dall'altra le sezioni del PCI, oggi c'è solo la televisione che con il suo immenso carico di vuoto assoluto, appiattisce e depersonalizza.

    A mio parere quindi, parlare di "napoletanizzazione" è alquanto riduttivo. LA violenza, l'ignoranza, l'assenza di valore, non conosce certola geografia.

  11. Tisbe

    @laura, Ovviamente non si tratta di una generalizzazione ma di dare un nome ad un fenomeno che c'è. Le cose che dico le ho ricavate da alcune interviste e di certo in Irpinia c'è una spinta da parte della delinquenza organizzata dall'area napoletana e dal foggiano. Quest'ultimo colpisce, però, il territorio di Ariano Irpino (detto in maniera semplice…)
    Io vivo ad Avellino, per questo ho parlato di napoletanizzazione ma non intebdevo condannare un intero popolo tra l'altro molto simpatico e accogliente
    @Simona, Non so come sei arrivata da queste parti, e ti ringrazio per il commento. Sono passata dal tuo blog, ho capito che sei di Avellino, che sei giovane e sei anche molto carina 😉
    @Boris, Sì, la differenza è sostanziale, ma dire (come ha fatto Gaetano) che il sindaco dovrebbe dimettersi a seguito di questo omicidio mi sembra una cavolata. Ed è anche assurdo scaricare il barile delle responsabilità esclusivamente sugli amministratori e sulle istituzioni. Non dimentichiamo che essendo in democrazia questa gente, su quegli scranni del potere, ce li abbiamo mandati noi! La responsabilità va ricercata prima di tutto in noi stessi. Nella nostra piccola comunità. E dovremmo chiederci quali sono i VALORI nei quali lasciamo crescere i giovani. Su queli valori si fonda la comunità avellinese? Perché l'errore è esattamente in questo! Dal mio punto di vista, come elemento estraneo al tessuto sociale avellinese (io vengo da fuori ed ho – credo – una capacità di analisi maggiore) trovo che una delle cause del malessere diffuso che si conclama nell'uso di alcool e di droghe è da ricercare in una visione falsificata della vita ed in una ricerca ossessiva del mito dell'apparenza e del divertimento a tutti i costi! Questo mito viene trasmesso dai genitori che chiedono al figlio lo sforzo di SEMBRARE sempre migliore del figlio dell'altro… poi si arriva a questi estremi.
    Un aspetto assente nella comunità di Avellino è la solidarietà verso l'altro, che francamente trovo molto più presente in provincia. Ma questa non è un cosa che dipende dalla classe politica.

  12. Tisbe

    @fraba, Lo so che "napoletanizzazione" è riduttivo, ma ho usato questo termine perché Napoli è la grande città più vicina ad Avellino, e nel bene e nel male, la influenza. Se fosse stato nei paraggi di Milano avrei detto "milanizzazione". Tutto è relativo, anche il linguaggio!
    @sarmigezetusa, Davvero? Io purtroppo non ricordo…

  13. Tisbe

    E' l'effetto devastante di una cultura della superficialità e dell'apparenza e del declino dell'Occidente in una fase irrimediabilmente decadente
    🙂

  14. oxygenetic

    ciao volevo segnalarti questo community blog sul citizen journalism (si possono pubblicare articoli senza alcuna registrazione):

    http://www.Lamianotizia.com
    Facci un salto se ti va e magari pubblica pure qualche tuo post (anche questo) o commento, tanto puoi anche linkare il tuo blog.
    A presto!

  15. AzzikKlaudia

    per me la reazione della dirigenza è stata davvero stupida: da quello che so è aumentata la presenza di forze dell’ordine e i locali chiudono a mezzanotte… e poi magari si chiedono perchè ad Avellino ci si suicida…

  16. Tisbe

    @AzzikKlaudia, Hia ragione abbiamo una classepolitica d’inetti, però li votiamo… o no? Ad ogni modo credo che non abbiano responsabilità per questo omicidio. Dei suicidi sì. Troppi giovani scelgono di farla finita, mi pare che sia anche una delle preoccupazioni del Vescovo.

    Invece di vendere valori a buon mercato dovrebbero offrire fatti.

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