OktoberCacciari

Se Monaco ha la sua OktoberFest, la cittadina di Avellino ha OktoberCacciari. E’ dal 2004 che il noto filosofo è ospite in Irpinia. Tutto merito di Don Emilio Carbone. Da allora non ho perso un solo appuntamento con la filosofia in chiesa. La prima volta Cacciari parlò de "Le figure dell’Anticristo e la bellezza della Verità" (e come dimenticarlo), nel 2005 è stata la volta del Figliol Prodigo (e ci ho scritto pure un post) e ieri, in prima serata, il soggetto discusso è stato il Mito di Prometeo.

Come in tutte le altre occasioni, c’era tanta gente, e mi è sembrato incredibile che la Filosofia fosse diventata improvvisamente così popolare. A differenza delle altre volte ho avuto difficoltà a seguire la disquisizione perché l’audio era troppo basso e bisognava ricostruire molte parole per comprendere il senso del discorso. In linea di massima, Cacciari, ha rivisitato il mito di Prometeo nelle varie fasi del pensiero occidentale e si è soffermato in particolar modo sul classicismo, sul romanticismo e sull’idealismo tedesco. Senza dimenticare di sottolineare la differenza interpretativa tra il classicismo e il romanticismo.

Prometeo è noto per aver donato il fuoco all’umanità, sottraendolo ad Efesto, avendo carpito la fiducia degli dei. Ma Prometeo non fu punito per questo. In realtà egli conosceva un segreto su Zeus, e non voleva rivelarlo. Così il dio/padre lo fece rapire da Kratos e Bia (Forza e Violenza) e lo fece legare su una rupe del Caucaso dove ogni giorno un’aquila gli divorava il fegato tra atroci sofferenze. Purtroppo il fegato gli ricresceva durante la notte in maniera tale da rendere il supplizio eterno. E’ interessante notare come l’omonimo dramma di Eschilo si chiude con Prometeo ancora incatenato e non lascia presagire, dunque, alcuna liberazione dell’eroe.

Qual’è il segreto di cui è a conoscenza Prometeo e che riguarda Zeus? E’ un segreto che proviene direttamente dal mondo dei Titani. Come Zeus aveva ucciso il padre, così lui stesso sarebbe stato destinato a soccombere per aprire una nuova era. Il segreto che custodisce Prometeo è l’annuncio della morte di Dio. Ma la morte di dio significa una nuova autonomia per l’umanità che non riconosce più la necessità di una trascendenza. In parole povere, l’uomo capisce che non ha più bisogno di dio. In questo processo di autoconsapevolezza l’uomo si "supera", si "oltrepassa" e "trascende se stesso". Ecco perché Prometeo è pericoloso. Perché inaugura la liberazione dell’uomo. L’eroe non regala all’umanità solo la techne ma annuncia la sua Libertà.

Del mito di Prometeo si innamora Goethe che lo fa diventare l’eroe indomito e ribelle dei suoi celebri frammenti in versi. Tuttavia, Cacciari, si sofferma sull’analogia tra la figura di Prometeo e il Faust, ed in definitiva tra Prometeo e Satana. Questa riflessione apre nuovi scenari. Il Faust/Prometeo non è soddisfatto di mutare, cambiare, trasformate l’Ente con la techne che ha trafugato agli dei, ma vuole molto di più. L’Ente è per sua natura trasformabile. Il Faust/Prometeo mira a possedere ciò che per definizione non è soggetto a mutamento, e cioè all‘Originario. Il sogno del figlio ribelle, Faust/Satana, o Prometeo è proprio questo: possedere l‘Originario.

Che cos’è l’Originario? Mi è parso di capire (ma sono molto incerta) che possa essere individuato nell’Essere statico immutabile ed eterno parmenideo, oppure nella Madre, ovvero la Terra…

14 commenti su “OktoberCacciari

  1. Tisbe

    @cretaefaci, Io, invece, senza filosofia rischio la morte per depressione…
    @moltitudini, Quanto sei cattivo! Tuttavia ammiro il tuo senso di libertà sopra le righe, perché è davvero una rarità.

  2. utente anonimo

    A me Cacciari sta un po' sulle palle
    Anche se secoli fa all'Istituto mi disse che ero bravo ma dovevo lasciar perdere Habermas e altri…
    Con Vitiello invece feci una litigata tremenda. Lo sgridai (quando mi arrabbio la mia voce si fa roca come quella di un sergente della Wermacht).

  3. lacqua

    La maggiore difficoltà in tema di filosofia, oggigiorno, è distinguere fra filosofi, pochissimi, e insegnanti o esperti di filosofia, 'na marea…

  4. Tisbe

    @Italo, e perché mai hai litigato con Vitiello?
    @lacqua, Beh, è difficile dire qualcosa di veramente nuovo in questa disciplina…
    @sommelierePazzo, Allora lo è 😉

  5. utente anonimo

    Era un seminario su Kant.
    Io gli feci una obiezione che metteva un po' in questione la sua interpretazione e lui disse che non avevo ascoltato quello che lui aveva detto il giorno prima (il tutto con un tono piccato e con qualche parola di troppo…). Esplosi come un razzo…Da quel periodo (per quanto lo studierò come studierò Cacciari…) mi è "scarut' r' o' core"

    Italo

  6. utente anonimo

    L'ultima volta che lo ascoltai (a Modena durante il festival della filosofia) mi andai a congratulare dicendo "Bella conferenza, ma con la filosofia…". Lui ridacchiò…

    Italo

  7. Tisbe

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