Com’è morta la mia terra

Mi è capitato sotto gli occhi questo post di risposta ad una domanda. L’ho letto e ho pianto ancora, senza ritegno… e qui lo riposto, perché merita… merita…

«Ma cos’è ‘sta storia che ce l’hai su con i democristiani??? Guarda che, ai voti, saremmo in maggioranza (relativa)». Crescenzo
Questo lo so caro Crescenzo, conosco la mia terra, più di quanto gli altri riescano a credere. Scrivo questo post per risponderti e spiegarti i motivi della mia secolare avversione alla Dc.
Io sono nata in una bellissima città che è stata centro culturale di grande prestigio, una città che vanta una tra le migliori Università europee. Dove io sono nata è cresciuto il romanticismo e ha preso forma l’idealismo tedesco. Si sono incontrati Hegel e Schelling. Ma io non ho mai vissuto questa città, io ho vissuto in Irpinia. In quel luogo che si può definire con estrema tranquillità e correttezza "Il Feudo bianco". Io non lo so se la mente umana è una tabula rasa, e se, di conseguenza, le prime esperienze di vita informano il sistema cognitivo indirizzandolo verso una precisa tipologia di lettura della realtà, ma ho imparato a diffidare dei democristiani fin da quando ero in fasce. All’epoca il paese dove vivevo era formato da due classi sociali: gli azzecagarbugli, notabili e "Don" da una parte, e i cafoni dall’altra. Per essere più precisa "li cafuni re fore", tu consosci il dialetto e capirai. Io appartenevo alla seconda classe. Cioè, io vengo dal fango, e se devo dirti come ho potuto ergermi al di sopra di esso, non lo so. Queste due classi non si confondevano neppure di domenica, il giorno dedicato alla Messa. I notabili uscivano dopo mezzogiorno, cioè quando i cafoni si ritiravano per il pranzo. I "Don", invece erano adusi a pranzare intorno alle 14. La divisione era netta. Ovviamente tutti i notabili erano democristiani, nonchè latifondisti e di mentalità feudale. Questi democristiani doc erano degli schiaviti: possedevano un esercito di coloni. Sai cosa è successo in quegli anni Crescenzo, grazie alla presenza della Dc? La classe dei cafoni, che non aveva terra perché era ancora saldamente nelle mani dei latifondisti democristiani, è dovuta emigrare. Spiegalo tu, ad una bambina, perché ha dovuto pagare un prezzo così alto. Perché la sua famiglia è stata smembrata, perché non c’era una sola notte in cui lei poteva addormentarsi serena, perché ogni giorno scrutava l’orizzonte con malinconia, perché il pianto era diventato la sua unica forma di protesta. Spiega perché per comprare un pezzo di terra, ed andare a riempire le tasche dei già grassi democristiani, possessori di tali terre, un’intera generazione di giovani cafoni è dovuta trasformarsi in classe operaia. Perché per quell’agognato e maledetto pezzo di terra irpina qualcuno è dovuto scendere nelle viscere della terra, senza fare più ritorno. Qualcuno abbia il coraggio di spiegarlo ad una bambina. Perché la terra non è stata ridistribuita? Perché non è stata data a chi l’amava e dedicava ad essa tutte le proprie energie. Perché dovevano esistere i coloni? Dico di più, perché non è stata data almeno in usufrutto? Io c’ero, e sono una piccola ed invisibile testimone oculare dello scempio democristiano verso la mia gente e la mia terra. E nonostante questo mondo già dato, io, pur essendo piccolissima, mi sono sempre ribellata alla sua logica: Scuoiatemi viva, torturatemi, se il caso, ma io non pronuncerò mai quella parola "Don" perché io credo fermamente, ed ho sempre creduto che gli esseri umani sono tutti uguali. Il mio sangue è rosso, il loro sangue è rosso. Io non riconosco nessuna autorità terrena e non mi piegherò di fronte a nessun altro essere umano, e non pretenderò che nessuno si pieghi davanti a me. E poi ricordo una musica, un colore…di fronte casa dei miei nonni c’è "pretaliscia", di lì passa la strada che congiunge i paesi di mio padre e di mia madre. Lo ricordo bene, come se fosse ora. Passava sempre un treruote pieno di bandiere rosse, bellissime. E c’era una musica che si diffondeva nell’aria e mi raggiungeva e faceva così: «Bandiera rossa che trionferà, bandiera rossa che trionferà, viva il comunismo e la libertà! […]Avanti popolo alla riscossa bandiera rossa, bandiera rossa…». Ecco quello era l’unico partito che s’interessava del dramma dei cafoni, l’unico che li assisteva, che prendeva le loro difese. Ecco quel partito è diventato la mia speranza. La speranza per gli occhi perennemente bagnati di lacrime, di una bambina costretta a portare un fardello troppo grande per le sue piccole spalle. E poi c’erano i viaggi, continui…avevo paura del Passo del San Gottardo, come avevo paura anche del San Bernardino, avevo paura dei Tir…durante i viaggi pregavo e dormivo. Ma in questi viaggi ho incontrato il paese delle fiabe: l’Emilia Romagna. I miei occhi di bambina si riposavano in quelle aree di servizio che sembravano fatte apposta per rendere felice l’umanità. Io passavo e la Romagna Rossa m’incantava e m’incatenava. Ho potuto fare le differenze. I miei viaggi mi hanno dato l’opportunità di fare la differenza e scoprire il cancro che stava divorando la mia terra. Io porto i segni, e li porterò per sempre dei gravi errori politici fatti dalla democrazia cristiana (che ha ben poco di cristiano) a scapito della mia terra. Il tempo è passato, c’è stato il terremoto, sono caduti soldi a valanga, ma oltre alle infrastrutture e ad abitazioni dignitose la situazione non è cambiata: prima emigravano i cafoni, adesso i laureati. La politica non è cambiata. Io assisto impotente alla geriatria politica…e sono stanca, stanca di vedere sempre le stesse persone a gestire il potere, mentre in democrazia bisognerebbe fare a turni e dare la possibilità alle nuove generazioni di cimentarsi e di provare a cambiare. Se l’Irpinia è nuovamente sconfitta, la responsabilità giace nelle scelte politiche dei democristiani. Loro hanno gestito questa terra ed è talmente vero che si è meritata il titolo di Feudo bianco, ed io non ne vado orgogliosa. Io sono ancora qua, come lo ero allora…scruto l’orizzonte e aspetto quel giorno che faccia tutti eguali.

22 commenti su “Com’è morta la mia terra

  1. utente anonimo

    Io ti posso capire.
    E non esiste destra e sinistra.
    La sofferenza non ha colore.
    Anche io ho preso quel treno (l'ho raccontato nel post di qualche giorno fa) che sembrava non arrivasse mai.
    Eppure dobbiamo fare qualcosa non possiamo vedere morire una città e una provincia quando a pochi passi da noi (Salerno) qualcosa è cambiato.
    Sarà pure, come dice il sindachino, che non abbiamo il mare, e quindi secondo lui poche possibilità di rendere vivibile una città,offendendo i cittadini che la popolano e non la vivono, ma esiste una coscienza in chi ci amministra o sono solo belli a farsi vedere in televisione a sbandierare il loro buonismo di facciata.
    Signori si nasce diceva TOTO' e in questa città nessuno lo nacque.
    pasquale

  2. tintero

    Molto bello e intenso questo sfogo.Sono in linea con quello che dici e purtroppo non vedo nulla di nuovo nella classe politica.Un saluto.

  3. utente anonimo

    non mi hai trovato mai così d'accordo, come su questo post…Conosco da vicino tanti dei nostri feudatari storici, detesto loro e detesto il sistema in cui la Dc ci ha fatto piombare. Un forma mentis che invade tutto, e di cui non ci libereremo facilmente temo.Me lo chiedo spesso quando cambieranno le cose, uffa, Tisbe, eppure questa è anche la tua, la nostra terra, perchè dobbiamo assistere a questo?

  4. Tisbe

    @Pasquale, Ma chi ce lo ha messo il sindachino dove sta? Una delle grandi colpe dela democrazia cristiana è di aver creato un bacino elettorale inesauribile fondato sulla distribuzione di posti e di stipendi fissi uccidendo lo sviluppo locale e la voglia di lavorare. Hanno incentivato la furbizia a scapito del fare… Chi lavora è un fesso! Questo è il ceto medio irpino costituito per lo più da dipendenti di enti statali con uno stipendiuccio con il quale in altre realtà farebbero la fame, ma qui fanno i galletti ringalluzziti, che non producono nulla eccetto il parassitismo…

    @cassandra666, Non sono dei parlatori, sono dei gran paraculi egoisti

    @tintero, Ci vorrebbero persone nuove, che vengono da realtà diverse e soprattutto non politici per mestiere…

    @arpia, Il male della Dc è descritto bene nel mio commento a Pasquale… Ed un male grave che ha distrutto la mia terra. Forse non ha fatto i morti del fascismo e del comunismo, ma ha creato e fomentato la mediocrità, sacrificando la genialità.

  5. Tisbe

    @Occhidelsud, Finchè esisterà un bacino elettorale dove i vari fossili della politica attingono i loro voti, abbiamo ben poco da fare. Io non sono famosa per proprormi a leader, e non conosco gente in gamba disposta a farlo. Non stimo nessun politico irpino. Mi ha deluso immensamente la De Simone, e i vecchi comunisti si sono rivelati funzionali a questo sistema più di chiunque altro: uno schifo!

  6. lacqua

    Cara Tisbe, anch'io ho viaggiato su quel treno. Non ricordo più quante volte. La mia vita ora e quassù. E devo ammettere che ci sto bene quassù. Ma condivido tutto quanto hai scritto. Tutto. Quel mare e quel sole da cui sono stato costretto ad allontanarmi da bambino, sono ancora nel mio cuore.
    Tu però hai un vantaggio rispetto a me. Hai riconosciuto subito il rosso di quelle bandiere. Io invece ho camminato tutti i miei 40 anni per scoprirlo. L'educazione che m'avevano dato, mi aveva impedito di leggere la realtà. Poiché un'altra incapacità storica che spesso noi meridionali abbiamo sofferto, è stata l'incapacità di riconoscere in quelle dita che si allungavano e ci concedevano qualche spicciolo, il posto fisso…, in quel sorriso astuto, occhi stretti, mani sempre pronte stringere mille altre mani, la volontà tutta tesa a raggirarci e a privarci dei nostri diritti di cittadini e di lavoratori. Concessioni concessioni, sempre concessioni. Mai diritti! Per noi quei diritti s'eran fermati alla Costituzione, non ne eran saltati fuori, non s'erano mai realizzati davvero.
    Un abbraccio, cara Tisbe.

  7. utente anonimo

    ciao Tisbe,
    complimenti gran bel post, posso capirti più di quanto tu creda, beh, le camionette con la bandiera rossa proprio no, ma per il resto. mi sa che il tuo odio ha anche un nome, per caso si chiama Ciriaco? baci giusva.

  8. bhikkhu

    Da noi ci dicono "guardate che bravi quelli del sud, che si danno da fare, non hanno paura di venire fin qui a cercare lavoro, mentre voi non volete spostarvi, volete stare con mamma"… mah, invece pare più una necessità che una voglia… io sto già in Emilia e l'unico miglioramento sarebbe quello di trovarsi in una spiaggia Brasiliana, forse… 🙂

  9. moltitudini

    Eviterei di mitizzare la "romagna rossa", se non altro perchè vorrei capire come si declina e connota quel colore usato come aggettivo.
    Poi, tutto ciò che dici sulla tua terra è sicuramente vero e sacrosanto il tuo urlo di dolore.
    Però ti ricordo che democristiano è pure il leader della coalizione che hai votato.

  10. Tisbe

    @lacqua, Non ho mai voluto accettare elemonise, né le briciole cadute dalla tavola dei "signori"… io sapevo di avere dei diritti e li pretendo ancora, per me e per gli altri 😉 Io invece ti invidio perché non si qui
    @ fraba, Grazie. Non ho altro da dire 🙂
    @ giusva, Ti credo. L'innominato è quello, anche se ne aggiungerei qualcun altro
    @ bhikkhu, Ah, bhikkhu bhikkhu, cosa darei per vivere dove vivi tu … altro che brasile, i miei ochi non vorrebbero mai incrociare la povertà
    @moltitudini, Se la romagna non è rossa ma ricca allora l'irpinia non è bianca ma pover. Perdona il mio gioco di linguismo sintattico, ma nel significato, c'è una relazione tra la ricchezza e l'organizzazione politica? Gli Usa, ad esempio, sono i più ricchi del mondo, e si è portati a credere che ciò sia dovuto al loro sistema politico. Tant'è che lo stesso è esportato con una leggerezza disarmante. Pensa, da noi si sono presentati con le cioccolate e il rock, altrove con le bombe ed enola gay

  11. stefanomassa

    mah…tanto livore contro i dc….
    x caso ricordi che cosa erano le nostre terre prima della "prima" dc?
    (non parlo di quella finale, delle degenerazioni…..)
    abbiamo un minimo di riconoscenza storica…insomma, simpatica tisbe
    ciao stef

  12. utente anonimo

    ciao tisbe. Post condivisibilissimo.
    Però è vero ciò che dice moltitudini: il democristiano ce l'abbiamo al governo e, aggiungo, col solito ricatto del meno peggio.
    Sulla romagna rossa ha di nuovo ragione moltitudini: sono stati i "rossi" a sviluppare un capitalismo dal "volto umano" ed efficiente. E opulento (almeno per la maggioranza).

    Sermau

  13. utente anonimo

    Tisbe sei una gran donna…
    e mi hai coinvolto.
    Sull'Emilia Romagna hai ragione
    oggi saranno paraculi anche loro ma sono riusciti a modernizzare la loro regione senza sventrarla (in questo il senso comunista dell'organizzazione ha avuto un ruolo importante)
    Domani magari falliranno anche loro.
    Ma noi non siamo neanche partiti
    Ma dove sei nata, a Tubinga ?

  14. Tisbe

    @stefanomassa, Ti riferisci a Sullo? La storia contemporanea italiana la conosco piuttosto bene, e le responsabilità della Dc sono ancora più gravi di quelle che emergono dal mio post… 😉
    @Sermau, A Moltitudini ho già detto in molteplici occasioni che il vero problema consiste nel fatto che gli italiani sono profondamente democristiani (pensano ai caxxi propri)
    @Italo, Sì sono nata a Tubinga e tu conosci la filosofia 😉

  15. Tisbe

    L'inchiostro che uso per scrivere i miei pensieri è il mio sangue… Dentro i miei scritti scorre la mia anima… Grazie a te e a tutti coloro che passando di qua mi danno il coraggio per continuare 🙂 Grazie

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