Uomo e libertà, binomio impossibile

Il post che ho scritto, qualche giorno fa, sulla necessità di autoregolamentarsi per raggiungere un grado di convivenza civile, anche nelle comunità virtuali, ha creato uno scompiglio senza precedenti. Il tema è senza dubbio scottante, ma quello che emerge è un’amara verità. La libertà è percepita come un valore privato da pretendere egoisticamente solo per se stessi, senza considerare le esigenze degli altri, o molto più semplicemente il punto di vista degli altri. La libertà si trasforma in qualcosa di meschino, vale a dire in un’assenza di regole e perde di fatto la sua portata ontologica. Nessuna riflessione sul valore reale della libertà. Nessuna domanda riguardo alla possibilità stessa di poter essere liberi in un mondo che ci condiziona storicamente e socialmente. Queste riflessioni non interessano; interessa solamente pretendere di fare e dire qualsiasi cosa senza tener conto delle conseguenze sulla vita degli altri, comunque essa possa essere intesa.

Per darvi una pallida idea del putiferio scatenato vi propongo dei link

piublog blogfriend kamau tisbe

13 commenti su “Uomo e libertà, binomio impossibile

  1. settolo

    Un conto è diffamare o violare la privacy: questo è illegale e, se la polizia postale lo richiede, occorre certamente rimuovere il materiale. Una decisione presa senza atto formale degli organi competenti, invece, è giustizia sommaria, roba da tribù africana.

    Una cosa diversa è pubblicare le proprie opinioni, anche spinose, o materiale erotico, o addirittura pornografico. Questo non è illegale e la sua eliminazione è certamente CENSURA, la più becera censura. Su internet non è come dall'edicola o in televisione (che tutti guardano e dove certe cose non vanno mostrate): guarda solo chi vuole.
    Poi, è giusto che questo materiale non sia aggregato in pagine che, invece, tutti guardano, tipo l'homepage di splinder, ma questo è ben diverso dall'affermare che deve essere tolto del tutto da Internet.
    Valutazione filosofiche/ontologiche devono tenere conto del contesto nuovo nel quale sono espresse, Internet, che ha una sua storia, è portatrice di determinati valori ed ideologie. Troppo facile dire che chi protesta contro le tue parole non si preoccupa dell'effetto della sua libertà sugli altri, troppo limitato, troppo poco meditato.

  2. Tisbe

    @settolo, Puoi dire quello che vuoi, però non credo che sia giusto che nell'interfaccia di accesso a splinder che è visibile anche a ragazzini di 13 anni compaiano foto di orge di gruppo con tanto di parti genitali in bella mostra. Se pensi che evitare che accada una cosa del genere sia censura allora io non posso essere d'accordo. Mi dispiace, ma alcune categorie di persone vanno tutelate nonostante la filosofia liberale di internet. E non posso essere d'accordo con te. Tu guardatele in privato le foto porno, nessuno te lo vieta ma non puoi rietenerti in diritto di obbligare me a fare la stessa cosa. E la mia libertà di scelta dove va a finire?

  3. settolo

    ma sei sicura di aver letto quello che ho scritto? Mi accusi di fare un'affermazione che è l'unica che non ho fatto. Ho scritto chiaro e tondo che credo non sia giusto che materiale pornografico (o anche solo erotico, o violento, o comunque non adatto ai minori) appaia su pagine alle quali tutti accedono, tipo l'home di splinder.

    Scusa se sono brusco, ma questa cosa (che quel materiale non deve finire in home) l'ho detta sia qui sia su soluzioni, e in entrambi i casi sembra che tu non l'abbia letta.

    Di tutto il resto che ho scritto, invece, non dici nulla. Del pericolo insito nel assumere il ruolo di decidere cosa è da censurare; della differenza tra contenuto illegale o, semplicemente, non adatto a minori; della piccolezza di certe cose delle quali ci indignamo rispetto a quelle che quotidianamente ci vengono propinate senza che battiamo ciglio; del valore intrinseco di libertà di Internet che certi atteggiamenti rischiano di rovinare; della pochezza insita nel considerare chi dice "io voglio poter dire quello che voglio su Internet" semplicemente uno che non pensa alla libertà altrui.

  4. Tisbe

    @settolo, Mi ripeto, chiarita la questione. Mi era parso di sembrarti una visionaria, o una bigotta, e invece la redazione diSplinder ha agito tempestivamente rimuovendo le foto, contrariamente a quello che sostengono in molti…

  5. settolo

    ok, la chiudo qua. Ma cmq non hai risposto alle questioni che ho posto (e che non c'entrano più nulla con il post su soluzioni) 😛

    PS: non mi sembravi una visionaria, non l'ho scritto e, se l'avessi fatto, il fatto che la redazione abbia rimosso il materiale non dimostrerebbe il contrario 😉

  6. Tisbe

    @settolo, Quando si sntra far parte di una web community che ha delle regole ben determinate bisogna rispettarle. Chi non lo fa viene espulso e non può gridare alla censura. Che continui a scrivere su spazi propri ma non su spazi collettivi dove è necessario avere un determinato comportamento dettato dalla netiquette o dalle regole del vivere civile. Troppo facile dire che chi protesta contro le tue parole non si preoccupa dell'effetto della sua libertà sugli altri, troppo limitato, troppo poco meditato Se si preoccupasse realemnte dell'effetto della sua libertà sulla libertà altrui non protesterebbe alla mia osservazione. Anche le azioni hanno un senso e chi protesta, alla mia richiesta di una la libertà anche per chi subisce la "libertà" di altri, dimostra una mancanza di sensibilità ed un egoismo illimitato che tende a salvaguardare solo la propria individualità e particolarità fregandosene degli altri.

  7. settolo

    Pure se capisco il fastidio verso chi non capisce il punto di vista degli altri, verso chi non capisce che piazzare dove tutti sono costretti a vederla una immagine che non a tutti può piacere è quantomeno maleducato, forse occorre fare un passo più in là. Io protesto contro le tue parole, che comunque riconosco legittime e condivisibili, perché è troppo facile passare da quelle ad una caccia alle streghe inutile e liberticida; la tua libertà di non vedere certe cose sulla home di Splinder minaccia la mia libertà di pubblicare una foto anche solo erotica (diciamo un seno, ad esempio, come se ne vedono miliardi in televisione), libertà che a me non interessa, ma che trovo fondamentale garantire a chi la vuole.

    Il tuo ragionamento può essere rovesciato e potresti essere tu ad essere accusata di non pensare alla libertà degli altri quando pensi alla tua.

    Tutto questo per dire una sola cosa fondamentale. Non c'è un vincitore, non c'è una ragione (per questo dicevo "troppo facile dire che…"). Ognuno ha un suo punto di vista, la cosa veramente difficile è accettarlo e trovare il compromesso giusto perché la libertà di tutti possa esprimersi.

  8. Tisbe

    @settolo, Ribadisco che quelle foto, quelle segnalate alla redazione di Splinder non erano affatto erotiche, erano porno, ma di un porno veramente difficile da descrivere. Un porno talmente evidente che la redazione ha provveduto subito a cancellarle. Quale caccia alle streghe? Vogliamo rovesciare la cosa e fare il razzismo all'incontrario e obbligarmi a vedere cose che non voglio vedere e che comunque non m'interessano. IO non metto divieto a nessuno. Non proibisco a nessuno di guardarsi foto o film pornografici, ma non tollero il fatto che io non possa esercitare liberamente la scelta di sottrarmi a questa visione. Perché gli altri devono costringermi a fare qualcosa che non voglio? Altro che caccia alle streghe, qui è la mia sacrosanta libertà che viene calpestata.

  9. Tisbe

    Il fatto è caro SETTOLO che il mio punto di vista non danneggia gli altri e non limita la libertà degli altri. Il punto di vista di chi vuole obbligarmi con la forza a fare quello che non voglio MI DANNEGGIA

  10. settolo

    possibile che tu non abbia capito che non sto affatto parlando di quelle benedette foto? Eppure l'ho scritto…

    Il fatto è che il tuo punto di vista potrebbe benissimo danneggiare e limitare la libertà altrui, basta riuscire a guardare un po' più in là.

    vabbè, ciao, non dico più nulla.

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