Scontri

Oramai sono i blogger che stuzzicano la mia mente. Un post "Medioevo" di Nullo mi ha fatto riflettere su alcune questioni. Inizialmente sullo scontro di civiltà. In un secondo momento, dopo l’accesso al link Hoka Hey allo scontro tra sessi: patriarca contro matriarca. Entrambi riconducibili ad un unico gigantesco scontro, dove civiltà occidentale/matriarcale è contro civiltà islamica/patriarcale. Ma le cose stanno davvero cos’ì? Secondo me no.

Scontro tra civiltà, tra classi sociali, tra maschi e femmine sono necessari come insegnava Eraclito, ma vanno superati e non reiterati ad aeternum. Solo attraverso il superamento del conflitto si può accedere ad un nuovo grado di conoscenza e consapevolezza.

Tornando alla presunta sudditanza della donna islamica e del presunto signoraggio della donna occidentale, faccio notare che le cose non stanno esattamente così. Io vivo ed ho sempre vissuto in una società maschilista, eppure geograficamente (per convenzione) collocata in occidente. Le donne che vivono nei paesi dell’Irpinia portano ancora "lo maccaturo" che serve a coprire loro i capelli, esattamente come è in uso per le loro colleghe islamiche. Qualche giorno fa sono uscita scandalizzata da un negozio (non do volutamente riferimenti) perché un commesso ha detto ad alta voce che gli stipendi dei maschi dovrebbero essere più alti, cosicché le donne non sarebbero costrette ad andare a lavoro e potrebbero rimanere a casa a crescere i figli e a badare al marito. Tutto questo è stato affermato nel consenso collettivo, drammaticamente anche femminile e, per qualche minuto, ho temuto il peggio: sembrava stesse scattando l’applauso. Avellino Capoluogo di provincia della Campania Terzo Millennio Anno del Signore 2006. La donna torni a casa tra i fornelli a subire i ricatti economici del marito… Ecco rivelata la cultura occidentale in tutto il suo splendore, ecco dove finisce la sua matriarcalità esercitata in un vano tentativo di tenere legato a sé il figlio attraverso il principio del piacere. Il figlio che la donna cresce, spesso si ritorce contro di lei. Tutto l’odio maturato nei confronti della madre percepita come un ostacolo alla propia autonomia e alla propria libertà decisionale, ricade sulla compagna.  

«La tendenza materna infatti è controllare il figlio, farlo sentire al centro di ogni interesse, mantenerlo dipendente: «Se stai attaccato a me hai la vita, se ti stacchi c’è la morte» è il messaggio delle madri di sempre, quelle preistoriche e quelle moderne e in carriera». «Uomini e donne, due specie diverse», di Raffaella Silipo (La Stampa 7 Marzo 2005)

E la nevrosi collettiva si ripresenta puntualmente ad ogni generazione. I mariti trattano male le mogli perché in loro vedono la propria madre dal quale non hanno mai potuto staccare il cordone ombelicale. La donna deve uscire da questa trappola. Deve riconquistare un ruolo di valore in quanto persona e non in quanto fattrice, o madre di… o moglie di… o figlia di… La donna non è il suo utero, e il suo valore non è dato dalla sua capacità di mettere al mondo e/o di allevare dei figli. Vorrei che fosse chiaro che la donna ha valore in sé. E questo, mi dispiace dirlo, in occidente, non è ancora stato percepito.

12 commenti su “Scontri

  1. freemorpheus

    Certo che voi ad Avellino siete proprio dei terroni!!! ;-)))))))) Con una battuta per dirti che capisco ciò che hai scritto. Mi chiedo poi perché ci si debba sempre dividere e scontrare: la Storia insegna che ciò non ha mai portato a nulla di definitivo, siamo sempre qua a dividerci o per il sesso, o per la politica, o per la razza, o per la religione, insomma ogni scusa è buona per guardarci con sospetto. Io mi chiedo da sempre, ma dove si vuole andare facendo così? Mah, ancora non l'ho capito. Già da piccolo, a scuola, trovavo lo studio della Storia umana noiosa e ripetitiva: guerre, genocidi, valorosi condottieri che ciclicamente hanno illuso popoli di raggiungere una supremazia. Vedo che in particolare ti soffermi sul maschilismo: c'è ancora, eccome se c'è, anche qua da me al Nord. Ho visto con i miei occhi uomini che non salivano sull'autobus se vedevano che il conducente era femmina, non so se mi spiego! Al di là del lato psicanalitico, credo, però che siano proprio certe "educazioni" a incentivare il maschilismo. E anche la cosiddetta "emancipazione femminile" mi sembra abbia portato tante, troppe donne a interpretare la parte più deteriore degli uomini, dimenticandosi di affermare i valori femminili nella società. Insomma credo che anche le donne siano responsabili della loro condizione sociale.

  2. utente anonimo

    ciao tisbe. io non ne faccio una questione occidente/islam: anche secondo me la nostra societa', soprattutto in italia, e' fondamentalmente patriarcale. e i tuoi racconti non fanno che confermare le mie esperienze (anch'io vengo dal sud). cio' non toglie, chiaramente, che le cose che si fanno alle donne in alcuni paesi islamici sarebbero, qui, per fortuna, impensabili.

    la posizione di hoka e' anch'essa un po' diversa da come la descrivi: lui si augura un ritorno al patriarcalismo in occidente, che secondo lui e' in declino. ma questo te lo puo' venire a spiegare lui

    ah proposito, grazie per il link: c'ero rimasto male dopo quel tuo pezzo che accusava senza fare nomi, ma mi e' passata…

    ciao,
    nullo

  3. Tisbe

    @cassandra666, per adesso non ho soluzioni, ma ci penserò 😉
    @freemorpheus, Hai ragione, anche io detesto quelle donne che vogliono imitare gli uomini. Io parlo di stessi diritti, vale a dire: equità nella differenza!
    @nullo, Mah, io diversamente da hoka auspico una società equa dove ci sia equilibrio e armonia fra uomini e donne e dove ci sia libertà di scelta. In altre parole esigo che la donna sia lasciata libera di scegliere, e quindi non esclusa o condannata socialmente se è sigle e/o non ha prole. Tra le altre cose io propongo l'adozione del cognome materno, o la possibilità di scelta da parte del figlio, oppure poterli portare tutti e due, come farei io. Riguardo il mio post non era riferito esclusivamente a te. Ad ogni modo io sono sempre disponibile al dialogo, fin tanto che gli altri mantengono un comportamento di rispetto nei miei confronti. Perché io non offendo nessuno( questo non è riferito a te ovviamente)

  4. RenatoR

    non sono d'accordo tisbe. ti prego di scusarmi ma io credo piuttosto che sottolineare questi aneddoti di "folclore", sia un po' come cercare di trovare una scusa per sfogare qualcos'altro.

    io vivo a milano e ti confesso che non conosco la realta' irpina, ma trovo anacronistica la situazione che descrivi.

    non dubito del fatto che sia realmente accaduta, non mi franitendere, ma sono convinto che sia solo questione di tempo.

    la donna NON E' IL SUO UTERO e chi lo pensa non vive nel 2006.

  5. silyoung

    Vorrei che quell'uomo con quel pensiero non esistesse più.Invece purtroppo c'è.E' ignoranza proveniente da una cultura non sviluppata ed aggiornata.La cultura e la tradizione dovrebbe compenetrarsi con la vita sociale attuale.Purtroppo non sempre è cosi'- Hai ragione di essere arrabbbiata.Ciao

  6. Tisbe

    @antares666, mmm… Ti confesso Ant, che a volte penso anch'io a questa soluzione. Anche se vorrei essere tra i sopravvissuti 😉 Una specie di Noè femmina
    @ RenatoR, Posso immaginare la tua impossibilità a comprendere, ma ti assicuro che non è folklore. In Irpinia la donna è il suo utero, e niente di più. La donna vale solo se può dare dei figli e se vive entro le regole canoniche imposte dalla società locale. E' vero, non ti uccidono nel corpo, ma ti uccidono nell'anima, il che è molto peggio. La donna non è nemmeno autorizzata a vivere da sola, e se lo fa viene messa alal gogna pubblica. Potrei scrivere un libro bianco su come sono stata trattata io… anche da persone che hanno la laurea. Non èun problema di ignoranza, è un problema di cultura maschilista, molto radicata e difficilmente sradicabile. Il maschio occidentale ha concesso alla donna occidentale l'unica libertà priva di reale significato, e lo ha fatto solo per il proprio piacere. Ed è la libertà sessuale allla quale, purtroppo non hanno fatto seguito le altre, molto più importanti e decisive per una reale parità. La donna sessualòmente disinibita fa comodo, per usarla, ma la si giudica e la si condanna… E non credo che Milano sia diverso. Anni fa conobbi un giovane uomo sposato che viveva allegramente tra avventure e storie. Non abitava più con la moglie e i figli. Di lei disse che pensava a crescere i figli, e non avrebbe avuto diritto ad una vita sessuale, né con lui né con un altro, mentre lui poteva permettersi di fare sesso con altre donne, che però moralmente non potevano mai raggiungere il livello della moglie (asessuata e intenta ad allevare i suoi figli) Questo a Milano circa 10 anni fa. Pensi che sia cambiato molto? Io non credo.
    @silyoung, Io non sono femminista, pretendo solo di essere rispettata in quanto persona, e non in quanto potenzialmente madre. o madre. Non si può concedere valore facendo riferimento ad un solo aspetto della vita di un individuo: quello riproduttivo. Anche l'odio viscerale per i gay ha questa origine, francamente biologica ma non razionale…

  7. Tisbe

    Aggiungo che buona parte degli ex amanti, mariti, fidanzati compagni che uccidono le ex mogli, fidanzate, amanti, compagne hanno un'altra compagna oppure hanno una vita sessuale attiva, ma non sopportano che la loro ex la abbia a sua volta… E questa è solo la punta dell'iceberg. Molti uomini si controllano, ma il loro istinto a dominare la donna e ad annullarla in quanto soggetto sessuale libero(con gli altri) è molto forte. Aver ottenuto la liberalizzazione del sesso non ha rappresentato alcun vantaggio concreto per le donne.

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