Gli effetti del globalismo liberale: 850milioni di esseri umani muoiono di fame

850milioni di esseri umani costretti a vivere al di sotto della soglia di 1900 calorie giornaliere. Lo denuncia la Fao nel rapporto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo. A 10 anni dal Vertice mondiale sull’alimentazione, non solo gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti, ma addirittura la situazione è peggiorata. Quali conclusioni trarre? Di sicuro si assiste ad un fallimento della politica economica internazionale. Il tanto osannato Liberalismo globalizzato sta mostrando la sua inefficacia e la sua anima profondamente discriminatoria. Per garantire la vita lussuosa di pochi eletti si arriva a sacrifacarne una moltitudine. Ed io non ci sto! Rimango un’accesa sostenitrice della necessità di una rivisitazione del comunismo, perché politicamente è l’unica risposta e l’unica speranza per le popolazioni diseredate della terra. I detrattori di questa ideologia egualitaria amano soffermarsi sui precorsi storici e puntano l’indice su un presunto fallimento fattuale del comunismo. Ma non è proprio così. Nel giudizio si assume, erroneamente, come termine di paragone, la "durata" che è cosa diversa dalla qualità. Sarebbe come voler ammettere che l’Impero romano era giusto in quanto è storicamente durato molto. Non è la durata di un fenomeno storico che ne sancisce la qualità, né ne dimostra la capacità di garantire a tutti una vita dignitosa. Alla luce di questi dati mi sento di affermare in tutta coscienza che il liberalismo globalizzato è un disastro per l’intera umanità e che bisogna combatterlo con tutte le forze affinché non faccia più vittime. Chiedo alle menti illuminate della sinistra di elaborare una strategia politica capace di rendere le istanze del comunismo attuali e storicamente applicabili. Non ci rimane altro da fare…

12 commenti su “Gli effetti del globalismo liberale: 850milioni di esseri umani muoiono di fame

  1. marysamba

    Stanotte ti ho sognataaa!!???!Cioe’ ho sognato una che non eri tu,ma eri tu…capisci??!!:):):)

    Eravamo in questa casetta a due piani con un nonnino simpatico che ci raccontava della sua vita….devo iniziare a preoccuparmi????;);)

  2. Tisbe

    @Italo, Davvero? Tienimi aggiornata. Voglio partecipare anche io 😉
    @Marysamba, Nooo, non credo tu debba preoccuparti. E' solo il desiderio che abbiamo di conoscerci 😉 Non capisco però chi sia il vecchietto???? Saggezza? Dio? Bohhhh

  3. sermau

    ogni tot tempo ci dicono che stiamo combattendo la povertà

    ogni tot tempo ci dicono che stiamo mandando soldi e aiuti

    ogni tot tempo escono i risultati di tutto questo “daffare”

    ……………….

  4. utente anonimo

    …bisognerebbe impostare un sistema che riesca a proteggersi il più possibile dalle "istanze" sfruttatrici: cioè fare in modo che a chi ci rappresenta o è in posti di responsabilità non sia possibile sfuttare il suo ruolo per altri fini.
    La vedo dura, ma mi sembra l'unica via vera.
    laura

  5. utente anonimo

    Venire da una famiglia comunista ed essere vissuto negli anni di distruzione sistematica dell'idea del comunismo, devo dire che da il miglior punto d'osservazione possibile sul mondo com'è oggi.

    Diversamente da quello che sono stati i miei, io non posso dire di essere un comunista, in generale non sono un -ista di nulla.
    Credo che le idee di Marx non siano la panacea dei mali del mondo, potevano oltrepassare i mali capitalistici ottocenteschi, ma oggi la situazione da sovvertire è ben diversa.
    L'applicazione del socialismo in unione sovietica, poi, ha mostrato che non basta un sistema politico "buono" per rendere buone le persone, e di conseguenza i governanti.
    Forse è necessario che il comunismo entri prima nell'ideale della maggioranza delle persone, per poi poter essere ben interpretato dalla politica.
    Ma è un processo lungo e se ad insinuarlo nell'etica delle persone non c'è riuscito neppure Gesù Cristo (che anche lui predicava comunismo e fratellanza tra le persone), è difficile che ci riesca la retorica di un Bertinotti qualsiasi.

    Quello che oggi sta sbilanciando il mondo, sappiamo tutti cos'è: L'America. Sebbene ci abbia sempre imboniti con il mondo di cristallo dei telefilm, del Rider's digest, della CocaCola… sono quelli che da almeno 60 anni stanno spremendo il mondo per costruire le varie Beverly Hills, Las Vegas e quelle cazzo di automobili con motori da camion.
    Eppure Clinton aveva lasciato una pallida speranza, gli anni '90 avevano dato un po' di respiro al mondo…

    Bene, concludo con la speranza, che è l'unica cosa che un povero operaiaccio da 4 soldi può fare, la speranza che il successore di Bush non abbia passato la vita ad ubriacarsi e a giocare all'aviatore, ma abbia girato il mondo soffrendo di quello che vedeva.

    Luca

  6. Tisbe

    @sermau, Io ci soffro per questo e non so cosa fare…
    @laura, Sono d'accordo, forse si potrebbe rendere tutti controllabili attraverso un sistema circolare e non verticistico. Che ne pensi?
    @Luca,Condivido totalmente il tuo commento. Speriamo…speriamo… io spero nella natura che è molto più saggia degli uomini

  7. utente anonimo

    …si, nel senso che più che controllo (perchè poi bisognerebbe assicurarci a sua volta il controllo del controllore e così via) ci vorrebbero delle "trasparenze" reali sull'operato del singolo ( sui singoli passaggi anche) e delle responsabilità commisurate ai propri compiti (responsabilità di cui rispondere personalmente come risultato ed efficienza delle proprie decisioni/azioni). Non so se mi sono spiegata bene.
    laura

  8. Tisbe

    @Laura, Non credo che i singoli riescano ad essere trasparenti senza controllo… Un sistema che non preveda vertici, ma che proceda in senso circolare come il tempo dei greci e i tempi della natura, forse risolverebbe la questione. Invece di adattare il mondo alla nostra mente, dovremmo provaread adattare la nostra emnte al mondo 😉

  9. utente anonimo

    …no, non sono i singoli a dover essere trasparenti, ma l'operato dei singoli tramite procedure trasparenti e facilmente verificabili (io parlavo banalmente di stato nel senso di organizzazione statale per es.) e così le responsabilità per non raggiungimento del fine (lavorativo) o inefficienza: ma questo è solo un esempio. Certo un sistema che non preveda vertici, ma proceda in senso circolare (sistema statale) è interessante, anche se vertice potrebbe essere inteso non in senso gerarchico, ma meramente organizzativo.
    Ma tu intendevi sistema di organizzazione della società?

  10. acquarius11

    cosa si può fare? se vuoi fare ti lasceranno fare? che dire…dovremmo cacciare tutti i clandestini dall'italia ed accettare questi piccoli bimbi e curarli, anzicchè dare l'euruccio a chi ti lava i vetri….non trovi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *